<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493</id><updated>2012-01-16T18:41:01.810+01:00</updated><category term='bisogni'/><category term='conflitto'/><category term='alluvione'/><category term='inquinamento'/><category term='ici'/><category term='g8'/><category term='paura'/><category term='amore'/><category term='democrazia'/><category term='azione diretta'/><category term='violenza'/><category term='adolescenza'/><category term='volontariato'/><category term='militarismo'/><category term='religione'/><category term='pensioni'/><category term='politica'/><category term='palestina'/><category term='movimento'/><category term='tasse'/><category term='privacy'/><category term='nonviolenza'/><category term='giovani'/><category term='rispetto'/><category term='pacifismo'/><category term='elezioni'/><category term='terrorismo'/><category term='coraggio'/><category term='informazione'/><category term='commercio armi'/><category term='calcio'/><category term='dio'/><category term='libertà'/><category term='relazioni'/><category term='eccellenza'/><category term='ambiente'/><category term='chiesa'/><category term='comportamento'/><category term='legalità'/><category term='diarchia'/><category term='giustizia'/><category term='comunicazione'/><category term='uguaglianza uomo donna'/><title type='text'>Pensieri circolari</title><subtitle type='html'>se i pensieri vanno dritti spesso sbagliano mira</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>71</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-9222012050920975644</id><published>2012-01-16T18:14:00.002+01:00</published><updated>2012-01-16T18:41:01.816+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pacifismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='militarismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='commercio armi'/><title type='text'>Volete burro o cannoni?!?!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="line-height: 14px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E allora per salvare il posto di lavoro di chi lavora nel militare continuiamo a buttare via soldi!?! Come a dire che non bisogna guarire le persone perché altrimenti poi i medici non hanno da lavorare o condannare innocenti per dare da lavorare ai secondini. Spesso si sente dire che gli armamenti servono per la protezione civile, ma per salvare le persone dai terremoti non servono i bombardieri ma tecnologie molto diverse e decisamente meno costose. E sono meno costose spesso solo anche perché le produzioni militari sono falsamente costose. Una caffettiera per un sottomarino viene pagata 300 volte il costo di una caffettiera al supermercato e non perché ha caratteristiche particolari, ma solo perché pur essendo perfettamente la stessa caffettiera viene venduta assieme al sottomarino e la paura fa 90 e c'è sempre qualcuno che fa il ragionamento come se avessimo le truppe nemiche ai confini e l'esercito fosse concepito per difenderci dall'assalto dei cosacchi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Personalmente ho anche rinunciato a lavori nel militare perché non voglio vivere nutrendomi del sangue di altri, ma questa è una questione etica. Ma se invece di spendere 1000 per costruire un carro armato e mandarlo a spalare neve come è successo dalle parti di Spezia si spendesse 1 per 1000 spazzaneve mi sa che i problemi di viabilità si risolverebbero meglio. Ogni euro sprecato in produzioni militari è un doppio spreco, primo perché sono soldi buttati via per costruire cose che normalmente non vengono usate o vengono usate inutilmente, secondo perché quei soldi avrebbero fruttato dieci volte tanto in posti di lavoro se impiegati in produzioni civili. Ma su quelle è più difficile farci la cresta!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La Germania dopo la guerra ha potuto riprendersi proprio perché non potevano riarmarsi per i trattati di guerra e quando le hanno "permesso" di riarmarsi è stato solo per farla rallentare. &lt;br /&gt;Nessuna vita va sprecata ma serve riflettere sul fatto che per "rispondere" all'attentato alle torri gemelle (che tra l'altro non è stato prevenuto probabilmente proprio per poter iniziare una &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;guerra) in cui sono morte 3000 persone, solo di soldati americani ne sono morti ben più di 3000, per non parlare dei soldati di altre nazioni né, vogliamo dimenticarli, delle decine di migliaia di afgani e irakeni che sono morti in seguito. La contabilità non torna neppure un po'.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sui libri di storia non ci si trova tutta la Storia ma solo quella che conviene a chi vuol fare credere che per risolvere i conflitti ci sono solo gli eserciti. Ma se si ha un po' più di curiosità e si cercasse di trovare delle risposte non banali (e come dicevo prima anche inefficaci) si scoprirebbe che i conflitti prima di tutto si prevengono ma che anche una volta che esplodono possono essere gestite senza armi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;http://www.schenone.net/dcnan/index.htm&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-9222012050920975644?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/9222012050920975644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=9222012050920975644' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/9222012050920975644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/9222012050920975644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2012/01/volete-burro-o-cannoni.html' title='Volete burro o cannoni?!?!'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-1447618332626041215</id><published>2011-12-09T00:41:00.000+01:00</published><updated>2011-12-09T00:41:03.946+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='chiesa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tasse'/><title type='text'>ICI, tasse e pensioni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sinceramente non mi interessa più di tanto fare una indagine per scoprire se la chiesa o la moschea senza bar paga l'ICI o meno. Da quello che dice Avvenire sembrerebbe di no ma non penso sia quello il problema. Io verrei invece sapere che importo non viene versato di ICi per ricoveri per barboni di cui lo stato e i comuni se ne sbattono, o per altre attività che dovrebbero essere in carico della collettività e la chiesa sopperisce. Poi che sia sbagliato accettare che la chiesa sopperisca alle carenze dello stato sono pienamente d'accordo, ma ho la sensazione che il problema non si risolva tassando le chiese e le moschee (che per altro sono luoghi spesso utilizzati anche da atei o agnostici se non altro per visite turistiche) né tagliando il numero dei parlamentari (in modo che per risparmiare qualche milione di euro, e dico tanto, finisce che nei collegi si eleggono solo 3 o 4 deputati ottenendo così delle soglie minime del 25% per poter eleggere un deputato. E non si risolve abolendo le provincie per poi repllicare su qualche altro ente locale le loro funzioni, e non si risolve tassando i 10 elicotteri intestati a persone fisiche dato che i ricchi sono bravissimi a creare società di comodo per non avere personalmente in carico i propri redditi. Sono tutte prese per il culo per fare finta di tassare i privilegiati pur lasciando ai privilegiati tutti i loro privilegi. Solo a Genova c'è un migliaio di ricchi che continueranno a incassare cifre stratosfericamente maggiori dei loro concittadini ma che da questa manovra non saranno minimamente toccati se non dall'IVA sui loro sprechi. E continueranno ad esserci alcune migliaia di persone che continueranno a dilapidare i contributi dei lavoratori attuali percependo diverse migliaia di euro di pensione al mese non derivanti dal maturare dei loro contributi ma semplicemente come "solidarietà sociale".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-1447618332626041215?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/1447618332626041215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=1447618332626041215' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1447618332626041215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1447618332626041215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2011/12/ici-tasse-e-pensioni.html' title='ICI, tasse e pensioni'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-7323248869558383254</id><published>2011-11-12T09:16:00.000+01:00</published><updated>2011-11-12T09:16:37.539+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='volontariato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alluvione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='coraggio'/><title type='text'>Il coraggio di ricominciare</title><content type='html'>&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; text-align: justify;"&gt;Oggi ho incontrato l'alluvione. Quando è venuto giù il pandemonio non ero a Genova e l'alluvione l'ho vista solo in tv e su youtube. Ma ieri mi ha scritto Margherita per chiedermi la disponibilità a levare fango. Era quanche giorno che mi domandavo se anche io sarei dovuto andare a fare qualcosa contro la melma o se la mia veneranda età mi dispensava. Ci ha pensato la travolgente Margherita a fugare i miei dubbi, dovevo andare.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; text-align: justify;"&gt;Meta del mio intervento una officina per auto. Il mio primo pensiero è stato che avrei preferito un intervento in aiuto della mobilità sostenibile ma quando serve ... serve. Avvicinandomi con il bus la sensazione che mi riportava a tutte le precedenti alluvioni è stata l'immagine dellla polvere. Perché il primo elemento che rimane di una alluvione non è tanto il fango che spesso è nascosto, ma la polvere che si solleva e ricopre tutto, che in nuvole si vede da lontano per identificare i posti dove si è svolto il dramma.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; text-align: justify;"&gt;La scena era la solita, dei garages nei fondi dei palazzi sotto il piano strada, tipica fattura dei palazzi degli anni 60-70. L'acqua proveniente dal Ferregiano è entrata per la rampa di discesa e ha raggiunto i due metri di altezza. Il segno dell'olio che galleggiava sull'acqua era ben evidente con la sua linea grigia sulle pareti.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; text-align: justify;"&gt;C'erano ragazzi che lavoravano a ripulire attrezzi e materiali. L'acqua era ormai defluita tutta e nei giorni precedenti un gran lavoro di pale, carriole e cuffe ha liberato tutto dalla morsa del fango.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; text-align: justify;"&gt;A prima vista quasi una situazione normale, che non si fa notare troppo, intorno, per le strade qualche metro sopra, la vita sembra già quasi normale eccetto che per l'alone di polvere che offusca l'aria. Ma ci vuole un po' di tempo per rendersi conto di quale può essere il dramma. Non è morte, non è dolore, è depressione e desolazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; text-align: justify;"&gt;Ho cominciato mettendomi la tuta da lavoro per non sporcarmi il resto e mi sono messo a levare il fango dalle chiavi inglesi e dai bulloni, dalle guarnizioni e dalle punti di trapano. Intanto guardavo l'interno dell'officina, le auto coperte di fango misto a olio, intere ma da buttare via perché non c'è pulizia che possa riportarle ad uno stato decente. Tutta l'attrezzatura sparpagliata e mischiata. Una scena che mi scoraggerebbe completamente solo pensando a quanti giorni di lavoro sarebbero necessari per provare e recuperare le cose senza sicuramente riuscirci.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; text-align: justify;"&gt;Eppure il meccanico riusciva anche a sorridere e con determinazione usava 'idropulitrice per levare l'olio dalle auto che aveva in custodia e che probabilmente dovrà ripagare aggiungengo danno alla distruzione della sua officina.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; text-align: justify;"&gt;Io dopo alcune ore me ne sono tornato nella mia casa accogliente stanco morto ma senza dover pensare alla distruzione del mio domani.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; text-align: justify;"&gt;Penso che il coraggio maggiore non sia tanto dei volontari che si sono prodigati gratuitamente per gli altri, per quanto siano encomiabili, ma sia di chi nonostante il disastro ha ancora voglia di ricominciare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-7323248869558383254?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/7323248869558383254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=7323248869558383254' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/7323248869558383254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/7323248869558383254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2011/11/il-coraggio-di-ricominciare.html' title='Il coraggio di ricominciare'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-4329515657234813093</id><published>2011-05-20T13:47:00.002+02:00</published><updated>2011-05-20T13:49:37.855+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bisogni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comportamento'/><title type='text'>Le lacrime d'amore a volte sono dure ma sono sempre belle.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 14px;"&gt;Le lacrime d'amore a volte sono dure ma sono sempre belle.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 14px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal;"&gt;Anche se non sono lacrime di gioia sono lacrime che lasciano forse malinconia ma che aiutano a vivere te e chi ami, perfino se questo non ti riama.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 14px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; line-height: normal;"&gt;Ne dubitano quelli che&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;chiamano amore il desiderio di essere amato&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;. Per loro l'amore deve&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;essere la fusione di quello che dai con quello che prendi in perfetto equilibrio&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;e se uno piange l'equilibrio non c'è&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;. Tutto il resto è malattia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;Pensano che&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;l'amore vale solo quando il fatto di essere innamorati rende felice entrambi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;Ma&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;&lt;span data-jsid="text"&gt;l'amore non è restituzione, è dono. Se sei fortunato il tuo amore è ricambiato e probabilmente non piangerai, ma si può piangere anche di un amore ricambiato. figurarsi di uno non ricambiato. Forse è malattia, ma la guarigione di quella malattia rende il mondo più povero di un bene prezioso come l'amore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-4329515657234813093?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/4329515657234813093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=4329515657234813093' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/4329515657234813093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/4329515657234813093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2011/05/le-lacrime-damore-volte-sono-dure-ma.html' title='Le lacrime d&apos;amore a volte sono dure ma sono sempre belle.'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-2254900379702313175</id><published>2010-12-18T23:25:00.000+01:00</published><updated>2010-12-18T23:25:31.732+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giovani'/><title type='text'>Ma di che nonviolenza parlano?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;In questi giorni si sentono molte voci di persone che commentando le azioni degli studenti parlano di nonviolenza (o meglio di "non violenza") dando per buono che equivalga al semplice rifiuto di ogni forma e tipo di violenza. In quello che scrivono vedo spesso un problema ed è che loro fanno riferimento ad una delle accezioni di nonviolenza che, per altro, molti di quelli che parlano di nonviolenza pensa&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;no. Io e altri la pensiamo diversamente, chi più e chi meno, perché abbiamo visto agire la nonviolenza, ma in effetti ci sono un sacco di sedicenti "nonviolenti", che sono semplicemente persone di quelle che Gandhi odiava, quelli incapaci di azione, nonviolenti solo perché incapaci di agire la violenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Carlo Giuliani era andato a P.za Manin per vedere come i nonviolenti si&amp;nbsp;opponevano alla violenza ma quando ha visto la loro inefficacia è andato a cercare una risposta dalle tute bianche, incontrando la morte. Se i nonviolenti presenti in quella piazza fossero stati più credibili, come quelli di Portello, forse non sarebbe successo.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti parlano della nonviolenza come probabilmente&amp;nbsp;è stata loro&amp;nbsp;presentata da persone, come giornalisti, intellettuali o politici, che ne parlano confondendola con l'inazione, persone che quando vedono un conflitto scappano lontano pensando "guarda che violenti", persone che pensano che impedire a qualcuno di accedere ad un posto sia già violenza e che perfino fare un digiuno sia una violenza ... verso se stessi.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono altre persone, anche con buona&amp;nbsp;conoscenza della storia,&amp;nbsp;che ricordano che Gandhi ha assunto posizioni razziste nella sua vita in Sudafrica o militariste prima dell'indipendenza, che Mandela era il capo dell'ala armata dell'ANC, ma forse dovrebbe anche considerare che se uno nella vita cambia idea probabilmente l'ultima sua idea è quella più vera, più approfondita (e dico questo anche pensando a personaggi come la Fallaci). E a volte confondono, avendo poca dimestichezza con i termini, arrivano ad affermare che Gandhi proponeva semplicemente di non resistere agli inglesi, quando invece non diceva agli indiani semplicemente di lasciarsi invadere, ma di resistere negando il consenso. E comunque ha sempre detto che preferiva chi si opponeva all'ingiustizia con la violenza che chi non vi si opponeva.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io provo a suggerire due definizioni di nonviolenza che potrebbe lasciare perplessi i puristi, ed entrambe fanno riferimento al concetto di forza.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima è che la nonviolenza è la forza dell'intelligenza ma la seconda è che la nonviolenza è la forza applicata per RIDURRE il più possibile la violenza. E quando dico ridurre intendo che se riesco a fare diminuire la violenza anche senza eliminarla del tutto già sto agendo nonviolentemente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span data-jsid="text"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4d0d2afeac3935a66124998" style="display: inline;"&gt;Ci sono diversi approcci alla nonviolenza, diversi concetti di violenza e di forza. Una azione per alcuni è violenta e per altri è nonviolenta, per alcuni è solo uso della forza e per altri e violenza.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span data-jsid="text"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4d0d2afeac3935a66124998" style="display: inline;"&gt;Io penso che sia necessario agire con la nonviolenza. Sarà anche vero che in alcune situazioni chi ha agito nonviolentemente è stato represso e a volte ci ha rimesso anche la vita, m&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;a il rischio di essere repressi lo&amp;nbsp;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;corrono tutti, anche coloro che si organizzano per fare violenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span data-jsid="text"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4d0d2afeac3935a66124998" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;Quanti sono i guerriglieri organizzati che sono stati uccisi e massacrati brutalmente senza far cambiare di una virgola la vita di quelli per cui si battevano? Sicuramente molti di più degli attivisti nonviolenti che hanno perso la vita, ma questo non mi soddisfa.&lt;br /&gt;Resta&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;ndo anche solo in Palestina direi che il rapporto tra morti e salvati è decisamente a favore di chi ha usato la nonviolenza o anche la poca violenza delle pietre rispetto a quelli che hanno scelto le armi e le bombe&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span data-jsid="text"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4d0d2afeac3935a66124998" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;Tutte le guerre cominciano perché il primo a fare violenza pensa di riuscire a distruggere l'avversario prima che questo possa rispondere con la violenza. Ma in nessuna guerra ciò avviene.&lt;br /&gt;Al contrario chi agisce con violenza viene più facilmente represso con violenza, non tanto perché il potere li teme di più, quanto perché sono le propaggini del potere, le sue mani operative, che li odiano di più rispetto a chi agisce nonviolentemente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span data-jsid="text"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4d0d2afeac3935a66124998" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;Probabilmente il potere teme di più chi agisce nonviolentemente perché dà meno giustificazioni per la repressione, mentre le sue propaggini preferiscono massacrare chi li ha appena insultati e gli ha tirato addosso una molotov che chi non li ha offesi o messo a repentaglio la loro incolumità, anche se non si limita ad una opposizione simbolica ma ingaggia una lotta reale e non eludibile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span data-jsid="text"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4d0d2afeac3935a66124998" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;&lt;br /&gt;Oltre alle grandi lotte nonviolente di Gandhi e Martin Luther King anche in Italia ci sono state lotte nonviolente come quelle dei siciliani con Danilo Dolci o, anche in tempi più recenti, la lotta contro la Mostra Navale Bellica a Genova e per altri versi la campagna per la chiusura delle centrali nucleari, entrambe quest'ultime degli anni 80, che penso siano paragonabile ad una delle campagne di MLK e sono totalmente italiane.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span data-jsid="text"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4d0d2afeac3935a66124998" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;Io penso che le persone con qualche decina di anni di età è meglio se adesso mi dedicano a supportare i giovani che vogliono costruire il loro futuro, se ce ne sono. E nel mio piccolo continuo a fare formazione sull'Azione Diretta Nonviolenta .... come i benedettini che copiavano i testi dei filosofi greci per salvarli dalla barbarie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px;"&gt;&lt;span data-jsid="text"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4d0d2afeac3935a66124998" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-2254900379702313175?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/2254900379702313175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=2254900379702313175' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2254900379702313175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2254900379702313175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2010/12/ma-di-che-nonviolenza-parlano.html' title='Ma di che nonviolenza parlano?'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-1557319833595384367</id><published>2010-12-18T16:50:00.003+01:00</published><updated>2010-12-18T16:54:56.271+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giovani'/><title type='text'>Il tempo per la galera</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;Mi chiedono se no&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;n si &amp;nbsp;potrebbe organizzare qualcosa, una iniziativa nonviolenta alternativa alle manifestazioni messe in atto a livello di movimento attuale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;Certo che si può fare.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;De Andrè diceva "il cuccioli del maggio era normale, loro avevano il tempo anche per la galera". Io e quelli come me possiamo anche essere presenti in piazza quando sarà necessa&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;rio a supportare la lotta dei giovani, ma è giusto che siano i giovani a creare la loro lotta e noi "vecchietti" ad aiutarli, a consigliarli, anche a criticarli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;Io sono ben felice di andare a fare formazione se qualcuno me lo chiede, magari delle centinaia di giovani che ho formato attualmente impegnati nella lotta, e se serve posso anche cercare tra i miei impegni di trovare il momento, come ho già fatto in passato, per essere presente in piazza, ma penso che sia giusto farlo seguendo l'iniziativa dei giovani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-1557319833595384367?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/1557319833595384367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=1557319833595384367' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1557319833595384367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1557319833595384367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2010/12/il-tempo-per-la-galera.html' title='Il tempo per la galera'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-8014647033750535574</id><published>2010-12-18T16:26:00.002+01:00</published><updated>2010-12-18T16:43:20.159+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adolescenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giustizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giovani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='legalità'/><title type='text'>Responsabilità</title><content type='html'>&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono sconcertato. Ho rivisto le immagini del ragazzo che durante gli scontri di piazza a Roma a tirato un colpo di casco ad un altro ragazzo mandandolo in prognosi riservata con un ematoma cerebrale. Nelle immagini si vede il ragazzo prendere la rincorsa e scaraventare il suo casco sulla tempia dell'altro ragazzo che cade a terra e vi&amp;nbsp;rimane immobile. Questa scena ma ha fatto orrore vederla, ma c'è qualcosa che mi ha fatto ancora più orrore, quando ho capito il motivo per cui l'aggressione è avvenuta. Il ragazzo del casco nei fotogrammi precedenti ha cercato in tutte le maniere di evitare che i giovani della manifestazione scaricassero la loro rabbia sui blindati della polizia che gli bloccavano il passaggio&amp;nbsp;escludendoli, come al solito, dallo scegliere&amp;nbsp;nella vita. Il ragazzo con il casco più e più volte li respinge per evitare che la minifestazione, evidentemente la sua manifestazione, degenerasse in qualcosa che lui non voleva. Probabilmente ci aveva messo giorni e giorni con i suoi compagni a organizzare il tutto, assicurando, convincendo, invitando. Probabilmente in quella manifestazione ci aveva giocato tutta la sua credibilità, l'aveva sognata da&amp;nbsp;giorni,&amp;nbsp;e altri la stavano distruggendo, facendosi&amp;nbsp; prendere dalla rabbia. E quando è arrivato l'ultimo che con un gesto qualsiasi ha tirato qualcosa verso i blindati, non ha più retto e ha scatenato la sua rabbia repressa fino ad allora contro coloro che avevano distrutto lui e i lsuo lavoro. E' partito di corsa e gl ha tiratto una botta forte.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Magari mi sbaglio, le cose non stanno così, la sua storia è completamente diversa, il ragazzo con il casco era un fascista cche difendeva la polizia e che ha assalito un normale manifestante.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma se invece fosse come ho supposto, la cosa che mi fa più orrore è stato di essermi rivisto in lui, ritornando ai tempi del g8. Ho sentito forse la sua stessa rabbia&amp;nbsp;a vedere devastare il lavoro fatto in tutti i mesi prima. Per mi fortuna allora non ho ceduto, ho preferito andarmene via vedendo l'incapacità di tutti gli altri di tenere conto della cosa come da settimane chiedevo. La mia rabbia era tanta che avrei&amp;nbsp;piegato uno dei pali branditi dai ceffi neri&amp;nbsp;sulla loro&amp;nbsp;testa, ma&amp;nbsp;anche grazie all'età, sono riuscito ad elaborarla e fare una scelta più saggia. Il ragazzo col casco invece no, non ce l'ha più fatta e&amp;nbsp;si è scatenato contro l'ultimo arrivato a far esplodere il suo sogno.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giustamente pagherà, dato che sarà facilmente riconosciuto, proprio perché la sua manifestazione non era quella dei devastatori, il suo volto non era coperto, lui era orgoglioso di essere lì a difendere le sue idee assieme ai suoi compagni e lo rivendicava come un suo diritto. Pagherà la sua rabbia, la sua irruenza, la sua stupidaggine, ma io sentirò una stretta al cuore avendo provato la sua rabbia, il suo senso di tradimento.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli altri invece no, non si assumeranno la responsabilità dei loro atti, né i poliziotti che si accanivano su persone a terra né chi ha violentato la manifestazione, sia esso infiltrato o parassita.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che tristezza.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-8014647033750535574?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/8014647033750535574/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=8014647033750535574' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/8014647033750535574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/8014647033750535574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2010/12/sono-sconcertato.html' title='Responsabilità'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-4545643256673374845</id><published>2010-11-25T08:27:00.002+01:00</published><updated>2010-11-25T08:29:25.902+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><title type='text'>Violenza e nonviolenza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli studenti in manifestazione bloccano l'entrata del Senato e tirano qualche uovo. Si alzano alti lai perché è stata usata violenza contro l'istituzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma il problema è capire cosa è la violenza. Sparare nelle gambe a uno che sta mitragliando una folla inerme è violenza o nonviolenza? Io penso che potrebbe essere violenza se prima non ho fatto nulla per evitare lo facesse, ma altrimenti sia nonviolenza. A volte se non ci si sporca le mani ci se le lava. Rinunciare all'uso della forza per ridurre la violenza molte volte significa assecondare la violenza degli altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello che mi preoccupa è che l'azione sia improvvisata, senza valutazioni efficaci sulle conseguenze. Siamo vicino al 25 luglio 1944 ma non vorrei che ci fosse un 8 settembre giustificato con la "violenza" alle istituzioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se nel nostro sistema gli studenti o la gente comune avessero a disposizione dei mass media per influenzare l'opinione pubblica o anche solo per farsi sentire l'assalto del parlamento sarebbe solo sovversivo, ma la situazione italiana è decisamente peggiore.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-4545643256673374845?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/4545643256673374845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=4545643256673374845' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/4545643256673374845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/4545643256673374845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2010/11/violenza-e-nonviolenza.html' title='Violenza e nonviolenza'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-6743335735730033740</id><published>2010-11-05T09:39:00.000+01:00</published><updated>2010-11-05T09:39:59.825+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pacifismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='militarismo'/><title type='text'>Potenti eserciti</title><content type='html'>"RESTI DI QUELLO CHE FU UNO DEI PIU’ POTENTI ESERCITI DEL MONDO RISALGONO IN DISORDINE E SENZA SPERANZA LE VALLI CHE AVEVANO DISCESO CON ORGOGLIOSA SICUREZZA"&lt;br /&gt;Questo è quello che è scritto in tutte le città d'Italia nel Bollettino della Vittoria del 4 novembre 1918, ore 12.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' quello che spesso succede agli eserciti. Partono come se fossero gli unici ad usare la violenza e poi tornano distrutti dalla violenza degli altri eserciti che hanno resistito nonostante i lutti e le devastazioni. E alla fine è difficile dire se c'è qualcuno che ha vinto. Basta guardare i monumenti ai caduti dei paesini più sperduti che elencano poveri ragazzi mandati al macello e mai più tornati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-6743335735730033740?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/6743335735730033740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=6743335735730033740' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6743335735730033740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6743335735730033740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2010/11/potenti-eserciti.html' title='Potenti eserciti'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-4514253473175988450</id><published>2010-09-24T18:35:00.003+02:00</published><updated>2010-09-24T18:36:20.211+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giustizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='legalità'/><title type='text'>Giustiziare?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma cosa c'è di giusto e di giustizia nel giustiziare un condannato a morte? Diciamo uccidere, ammazzare, ma non giustiziare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Neppure se avesse ucciso mia figlia penso che ammazzare l'assassino avrebbe a che fare con la giustizia. Uccidendolo non la farei resuscitare, mi metterei sul suo stesso piano e darei un buon motivo ai chi gli voleva bene di uccidere me. Ciò che cambia è solo chi inizia ad ammazzare. Sono convinto che la società debba proteggere le persone da chi potrebbe uccidere e fare violenza, come non ha fatto con quella madre che ha convinto la figlia a denunciare il suo stupratore e che è stata uccisa per questo, ma ci sono ben altri mezzi che ammazzare i colpevoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E questo anche non considerando tutti gli innocenti che sono stati "giustiziati" per degli errori o solo perché non abbastanza forti per difendersi come quando si arriva ad ammazzare il mandante, sempre che lo fosse, e a dare l'ergastolo a chi ha premuto il grilletto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-4514253473175988450?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/4514253473175988450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=4514253473175988450' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/4514253473175988450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/4514253473175988450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2010/09/giustiziare_24.html' title='Giustiziare?'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-5630875336814593292</id><published>2010-09-23T17:41:00.000+02:00</published><updated>2010-09-23T17:41:39.545+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='uguaglianza uomo donna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rispetto'/><title type='text'>Burqa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A me le donne con il velo, e ancor più il burqa, fanno tristezza ma penso che se vogliono mettersi il burqa siano libere di farlo come chi vuole mettersi la minigonna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa pensereste se una tribù africana che gira tutto il giorno nuda imponesse agli antropologi che la vanno a studiare di mettersi nudi se vogliono stare nel villaggio?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E non si dica che è un problema di sicurezza perché allora si devono proibire i caschi integrali o le sciarpe negli stadi. La legge afferma che non ci si può nascondere ma poi in molte situazioni la cosa non viene fatta rispettare (vedi Carnevale di Venezia, tifosi allo stadio, caschi integrali e passamontagna e mute per il freddo).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma siamo sicuri che proprio tutti i mariti impongano alle loro mogli il burqa, come se fosse inconcepibile che qualcuno possa mettersi un velo in testa di sua spontanea volontà?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;O forse non è che mogli e mariti si limitano a sottostare a tradizioni che non vogliono mettere in discussione. Quante anziane donne sarde ancora tengono il velo nero quando escono non perché glielo impone il marito ma magari proprio per il lutto per il marito morto? Nessuno teoricamente lo impone, eppure ... e se qualcuno imponesse loro di levarsi il velo come vivrebbero la cosa? Non si sentirebbero forse violentate dal non poter mettere il velo nero? Ricordo che molte suore tengono il velo per loro scelta e se lo perdono si sentono più nude che Belen con le tette al vento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E se anche molte donne mettono il burqa solo per una tradizione (e non necessariamente perché il marito glielo impone con la forza visto che le vedove si tengono il burqa pur non avendo più il marito) arrivo a pensare che alcune donne col burqa lo considerino una forma di protezione che evita loro di doversi confrontare con le altre donne sul piano estetico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Torno a ribadire che ritengo il burqa (ma anche il velo) una cosa triste e brutta, ma se è per quello trovo ancora più brutto vedere certe persone orribilmente grasse o magre ma non per questo penso di proibire alle persone obese di presentarsi in pubblico e le costringo a chiudersi in casa come potrebbe succedere alle donne che vogliono tenere il burqa. Eventualmente, se non è una loro scelta, farò di tutto per liberarle ma non costringendole a trovarsi schiacciate tra due obblighi opposti che raddoppiano la violenza subita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se voglio evitare che qualcuno imponga ad altri di fare le cose non posso mettermi io ad imporre di fare il contrario. Quello che posso fare è intervenire su chi impone la propria volontà agli altri. Altrimenti sarebbe come se per evitare la schiavitù facessi una legge che proibisce alle persone di farsi schiavizzare invece di perseguire chi schiavizza. Pura ipocrisia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per l'infibulazione la cosa è più grave anche se analoga. Non è certo punendo chi viene infibulata che si risolve la questione. L'intervento deve essere di ben altro tipo, intervenendo su chi impone l'infibulazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre bisogna osservare che l'infibulazione non viene fatta a donne ma a bambine che come tali devono essere difese come tutti i minori e quindi il problema è ben diverso. Se una donna accettasse di farsi infibulare penso che sarebbe libera di farlo come le persone che si fanno piercing o interventi simili anche menomanti. Se invece una donna viene costretta con la forza a farsi operare ovviamente dovrei perseguire chi la costringe e non potrei certamente accontentarmi solo di proibire l'operazione, magari arrivando a perseguire la donna che oltre ad avere subito l'operazione con la forza si trova anche a subire la persecuzione per avere agito illegalmente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Queste imposizioni molto spesso sono una violenza bella e buona su una vittima che non sa o non ha la forza per difendersi e che non trova neppure chi la difende.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non mi pare che nessuno abbia mai messo un divieto agli schiavi di sottomettersi per abolire la schiavitù ma eventualmente si è pensato di punire chi riduceva gli altri in schiavitù. Così non è proibendo alle donne di mettere il velo che le si libera, ma punendo chi costringe le donne a fare ciò che non vogliono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se non si riesce a distinguere tra la vittima e il carnefice e invece di prevedere delle pene per i carnefici che costringono altri a fare ciò che non vogliono si pensa di risolvere tutto, proibendo alle vittime di subire le violenze non faccio che adottare una "bellissima" iniziativa del tutto ipocrita che non fa che aumentare la vessazione nei confronti delle vittime. Forse che una donna che non mette il burqa perché la legge lo vieta non verrà corrosa dall'acido che il marito le tirerebbe addosso? O invece non è più facile che eviti di essere ferita se si mette a parlare civilmente col marito invece che a sfidarlo per rispettare la legge impostale da dei benpensanti occidentali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E se proprio si ritiene un problema di sicurezza avere persone col viso coperto si può fare una legge come in Italia che proibisce di coprirsi il volto in pubblico e quindi non serve una legge apposta per il burqa ma servirebbe, nel caso, al contrario affermare nella legge che a carnevale siamo tutti buoni e quindi nessuno col viso coperto è pericoloso e si può andare in giro mascherati, anche col burqa. Ma se non si scrive questo bisognerebbe essere coerenti e impedire alle mascherine di girare per le calli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se invece non si ha una legge per qualsiasi travisamento vuol dire che in quel paese le persone a viso coperto non sono considerate un problema e quindi non ha senso fare una legge per il burqa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Contrariamente a chi vuol perseguire chi mette il burqa o il velo sarebbe da perseguire chi impone agli altri come vestirsi (che sia il marito con la moglie ma anche il capufficio con i dipendenti o chi scrive a regolamento che l'uscere del Parlamento deve impedire a chiunque di entrare senza giacca e cravatta. Io per pratica e per principio non metto la cravatta (non l'ho messe neppure al mio matrimonio) ma per questo motivo mi viene impedito di assistere al momento che dovrebbe essere più alto della democrazia in Italia, le sedute parlamentari. Se fossi donna (o travestito) non avrei problemi a vestirmi come mi pare, ma essendo identificato come maschio mi viene imposta la giacca e la cravatta per poter entrare nell'aula. Suppongo che se mi vestissi da sacerdote nessuno mi richiederebbe giacca e cravatta ma se arrivassi vestito da mullah penso che mi caccerebbero come se vado vestito da normale cittadino che va a lavorare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-5630875336814593292?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/5630875336814593292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=5630875336814593292' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5630875336814593292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5630875336814593292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2010/09/burqa.html' title='Burqa'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-6490164202369084980</id><published>2010-06-17T18:38:00.002+02:00</published><updated>2010-09-23T18:19:04.758+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giovani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='relazioni'/><title type='text'>Il rischio di una società "senza" conflitti.</title><content type='html'>Il termine conflitto, spesso assimilato a quello di guerra, ha  generalmente&amp;nbsp;un significato negativo e si cerca di sfuggire al  conflitto in&amp;nbsp;molti modi, anche nascondendolo. Del conflitto si considerano la  fatica, la&amp;nbsp;sofferenza, l'ansia, la paura, la tensione che genera, auspicando  di non&amp;nbsp;incontrarlo mai sulla propria strada. Eppure è evidente che il  conflitto,&amp;nbsp;proprio perché deriva dall'incontro di interessi diversi che non  riescono&amp;nbsp;naturalmente a coesistere, è un elemento intrinseco alla complessità  della&amp;nbsp;realtà, non solo sociale.&lt;br /&gt;Ma da un conflitto può scatirire un  cambiamento in positivo, una nuova&amp;nbsp;realtà, migliore della precedente.Ci si può  quindi rendere conto che il&amp;nbsp;conflitto in molte occasioni ha risvolti positivi  che arrivano a bilanciare&amp;nbsp;se non a superare gli aspetti negativi del  conflitto stesso. Il desiderio di&amp;nbsp;superare il conflitto per giungere ad una  situazione migliore è la molla che&amp;nbsp;spinge normalmente i contendenti ad  ingaggiare il conflitto o meglio ad&amp;nbsp;affrontarlo anche a rischio di subire  delle perdite, di peggiorare la&amp;nbsp;propria situazione.&lt;br /&gt;Da questo punto di  vista, quindi, un conflitto, se riesce a cambiare in&amp;nbsp;meglio la situazione dei  contendenti, &amp;nbsp;diventa una buona occasione di&amp;nbsp;miglioramento, assume quindi  delle valenze anche positive: se si affronta il&amp;nbsp;conflitto non si hanno solo  conseguenze negative. In altri&amp;nbsp;termini il conflitto può  essere una cosa positiva da non dover rifuggere ma,&amp;nbsp;al contrario, che conviene  affrontare.&lt;br /&gt;E' ovvio che questo è vero se affrontare il conflitto nel  complesso fa&amp;nbsp;guadagnare, altrimenti conviene sfuggirlo sperando che al  negativo che ne&amp;nbsp;viene non si aggiunga il negativo derivante dalla lotta  necessaria ad&amp;nbsp;affrontarlo. Rifacendosi alla metafora bellica, se parto in  guerra è perché&amp;nbsp;le conquiste saranno maggiori delle perdite, altrimenti mi  conviene limitare&amp;nbsp;al minimo i danni che il nemico mi sta procurando con la  sua azione.&lt;br /&gt;Quella che è importante è la scelta dei mezzi con cui affrontare  il&amp;nbsp;conflitto. In genere in una guerra se le parti facessero i conti dopo  la&amp;nbsp;fine delle ostilità si renderebbero conto che anche chi ha "vinto" ha  subito&amp;nbsp;tanti danni e sofferenza che per definire vittoria la propria  condizione&amp;nbsp;dovrà mettere in campo tutta la sua capacità retorica. Di solito  si mettono&amp;nbsp;in campo tutti i mezzi possibili per cercare di distruggere  l'avversario ma&amp;nbsp;è ben raro riuscirci e soprattutto riuscirci prima che  l'avversario non&amp;nbsp;abbia provato a fare altrettanto assestando i propri colpi  per cercare di&amp;nbsp;distruggerci. E quel che resta è un campo di rovine ma lo  spirito di&amp;nbsp;sopravvivenza molte volte fa essere ottimisti e fa sottovalutare i  rischi&amp;nbsp;derivanti dallo scontro pur di assicurare un miglioramento della  propria&amp;nbsp;condizione.&lt;br /&gt;Eppure in molte situazioni un conflitto può essere  gestito senza che crei&amp;nbsp;danno ma al contrario vantaggio. Immaginate due  signore che al supermercato&amp;nbsp;vogliono l'ultima arancia disponibile al banco e  cominciano a contendersela.&lt;br /&gt;Due possibili epiloghi sono che una delle due  rinunci a soddisfare la&amp;nbsp;propria necessità oppure che comincino a litigarsela.  Nel primo caso per lo&amp;nbsp;meno una delle due potrà usare l'arancia per i suoi  scopi ma quello che&amp;nbsp;spesso succede nella vita, soprattutto quando ci si  contende cose più&amp;nbsp;importanti di una arancia, è che le due cominciano a  lottare per&amp;nbsp;impossessarsi dell'arancia e finisce che a entrambe rimane in  mano solo&amp;nbsp;qualche brandello di una arancia schiacciata. Una terza via,  considerata&amp;nbsp;ottimale tra persone civili, sarebbe dividersi l'arancia in due,  anche se&amp;nbsp;non è detto che mezza arancia sia sufficiente alle due parti.&lt;br /&gt;Ma se  le due signore si mettessero a parlare spiegando i loro bisogni,&amp;nbsp;potrebbero  scoprire che a una serve la buccia per fare i canditi e all'altra&amp;nbsp;il succo  per dissetarsi e potrebbero così acquistare l'arancia insieme&amp;nbsp;pagandola metà  per uno, con un vantaggio economico e una riduzione degli&amp;nbsp;scarti, prendendosi  entrambe la parte di cui hanno bisogno.&lt;br /&gt;L'esempio dell'arancia non è così  anomalo, e molti dei conflitti tra le&amp;nbsp;persone o nella società hanno  caratteristiche analoghe. Sono abbastanza rari&amp;nbsp;i conflitti in cui non sia  possibile dare alle parti più che la semplice&amp;nbsp;metà di ciò che hanno bisogno.  Molte volte basta distinguere le richieste&amp;nbsp;dai bisogni che motivano tali  richieste e dare risposta ai bisogni: le&amp;nbsp;signore volevano l'arancia ma  avevano bisogno una della buccia e l'altra del&amp;nbsp;succo.&lt;br /&gt;A prescindere dalla  modalità con cui si affronterà il conflitto, per essere&amp;nbsp;in grado di  affrontarlo bisogna imparare. In altre parole bisogna avere&amp;nbsp;vissuto dei  conflitti in cui aver messo alla prova le strategie, le proprie&lt;br /&gt;emozioni, le  proprie capacità. Evidentemente la cosa migliore per farlo è in&amp;nbsp;un contesto  educativo, dove gli eventuali errori non hanno conseguenze&amp;nbsp;gravi. Però non  basta aver sentito parlare di come altri hanno affrontato un conflitto per saperne affrontare di analoghi, come sa chiunque ha vissuto la&amp;nbsp;tensione di un  conflitto.&lt;br /&gt;Eppure ai nostri giovani nessuno insegna ad affrontare i  conflitti. Un tempo&amp;nbsp;i giovani erano costantemente in conflitto, a partire da  quello con i propri&amp;nbsp;genitori, coi propri insegnanti o con i propri coetanei e nessuno si stupiva di  ciò perché era una&amp;nbsp;maniera per prepararsi ai conflitti della vita adulta che  erano considerati&amp;nbsp;parte necessaria e vitale dell'esistenza. Ma la nostra  società ha talmente&amp;nbsp;sofferto per l'aberrazione di questo modo di vedere le  cose, come per la guerra o per il terrorismo, che è&amp;nbsp;terrorizzata anche solo dal pensiero del conflitto, arrivando  spesso a&amp;nbsp;rimuoverlo e nasconderlo e soprattutto nascondendone la positività  ai&amp;nbsp;giovani. Non sapendo proporre una maniera di affrontare il conflitto che  non&amp;nbsp;fosse solo distruttiva, si è pensato di negare ai giovani l'esperienza  del&amp;nbsp;conflitto come se questo potesse evitare loro di vivere i conflitti  nella&amp;nbsp;loro vita. Facendo così invece li si è resi incapaci di affrontare  gli&amp;nbsp;inevitabili conflitti della vita adulta. Cosa analogo sta avvenendo  riguardo&amp;nbsp;all'affrontare i problemi. A volte, anche per fare meno fatica, si  preferisce&amp;nbsp;evitare ai giovani di affrontare i loro problemi sostituendosi a  loro nella&amp;nbsp;soluzione, ma questo finisce per non dare loro la possibilità di  cimentarsi&amp;nbsp;a trovare soluzioni.&lt;br /&gt;E così i nostri giovani, diventati adulti,  si troveranno scaraventati in una&amp;nbsp;società in cui il conflitto sarà ovviamente ben  presente e crudo e i problemi&amp;nbsp;da risolvere saranno molti ed inevitabili ma non saranno in  grado di affrontarli&amp;nbsp;positivamente. Il più delle volte vi soccomberanno &amp;nbsp;sfruttati e sprecati senza&amp;nbsp;la capacità di fare valere il loro valore. E se  questa adesso è una&amp;nbsp;fregature per loro, lasciandoli in un limbo senza fine, a  breve diventerà&amp;nbsp;una fregatura anche per tutte le altre generazioni che in  questi anni hanno&amp;nbsp;pensato di evitare loro le sofferenze e le difficoltà. Gli  adulti di adesso&amp;nbsp;rischiano di non poter contare sulle generazioni più giovani  nel momento&amp;nbsp;della propria vecchiaia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-6490164202369084980?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/6490164202369084980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=6490164202369084980' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6490164202369084980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6490164202369084980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2010/06/il-rischio-di-una-societa-senza.html' title='Il rischio di una società &quot;senza&quot; conflitti.'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-1680614262455682413</id><published>2010-06-17T18:11:00.000+02:00</published><updated>2010-06-17T18:11:11.151+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='g8'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comportamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio'/><title type='text'>tessera del poliziotto</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;div&gt;Dopo i fatti del G8 di Genova è stata presentata una proposta di legge per permettere l'identificazione degli agenti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in servizio di ordine pubblico ma adesso una battuta di un calciatore è stata usata per rifiutare quello cui allora&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pochi osavano obiettare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi riferisco al fatto che Maroni ha usato una idea legittimamente espressa come semplice battuta da un giocatore,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;De Rossi, per trasformare una richiesta sacrosanta in una cosa da rifiutare a priori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il giocatore aveva tutto il diritto di esprimere il suo parere ma lo ha fatto in un momento e un contesto tale per cui&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la sua richiesta è stata etichettata come una cavolata "da calciatori".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I calciatori secondo me avrebbero dovuto riprenderla ad un diverso livello almeno perché venisse rispettato il loro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;diritto di vedersi rispettati quando esprimono delle idee e se non anche per vedere effettivamente resi identificabili&lt;/div&gt;&lt;div&gt;gli agenti in serviizio di ordine pubblico e invece se ne sono stati zitti lasciando massacrare l'unico che aveva detto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;una cosa sensata. Per di più essendosi De Rossi affrettato a "ritrattare", probabilmente sotto la spinta dei suoi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;padroni, ha lui stesso svalutato la propria idea.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma questo avrebbe richiesto una cultura politica nei giocatori che evidentemente non hanno, purtroppo, come molti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tifosi che preferiscono usare le loro energie per svagarsi ed affrontare problemi effimeri e fittizi piuttosto che i&lt;/div&gt;&lt;div&gt;veri problemi dell'esistenza. Ovviamente non tutti sono così, ma non penso si faccia molta fatica a riconoscere&lt;/div&gt;&lt;div&gt;questa carenza in buona parte di coloro che passano le giornate a parlare di calcio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se il giocatore non si fosse limitato a dire una battuta, evitando poi, per di più, di ritrattarla, e i giocatori&lt;/div&gt;&lt;div&gt;insieme avessero espresso seriamente un loro parere chiedendo l'identificabilità degli agenti avrebbero dato una&lt;/div&gt;&lt;div&gt;notevole forza ad una richiesta sacrosanta che già in altri paesi ha portato alla numerazione degli agenti,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mentre adesso per come è stata espressa, per di più dopo che il giocatore ha accettato di ritrattare, risulta essere&lt;/div&gt;&lt;div&gt;una richiesta "assurda", vanificando il lavoro fatto negli anni da persone decisamente meno importanti dei giocatori&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di calcio ma che si erano attivati ugualmente per cercare di evitare in futuro altri abusi come quelli del G8.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In questo senso penso che il calcio sia l'oppio dei popoli, e lo dico come cattolico credente che cerca di distinguere&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la fede critica e travagliata dall'integralismo religioso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io non penso che i tifosi siano intrinsecamente violenti, ma che il mondo del calcio educhi alla violenza in tante&lt;/div&gt;&lt;div&gt;maniere, cosa che fa anche il tanto decantato mondo del rugby e buona parte degli altri sport competitivi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;soprattutto quelli di squadra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I giocatori spesso sono come quei pii preti che inducono le beghine di turno ad evitano di affrontare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la dura realtà nascondendosela dietro una cortina di santi e madonne.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-1680614262455682413?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/1680614262455682413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=1680614262455682413' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1680614262455682413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1680614262455682413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2010/06/tessera-del-poliziotto.html' title='tessera del poliziotto'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-6056742059644858355</id><published>2010-02-16T18:17:00.000+01:00</published><updated>2010-02-16T18:17:58.942+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terrorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bisogni'/><title type='text'>Oltre i cortei e le elezioni</title><content type='html'>Qualcuno pensa ancora che la degenerazione dell'Italia attualmente in corso possa essere fermata con cortei e elezioni.&lt;br /&gt;Alla fine dell'ottocento i lavoratori, gli sfruttati di allora, hanno cominciato a capire che serviva un lavoro più profondo, di formazione e organizzazione, di diffusione delle conoscenze e delle basi etiche. Bisogna riprendere da allora ma evitando le derive ideologiche pur vaccinandosi dall'invadenza dei profittatori. Un lavoro lungo, di generazioni.&lt;br /&gt;In questa maniera sono riusciti a mettere in discussione il privilegio dei ricchi su tutti gli altri. Ma con gli anni i ricchi hanno capito che dovevano organizzarsi per riprendere il predominio. Dopo un po' di tentativi mal riusciti (golpe Borghese) e di contraccolpi sfruttati al meglio (terrorismo) hanno sostenuto la Lega e Berlusconi, fatto la P2 e tutto il resto. Adesso tocca agli sfruttati riequilibrare le cose se non vogliono rimanere schiacciati per decenni&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-6056742059644858355?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/6056742059644858355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=6056742059644858355' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6056742059644858355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6056742059644858355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2010/02/oltre-i-cortei-e-le-elezioni.html' title='Oltre i cortei e le elezioni'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-1998466437295718373</id><published>2010-02-15T13:52:00.000+01:00</published><updated>2010-02-15T13:52:59.157+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pacifismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunicazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comportamento'/><title type='text'>Babe e la TV</title><content type='html'>LA TELEVISIONE E LA NONVIOLENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è capitata quasi casualmente di fare  gratuitamente uno spot che&amp;nbsp;acquistato sarebbe costato circa un milione di  euro a favore della&amp;nbsp;nonviolenza.&lt;br /&gt;Stimolato dai miei figli che spesso  guardano un quiz alla TV con il quale a&amp;nbsp;volte mi diverto con loro a  rispondere, mi sono candidato per partecipare al&amp;nbsp;quiz.&lt;br /&gt;Dopo un certo  numero di selezioni, è arrivata la registrazione della&amp;nbsp;puntata.&lt;br /&gt;Al momento  in cui sono stato eliminato (verso la fine) ho chiesto di fare i&amp;nbsp;canonici  saluti.&lt;br /&gt;Ho salutato i miei bambini e poi ho ricordato "tutti i bambini  che&amp;nbsp;per la follia degli adulti rischiano di morire nella guerra che si  sta&amp;nbsp;preparando" e ho poi invitato "tutti coloro che non sono d'accordo  perché&amp;nbsp;venga fatta questa guerra ad appendere ai propri balconi  delle&amp;nbsp;bandiere con su scritto PACE" e intanto ho srotolato la bandiera  arcobaleno&amp;nbsp;con su scritto PACE che mi ero portato dietro e l'ho appesa  davanti alla mia&amp;nbsp;postazione intanto che il regista allargava il campo per  riprendere me e la&amp;nbsp;bandiera. In quel momento nello studio si è levata una  ovazione con tutto il&amp;nbsp;pubblico che applaudiva e urlava "bravo", i tecnici che  venivano a&amp;nbsp;stringermi la mano e le balerine che mi davano delle pacche sulla  spalla. A&amp;nbsp;quel punto mi sono allontanato salutando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trasmissione  della puntata è andata in onda su RAI 1 subito prima&amp;nbsp;del TG della sera  dalle 18:45 alle 20 venerdì 17/1/03, il giorno prima della&amp;nbsp;manifestazione  internazionale per la pace e contro la guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio "saluto" non è stato tagliato, anzi è stato montato in maniera da farmi risultare ancora più accattivante, dando l'occasione al regista e ai tecnici di esprimere il loro dissenso alla guerra,  e probabilmente ha invogliato molte persone a cercare una&amp;nbsp;bandiera da appendere  (l'audience della trasmissione che tutte le volte&amp;nbsp;viene ripetuto è di 7  milioni di persone che in genere non sono molto&amp;nbsp;politicizzate). Dopo quella data il numero di bandiere della pace appese ai balconi è letteralmente esploso.&lt;br /&gt;Ho pensato  che fosse una buona occasione per parlare far emergere il&amp;nbsp;dissenso alla  guerra e far conoscere l'iniziativa&amp;nbsp;delle bandiere di pace che era stata  lanciata da un gruppo di associazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso i media ci usano e noi non riusciamo ad usare  loro. In questo caso io&amp;nbsp;mi sono fatto usare per poterli in qualche modo  usare. Concordo&amp;nbsp;sul fatto che il modello comunicativo televisivo  dovrebbe essere&amp;nbsp;pesantemente contestato (senza escludere il fatto che quasi  sempre quando il&amp;nbsp;"movimento dei movimenti" prova a comunicare si adegua  pedissequamente a&amp;nbsp;tale modello). Ma d'altra parte bisognerebbe anche evitare  di essere troppo&amp;nbsp;ingenui. Per esempio quando a volte viene proposto il boicottaggio della  TV cosa si&amp;nbsp;pensa di fare? Chi dovrebbe fare questo boicottaggio? Gli  impegnati e i&amp;nbsp;coinvolti, quelli che leggono le nostre mailing list o i  "nostri" giornali&amp;nbsp;spesso lo fanno già o perché tra riunioni e incontri ben  raramente hanno il&amp;nbsp;tempo di guardare la TV o perché in quelle rare occasioni,  se non si sceglie&amp;nbsp;di leggere posta elettronica o libri, viene fatta una  selezione dei&amp;nbsp;programmi, per cui il boicottaggio significherebbe levare  audience a quei&amp;nbsp;programmi che sono più interessanti e che rappresentano  quella parte di TV&amp;nbsp;che è come dovrebbe essere tutto il resto. Tutti gli  altri, il "popolo bruto", non vengono neppure a sapere del boicottaggio e  poi, se anche&amp;nbsp;venissero a saperlo, penserebbero subito che intanto nessuno se  ne&amp;nbsp;accorgerebbe, che in fondo hanno anche loro il diritto di rilassarsi un  po'&amp;nbsp;la sera o cose del genere.&lt;br /&gt;A ciò si aggiunga che il boicottaggio  dovrebbe essere rilevato con sistemi&amp;nbsp;come l'auditel che si basa su un  campione ben selezionato di persone non&amp;nbsp;scelte casualmente (quanti ne  conoscete delle migliaia di italiani con&lt;br /&gt;l'auditel?) solo tra gli assidui  teleutenti, per di più con uno strumento&amp;nbsp;che può dare valori significativi  tali da giustificare la selezione del&amp;nbsp;teleutente solo se manovrato da  qualcuno veramente convinto dell'importanza&amp;nbsp;del suo ruolo di teleutente  campione, che ovviamente ben difficilemente può&amp;nbsp;essere impersonato da un  contestatore del sistema. Potete immaginarvi quanto&amp;nbsp;l'auditel sarebbe  influenzato da un boicottaggio così concepito.&amp;nbsp;Praticamente il boicottaggio  lo farebbero solo quelli che già non vedono la&amp;nbsp;TV e/o non vengono rilevati  dall'auditel (anche perché in tal caso gli&amp;nbsp;verrebbe levato il meccanismo) per  cui non se ne &amp;nbsp;accorgerebbe" nessuno.&lt;br /&gt;Quando si intraprende una iniziativa  bisognerebbe non solo valutare ciò che&amp;nbsp;noi vorremmo avvenisse (magari  immaginando che il resto del mondo sia come&amp;nbsp;noi) ma soprattutto valutare ciò  che si ottiene considerando che spesso il&amp;nbsp;mondo è ben diverso da noi.&lt;br /&gt;La  parabola evangelica che invita ad essere "come agnelli in mezzo ai lupi"&amp;nbsp;non  chiede di diventare lupi feroci, ma neppure di agire come se si fosse&amp;nbsp;nel bel  mezzo di un gregge di pecore. Spesso invece si agisce affermando che&amp;nbsp;tutti  gli altri sono lupi aspettandosi poi da loro delle azioni da  pecore.&amp;nbsp;Bisognerebbe invece saper distinguere i lupi dalle pecore ma anche le  pecore&amp;nbsp;dai cani da pastore che in fondo tanto cattivi non sono ma che  seguono&amp;nbsp;ordinatamente ciò che il padrone gli dice ma ancora meglio ciò che  si&amp;nbsp;aspettando di sentire dal padrone che hanno dentro di loro. E parlare  ad&amp;nbsp;ognuno a seconda delle loro possibilità di comprensione e del  loro&amp;nbsp;linguaggio.&lt;br /&gt;E tanto per citare una opera realizzata da chi ha potere ma  che,&amp;nbsp;se utilizzata correttamente, può essere molto utile anche per chi potere  non&amp;nbsp;ne ha, trovo molto interessante vedere nel film "Babe il maialino" cosa fa l'eroe suino (pur considerando  che&amp;nbsp;anche lui alla fine esegue quello che gli dice il "padrone" non  molto&amp;nbsp;diversamente da quello che in fondo facciamo tutti noi).&lt;br /&gt;Per riuscire a parlare con pecore e cani adatta il suo linguaggio ma alla fine riesce ad ottenere quello che cerca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-1998466437295718373?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/1998466437295718373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=1998466437295718373' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1998466437295718373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1998466437295718373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2010/02/babe-e-la-tv.html' title='Babe e la TV'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-1311055000265076135</id><published>2009-10-23T15:27:00.001+02:00</published><updated>2009-10-23T15:29:35.850+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo (18)</title><content type='html'>1/8/09&lt;br /&gt;Oggi c'è il Festival della Resistenza Nonviolenta. Inframezzato dalle “dabke” fatte dai bambini del villaggio si susseguono alcuni interventi delle associazioni e dei gruppi che collaborano con il villaggio nelle iniziative. Era bello sentire un attivista di Ta-ayush parlare in israeliano con la traduzione in arabo. Le ragazzine facevano delle litanie alternate. Alla fine viene rappresentata una scenetta dove alcuni pastori vengono aggrediti dai coloni e i soldati dell'esercito invece di proteggere i pastori aggrediti li vessavano ulteriormente e una scenetta in cui, se non ho capito male, si parlava di un matrimonio finito male.&lt;br /&gt;Tornando alla casa mi dicono che la ruspa che stamattina mi ha nuovamente svegliato martellando l'ennesimo buco è stata fermata dalla DCO, l'autorità israeliana che controlla gli aspetti civili dell'occupazione. Mi dicono che ci sono due americani che controllano quello che sta succedendo. Vado a vedere anche io, visto che è anche vicino. La ruspa sta ancora scavando, c'è un humvee e una jeep fermi lungo la strada, dei soldati che parlano con i palestinesi. Sembra si stiano mettendo d'accordo. Mi avvicino ad uno dei due graduati, mentre l'altro sta telefonando.&lt;br /&gt;Gli chiedo cosa sta succedendo. Mi chiede da dove vengo, dico Italia, mi chiede il passaporto, glielo do. Mi dice che hanno dato ordine di interrompere i lavori. Gli chiedo cosa succede se non smettono di lavorare. Quello che ha finito di telefonare mi dice che gli ha concesso di spostare le rocce che ostruivano l'entrata di casa “dove ci sono donne e bambini” ma poi smettono. Chissà cosa avrebbero fatto se fossero stati tutti maschi adulti. Mi chiede come mai sono lì e gli spiego che sono in visita e che sono venuto per cercare di capire le ragioni di questo conflitto. Intanto che sto chiacchierando con loro arriva una delle due americane che erano a debita distanza a guardare e mi chiede sussurrando se ho il passaporto. Le dico di si. Poi mi suggerisce di stare più lontano dai militari. Loro di solito non ci parlano, al massimo si limitano a urlargli dietro. Le dico di non preoccuparsi.&lt;br /&gt;Dopo un po' la ruspa finisce di spostare i pietroni. Chiedo ai militari se gli rilasceranno un foglio che gli ordina di interrompere i lavori. Il primo di indica il secondo come a dire lo fa lui. Alla fine però non vedo girare nessun foglio. Dubito che ne abbiano consegnato uno ma questo significa che non sarà possibile neppure fare un ricorso per via amministrativa. Come per la linea della corrente elettrica.&lt;br /&gt;Nel pomeriggio dopo lungo temporeggiare partiamo per Gerusalemme. Fabio ci accompagna a vedere Hebron e la sua colonia di ebrei.&lt;br /&gt;Nel centro storico della città, che è completamente araba da secoli, dato che è presente il luogo che si ritiene sia la tomba di Abramo si sono andati ad installare dei fondamentalisti ebrei che hanno occupato in alcune situazioni il piano superiore della case creando non pochi problemi ai negozi sottostanti che in parte hanno chiuso e altri invece hanno dovuto mettere delle reti per cercare di bloccare il lancio di oggetti dall'alto. Una via della città vecchia che un tempo era vivacissima e congiungeva due lati della città adesso è bloccata da dei containers perché è stata occupata dai coloni. Ci addentriamo e arriviamo ad un check point che porta all'edificio che racchiude la tomba dei patriarchi. Prima l'edificio era una moschea ma adesso è stato diviso in due, metà moschea e metà sinagoga. Ci mancherebbe che anche i cattolici rivendicassero Abramo come proprio capostipite e pretendessero una fetta anche per loro. Anche se, per altro, almeno i cristiani non escludono i credenti in altre religioni dai loro luoghi di culto per cui un cristiano non può andare a visitare le tombe dei patriarchi a meno che non si finga ebreo o mussulmano.&lt;br /&gt;Ripartiamo da Hebron e quando arriviamo a Betlemme avviene una piccola tragedia. Nella foga del cambio di bus mi cade il cellulare ma me ne accorgo solo quando sono già in viaggio per Gerusalemme. Non sembra ma in certe situazioni un evento che da sicuramente fastidio perché non è solo una questione di soldi ma di informazioni importanti o che si ritengono preziose perse, può diventare molto più grave. Intanto che Gerusalemme si avvicina mi vengono in mente tutti i problemi che la perdita comporta anche nei giorni successivi. Quando arriviamo a casa sono veramente sconfortato e non mi tira su il pollo fritto e patatine che andiamo a prendere in centro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-1311055000265076135?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/1311055000265076135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=1311055000265076135' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1311055000265076135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1311055000265076135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/10/per-mettersi-in-mezzo-17.html' title='Per mettersi in mezzo (18)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-2267094720937989890</id><published>2009-10-23T15:20:00.001+02:00</published><updated>2009-10-23T15:29:05.927+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo (17)</title><content type='html'>31/7/09&lt;br /&gt;Durante la notte l'aria si rinfresca parecchio e sale una forte umidità tanto che all'alba intravedo nel dormiveglia il sole dietro delle nuvole con tutte le gradazioni dell'arcobaleno. Mi godo l'immagine e mi giro dall'altra parte.&lt;br /&gt;Quando sentirò un martello pneumatico mi verrà in mente la Palestina. Anche stamattina che teoricamente non avrei nessun compito e potrei dormire sono stato svegliato dal martellare del martello pneumatico di una ruspa che da quando sono qui sta crivellando il villaggio di voragini. Dubito che siano tutti lavori autorizzati, anche perché non so se da queste parti serve una autorizzazione per bucare o costruire all'interno dei piani di espansione, ma non sono neppure sicuro che siano tutti dentro i confini del piano di sviluppo del villaggio. Uno dei buchi infatti è stato fatto di lato alle macerie di una delle case che in passato sono state demolite dagli israeliani perché fuori dei confini. Non che i palestinesi si siano demoralizzati, lo hanno ricostruito in muratura a forma di tenda e lo hanno ricoperto con una tenda vera. Comunque da mattina a sera per il villaggio si sente un martellare assordante e costante.&lt;br /&gt;A metà mattinata gli altri del gruppo, non avendo niente fa fare dato che il summer camp è ormai finito, decidono di fare una passeggiata fino al villaggio a fianco dell'altra colonia. Mi chiedono se vado ma non ho voglia di farmi due camminate di un'ora sotto il sole, soprattutto al ritorno, per tornare dove ero andato a controllare lo scavo delle latrine (altra giornata di martello pneumatico). Così resto alla casa con gli americani che non sono andati a Tuba a dormire, Mi viene voglia di andare all'albero sopra il villaggio a leggere un libro e quando sto per partire noto una strana agitazione tra gli americani. Diana è impegnata in una telefonata abbastanza concitata e alla fine le chiedo cosa sta succedendo. Mi dice che i militari e la polizia hanno fermato il gruppo di americani che erano a Tuba e stavano accompagnando dei pastori al pascolo, gli hanno ritirato le carte di identità e li minacciano di arresto. Mi dice anche che gli altri del gruppo che stavano transitando per andare all'altro villaggio, che sono arrivati nel frattempo, sono stati avvertiti di cosa stava succedendo e si sono defilati osservando da lontano. Chiamo la Fede e mi dice che sono fermi al sole ad aspettare di vedere cosa succede.&lt;br /&gt;Non potendo fare niente per il momento dico a Diana che sono all'albero e di chiamarmi se posso essere utile.&lt;br /&gt;All'alberone sopra il villaggio l'aria è fresca e il vento tira allegro. Il panorama è molto bello. Una cosa meravigliosa di questi posti è che vedi ovunque. Anche oggi, dopo che l'umidità della notte si è dileguata, dalla collinetta su cui è l'albero si vedono i villaggi e le cittadine a chilometri e chilometri di distanza, si vedono i trattori che vengono e vanno, le persone che camminano lungo le strade come in un presepe immenso. E qui proprio di presepe si può parlare.&lt;br /&gt;Dopo un'oretta chiamo Fede per sapere che ne è di loro. Mi aveva detto che mi avrebbe aggiornato ma non ho ricevuto nessuna notizia. Mi dice che sono ancora piantati sotto il sole ad osservare quello che sta succedendo agli americani. Mi sento un po' in colpa di stare al fresco sotto l'albero, stamattina mi è andata bene ad essere stato un po' pigro.&lt;br /&gt;Dopo un'altra ora, quando sto per richiamare ricevo &amp;nbsp;un messaggio di Fede che mi dice che sono tornati a casa. Alla fine la polizia ha restituito i documenti a tutti ed ha portato alla stazione di polizia il pastore per fornire chiarimenti sulle cosa che ha chiesto, almeno così dice la polizia. Mi viene il dubbio che questa volta la presenza di tutti quegli internazionali, metà della delegazione americana, assieme al pastore sia servita più ad attrarre i militari che a dissuaderli dall'intervenire. In compenso i membri della delegazione sembrano provati dall'esperienza. Verrebbe da pensare che la cosa sia stata organizzata come simulazione di una situazione di conflitto per il loro training.&lt;br /&gt;Nel pomeriggio andiamo tutti all'albero anche con il responsabile di tutti i progetti appena arrivato dall'Italia in vista della riunione del 2 con gli americani che, appena arrivato all'albero, chiede ai volontari permanenti di appartarsi con lui per una riunione. Noi restiamo a chiacchierare e prendere il fresco che ormai tanto fresco più non è. Dopo un'oretta tornano dall'albero e questa volta ci chiedono di andarcene perché hanno appuntamento lì con il “capo villaggio” per parlare con lui del futuro della permanenza degli italiani. Mi sento infastidito. Alla partenza mi era stato esplicitato, senza che neppure lo chiedessi, che qui non ci sarebbe stata distinzione a seconda della durata della propria permanenza come volontari, tanto che avevo pensato che, proprio perché novellino della situazione, mi sarei impegnato ad ascoltare prima di dire la mia come spesso faccio. Eppure qui in molte situazioni noto che i volontari di periodo più lungo si aspettano un certa subordinazione da parte di quelli di più breve periodo, per esempio riguardo al cosa fare nelle situazioni di emergenza, anche se esplicitamente la cosa viene costantemente smentita. Penso che possano esserci ottime ragioni per dare più importanza alle posizioni di chi ha maggiore esperienza in loco, ma penso sia più corretto riconoscere la cosa invece che affermare in teoria il contrario.&lt;br /&gt;Prima di cena chiedo a Ele, che cura il calendario, che turni farò nei prossimi giorni, anche per potermi organizzare eventuali visite quando sono a Gerusalemme. Lei mi risponde che domani tornerò con quelli del summer camp. Quando le faccio presente che non le avevo chiesto cosa facevo “il prossimo giorno” ma “i prossimi giorni” mi dice che non sa ancora dirmi e la cosa mi indispettisce non poco visto che è da una settimana che le ho spiegato anche il motivo per cui vorrei poter sapere con un po' di anticipo quali turni farò.&lt;br /&gt;Alla sera, dopo cena, Fabio mi chiede di fare due passi con lui. Viene anche Ele. Chiacchieriamo del più e del meno nel buio subito fuori dal paese. Il paesaggio è veramente bello, con le luci di tutti i villaggi in lontananza, e per caso ci sediamo di fianco ad una pianta che ha un profumo intenso e molto buono. Ad un certo punto il discorso arriva ai turni e mi chiedono se io pensavo ancora di tornare al villaggio nei prossimi giorni. Un po' mi stupisco e dico che se ho dato la disponibilità per un certo periodo non mi sembrerebbe neppure corretto cambiarla a metà e comunque non avrei motivo di non voler venire ancora al villaggio. Allora mi chiedono come sono state queste due settimane per me. Gli spiego che ci sto ancora riflettendo, che sto osservando e vivendo le cose per poi rifletterci anche in seguito. Mi dicono che sono molto interessati alle mie osservazioni, che ci tengono perché pensano siano molto utili per permettergli di rivedere la loro esperienza in confronto ad altri approcci. In fondo io Fabio e Ele ci siamo conosciuti in occasioni di formazione sui temi della gestione dei conflitti in aree di crisi ma non abbiamo avuto mai molta possibilità di scambio di idee e di confronto.&lt;br /&gt;Io gli prometto che finito il periodo condividerò con loro le mie riflessioni ma che mi sembra meglio adesso vivere l'esperienza senza che le mie valutazioni vadano ad interferire con la vita del gruppo. Così me ne torno alla casa nel silenzio della notte con il vento che mi accarezza sentendo che da parte loro c'è una stima profonda come io ho per loro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-2267094720937989890?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/2267094720937989890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=2267094720937989890' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2267094720937989890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2267094720937989890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/10/per-mettersi-in-mezzo-16_23.html' title='Per mettersi in mezzo (17)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-3098676315133174655</id><published>2009-10-23T15:03:00.000+02:00</published><updated>2009-10-23T15:03:22.850+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='relazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo (16)</title><content type='html'>30/7/09&lt;br /&gt;Stamattina grande novità. Ieri sera nella divisione dei compiti Fede ricorda il suo problema al ginocchio per cui non può camminare, ma gli americani sono solo tre e serve una persona per formare una seconda coppia. Così mi propongono di fare coppia con Jes. Ci scherziamo sopra al telefono con Fabio perché lui ha avuto problemi in passato per un sms che finiva con “kisses” per cui gli era stato richiesto di non fare avances. La sera dimenticando il pericolo dovuto al fatto che, come mi avevano detto, lei riteneva sessista che un uomo si offrisse per aiutare una donna, mi ero offerto per aiutarla a lavare i piatti, ed alla fine avevamo anche fatto quattro chiacchiere. Visto lo stato delle relazioni tra i due gruppi mi sembrava già un fatto socialmente rilevante. Che adesso mi proponesse anche di fare coppia con lei quasi mi stupiva. Devo confessare che Jes è la classica ragazza insignificante e non attraente, ma avere la possibilità di interagire con le persone con cui si abita con le quali fino ad ora c'è stata meno della comunicazione indispensabile non mi dispiaceva. Poco dopo però viene fuori che Diana le ha chiesto di fare coppia con lei per fantomatiche necessità legate all'arrivo il giorno dopo di una delegazione, e così vengo accoppiato con Sam, quello che mi aveva sgridato per il mio torso nudo in casa.. Così stamattina l'ho dovuto svegliare alle 6 e mezza, poco prima di partire, perché ha spento per tre volte la sveglia senza alzarsi. Una piccola rivincita.&lt;br /&gt;Lungo la strada riesco ad estorcergli alcune parole, da dove viene, cosa faceva prima di venire qui e poco altro. Tra le varie cose però scopro che non sa dell'esistenza di Genova. Questa è una cosa che mi sta stupendo. Capisco che israeliani e palestinesi non sappiano che esista Genova, per quanto mi viene da addebitare ciò più ad ignoranza dei soggetti che altro, ma quando scopro che sia Jes che Sam non hanno mai sentito parlare di Genova nonostante siano americani da Columbus Day rimango veramente stupito.&lt;br /&gt;Arrivati sulla collina per controllare il passaggio dei bambini, Sam si mette ad ascoltare una radiolina portatile. Dalla BBC vengo a sapere che in Uganda ci sono stati 600 morti e in Sudafrica incidenti sociali. Chissà cosa se ne verrà a sapere in Italia. Finito il radiogiornale in inglese Sam mi fa sentire un “delizioso” recital di una cantante libanese che va per la maggiore, come tiene a precisarmi. Penso che Sam potrebbe benissimo fare il pastore, ne ha lo spirito. Intanto che aspettiamo arrivano da un'altra parte 6 bambini ed un asino che stanno andando al summer camp. Alle 7 del mattino hanno già accompagnato il padre con le pecore per un pezzo e poi hanno continuato per il villaggio. Hanno già fatto mezz'ora di cammino e adesso ne faranno un'altra. Mi domando cosa mi direbbero i miei figli se gli suggerissi una cosa simile. Ci dicono che il padre dovrebbe arrivare tra non molto con il gregge e così rimaniamo anche se nel frattempo i bambini di Tuba sono passati dai capannoni delle galline. Dopo un po' però Sam telefona al pastore, visto che non lo vediamo arrivare, e lui lo rassicura, chiedendogli di rimanere a controllare che non arrivino coloni dalla strada, ma scusandosi perché le pecore sonio stanche e non hanno voglia di arrivare fino da noi. Un po' come quando in ufficio c'è la connessione lenta, sono gli incerti del mestiere.&lt;br /&gt;Tornati al villaggio vado alla scuola dove è previsto lo spettacolo di fine summer camp. Luca e Giuse vestiti da pagliacci fanno giocolerie mentre Ila e Fede fanno pupazzi con i palloncini rubando la scena ai clown. Ancora una volta vedo messa in pratica la “pedagogia del tubo”. Gli animatori arabi del summer camp girano muniti di un tubo nero di gomma abbastanza spessa di quelli che i pastori usano per controllare le pecore e gli asini. Quando qualche bambino è fuori posto lo “accompagnano” con il loro tubo e se non si muove abbastanza in fretta l'accompagnamento è un po' più convincente. Nei giorni scorsi, poi, ho visto il capo degli animatori, un ragazzo che viene da una cittadina vicina, inseguire alcuni bambini che avevano combinato qualcosa e quando ne ha preso uno gli ha stretto il braccio e con il tubo gli ha mollato tre solide nerbate sulla mano. Chissà cosa ne penserebbe don Milani di questi metodi educativi?&lt;br /&gt;Nel pomeriggio è arrivata la delegazione di americani, un po' simile a quella di italiani passata nei giorni scorsi. Questi in effetti stanno facendo una specie di training in vista di un loro futuro utilizzo in contesti analoghi. Così in questi giorni i servizi li faranno loro e noi domani abbiamo un giorno libero.&lt;br /&gt;Alla sera mi lancio. Sono un po' stufo di mangiare ogni sera pasta con le melanzane e insalata di pomodori, cetrioli e peperoni. Così mi offro e faccio il “pesce finto”, patate bollite schiacciate e mischiate ad una scatoletta di tonno, ricoperte con uno strato di maionese fatta a mano e guarnito a forma di pesce con olive verdi. Peccato che quando ho versato il tonno nelle patate è spuntato in mezzo al tonno un peperoncino rosso confezionato nella scatola. Fortunatamente le patate erano abbastanza da contrastare il piccante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-3098676315133174655?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/3098676315133174655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=3098676315133174655' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3098676315133174655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3098676315133174655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/10/per-mettersi-in-mezzo-16.html' title='Per mettersi in mezzo (16)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-2105239111312897445</id><published>2009-10-23T14:54:00.000+02:00</published><updated>2009-10-23T14:54:23.675+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inquinamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo (15)</title><content type='html'>29/7/09&lt;br /&gt;Ieri sera non c'era molto vento e l'aria era abbastanza &amp;nbsp;irrespirabile. Alla sera l'aria si riempie del fumo della spazzatura a cui viene dato fuoco, verrebbe voglia di uscire nel fresco dopo il caldo giorno per dare delle belle boccate di aria fresca e invece c'è da tapparsi il naso per la puzza. In genere la gestione dei rifiuti lascia a desiderare. Ieri mattina hanno distribuito ai bambini del summer camp del succo d'uva in confezioni di plastica che sono finite sparpagliate per terra lungo la strada assieme ai relativi cartoni. Quelle che sono state raccolte sono state bruciate la sera nei carrelli/cassonetti distribuiti per il paese. Mi domando cosa sia peggio. Il problema è che un simile sistema di smaltimento è corretto con i materiali propri di questi &amp;nbsp;posti, ma l'inserimento di materiali provenienti dalla colonizzazione culturale rende dannosi i metodi di smaltimento. Se quando l'occidente colonizza il mondo avesse almeno cura di colonizzarlo “a ciclo completo” eviterebbe gli scempi che distruggono l'ambiente degli altri paesi molto più che quelli dell'occidente. Ma la colonizzazione a ciclo completo richiederebbe di comprendere anche i costi accessori che renderebbero meno vantaggiosa la colonizzazione, facendo lievitare quei costi di cui spesso graviamo il resto del mondo perfino per i consumi nostri.&lt;br /&gt;Stamattina alle quattro ho sentito il “muezzin” recitare le preghiere coll'altoparlante della moschea. Penso che abbia anche lui un piccolo generatore portatile. In effetti non ho ancora capito chi sia che parla dalla moschea, iniziando col rituale “Allah akbar”, e non sono neppure sicuro che non sia una registrazione, ma ogni tanto anche di notte vengo svegliato dalle sue invocazioni.&lt;br /&gt;Continua la sequenza di albe che mi accolgono nel nuovo giorno. Stanotte mi sonio messo anche delle calze sulle mani, in modo che restasse scoperta solo la faccia, contando sul suo caratteristico materiale bronzeo. Direi che è stato utile, anche se i pappataci sono riusciti a trovare alcuni varchi tra i vestiti in cui insinuarsi riacutizzando la sensibilità delle bolle.&lt;br /&gt;Con Fra siamo andati sulla collina di fronte ai capannoni delle galline. Se avessimo continuato in direzione di Tuba ci saremmo trovati faccia a faccia con due macchine di coloni che alle sei e mezza del mattino se ne andavano, accompagnati dai bambini, a fare chissà cosa per le colline rocciose deserte. Dalla collina li abbiamo spiati col binocolo e non eravamo gli unici. Poco lontano da loro c'erano anche un gruppo di tre gazzelline che brucavano un po' in tensione, girandosi ogni tanto nella loro direzione per controllare che non si avvicinassero. Non è una bella vita sentirsi braccati per la sola presenza di una persona nei dintorni. Più passa il tempo e più mi chiedo che senso abbia venire su questa collina per controllare da mezzo chilometro di distanza il passaggio dei bambini. Se dovesse succedere qualcosa l'unica cosa che potremmo fare è stare a vedere i bambini che scappano gridando e prendere nota dell'ora a cui ciò succede. Eppure mi pare che anche agli americani vada bene così. Me ne farò una ragione.&lt;br /&gt;Le gazzelle non sono l'unica presenza selvaggia che ho incontrato in questi giorni. Quasi ogni giorno vedo qualche lepre che all'ultimo momento schizza di corsa fuori dalla sua tana quando mi avvicino. L'altro giorno, intanto che cercavo i pastori ho intravisto una coppia di volpi. Lo stesso giorno ho incontrato un rettile che saltava da una roccia all'altra con un forma tra il camaleonte e il varano piccolo. Le più graziose però sono queste piccole gazzelle che vanno a gruppetti pronte a fuggire al primo segno di pericolo.&lt;br /&gt;Anche oggi abbiamo dovuto chiamare per richiedere la scorta che non arrivava. I bambini erano 11, preceduti di poco sul passo da due greggi e una coppia di cammelli.&lt;br /&gt;Al summer camp oggi è stato giorno di grande trasgressione. Alla fine come al solito i ragazzi si sono messi a ballare la “dabke”, la danza guerriera che viene riproposta ad ogni occasione, ma questa volta prima hanno invitato anche noi maschi internazionali e poi, incredibile a dirsi, le ragazze si sono date la mano e hanno invitato le donne internazionali. Così, usando gli internazionali come scusa, è stato scardinato il tabù che prevede che solo i maschi possono danzare la dabke mentre le donne stanno a guardare cercando di trattenersi a dal muoversi a ritmo di musica. Ma il massimo si è raggiunto quando maschi e femmine si sono trovati a danzare di fronte. Le ragazze erano radiose e continuavano a ballare nonostante avessero il velo attorno ai capelli completamente madido. Ad un certo punto i piccoli di Tuba, stufi di stare a guardare, ci hanno chiesto di ripartire e così abbiamo lasciato i più grandi ad intrecciare sguardi e strette di mano un po' proibite.&lt;br /&gt;Al gate i bambini erano 12, uno più di &amp;nbsp;stamattina. Mistero. La scorta era di nuovo in ritardo ma la cosa bella è stata che quando hanno riconosciuto il soldato presente, i bambini ci hanno chiesto la bottiglia dell'acqua che si sono fatti riempire dalla tanichetta che usano i soldati della jeep. Noi, malfidenti, abbiamo subito pensato potesse essere avvelenata, ma poi il soldato, dopo aver riempito la bottiglia, ne ha bevuto anche lui e ci siamo rassicurati. Fra era stupito di tale gesto di gentilezza, io ogni giorno di più mi domando che cosa passi per la mente delle persone che vivono in questo posto.&lt;br /&gt;Uno dei passeracei che erano nel nido i cui genitori ci svegliano con un gran baccano la mattina è caduto dal nido. Non sa ancora volare, dopo poco arriva a terra. Quando è arrivato, un passero adulto è andato a sfamarlo anche da per terra. Ho provato a rimetterlo in alto in modo che non se lo mangi qualche gatto. E' lì, si è messo in bilico su un travetto del tetto. Il passero adulto si è di nuovo messo a dargli da mangiare nonostante lo avessi toccato io, ma non sono sicuro che sopravviverà..&lt;br /&gt;Prima di cena arriva Sam con una focaccia alle cipolle squisita che ha recuperato da qualche abitante del villaggio. E' la cosa più vicina alla focaccia con le cipolle genovese che io abbia mangiato. Solo che qui non è fatta al forno ma su lamiere scaldate al fuoco di legna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-2105239111312897445?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/2105239111312897445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=2105239111312897445' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2105239111312897445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2105239111312897445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/10/per-mettersi-in-mezzo-15.html' title='Per mettersi in mezzo (15)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-7113596773019795543</id><published>2009-10-23T14:39:00.002+02:00</published><updated>2009-10-23T14:39:48.350+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='relazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo (14)</title><content type='html'>28/7/09&lt;br /&gt;Oggi sono andato al gate. I militari sono rimasti chiusi nella jeep che seguiva i bambini con l'aria condizionata. Chissà cosa fa comportare in maniera diversa le diverse pattuglie. Qualcuna precede e segue i bambini a piedi, qualcuna si limita a stare sulla jeep. Penso che abbiano tutte lo stesso protocollo ma si comportano diversamente a seconda di chi le compone.&lt;br /&gt;Torno alla scuola alla fine del summer camp per accompagnare i bambini al ritorno. E' la prima volta che vado al gate al ritorno. I bambini arrivano in ordine sparso. Questa volta i militari sono anche in anticipo. Chiedo a Fra come facciamo a sapere che ci sono tutti i bambini. Lui mi dice che dovrebbero essere 8 come stamattina e che comunque basta chiedere a loro perché lo sanno se per caso uno non torna indietro con loro. Mi sembra un sistema un po' debole ma è anche vero che qui il fratellino di 4 anni accudisce la sorellina di 3. La jeep è sempre la stessa, la 611351, ormai so il numero a memoria. Partono per la strada e noi mandiamo i messaggini di rito. Dopo un quarto d'ora però non abbiamo ancora ricevuto la conferma che i bambini sono dall'altra parte sani e salvi. Chiamiamo gli americano che dovrebbero essere ad attenderli ma i loro cellulari non prendono. Fra mi dice che Jes dopo che è stata attaccata dai coloni mascherati ha paura e sta sempre lontanissima dalle zone pericolose per cui potrebbero essere in fondo alla valle per non farsi vedere, dove il cellulare non prende. Alla fine sento Sean che mi conferma che, anche se non li hanno visti prima, i bambini adesso sono arrivati. Forse ha ragione Fra che inveisce contro Jes perché, secondo lui, se uno non se la sente di rischiare per il bene dei bambini è meglio che lasci perdere. Nessuno la obbliga a fare interposizione, può per esempio anche stare nella loro base in città a svolgere lavoro di coordinamento. Ma se uno dà la disponibilità a scortare i bambini è giusto che lo faccia, su quello concordo con Fra.&lt;br /&gt;Nel pomeriggio arriva il “capo villaggio” affranto. Ha ricevuto un ordine di demolizione per la linea elettrica in costruzione per portare la corrente al villaggio. Avevano cominciato a costruirla ma erano stati fermati dalla polizia in maniera informale. Si aspettavano un ordine di interruzione dei lavori per potervi ricorrere contro ma invece è arrivato direttamente l'ordine di demolizione. Pare che il problema sia che la linea elettrica dovrebbe attraversare la bypass road che unisce le colonie passando vicino al villaggio. Riuscirsi a liberare dalla limitazione di dover ricorrere al generatore per avere l'energia elettrica sarebbe per il villaggio una possibilità notevole di emancipazione. Ma le autorità di occupazione ovviamente vedono negativamente questo ipotesi. In fondo loro sperano che il conflitto si risolva semplicemente perché i palestinesi non ce la fanno più e rinuncino. E senza corrente elettrica è decisamente più facile che rinuncino.&lt;br /&gt;Per leggere un po' sono andato nell'”ufficio” dove sono sistemati i volontari per il summer camp e ho finalmente fatto conoscenza con le mie aguzzine, queste maledette zanzarine-pulci che saltellano sulla parete bianca. Sono quasi trasparenti, minuscole e indistruttibili. Neppure tirandogli delle cuscinate riesco a farle fuori, continuano a svoliccchiare e saltellare da una parte all'altra. Sono anche molto silenziose e comunque sono veramente malefiche. Non capita spesso di sentire la propria pelle. Di solito si percepisce di avere una pelle quando si tocca qualcosa. Ora invece ho costantemente la percezione cosciente della mia pelle, la percepisco dai piedi alla testa, anche nelle parti che non mi prudono. Ciò mi crea una tensione costante che non mi permette mai un momento di relax.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-7113596773019795543?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/7113596773019795543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=7113596773019795543' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/7113596773019795543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/7113596773019795543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/10/per-mettersi-in-mezzo-14.html' title='Per mettersi in mezzo (14)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-5346247217069505984</id><published>2009-10-23T14:32:00.002+02:00</published><updated>2009-10-23T14:32:43.373+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunicazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='relazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo (13)</title><content type='html'>27/7/09&lt;br /&gt;Durante la cena di ieri ci siamo trovati a ragionare sull'azione del giorno dopo. Ci vogliono tre telefonate a Fede per capire quale è l'azione prevista. Ogni volta nella spiegazione viene lasciato qualcosa di sottinteso che ognuno capisce a modo suo. A volte basta poco pur senza essere pedante e, per esempio, invece di dire “percorso breve” basta dire “percorso della casa rosa” o “percorso dove passano i soldati” per distinguere due percorsi che spesso vengono entrambe definiti brevi. A volte un dettaglio che sembra superfluo conferma quello che si pensava di aver capito e permette di essere più rilassati nell'ascoltare il seguito. Se vedo un'auto di coloni e voglio avvertire altri del suo arrivo posso dire “arriva un auto di coloni”, ma se dico “arriva un pickup rosso con a bordo dei coloni” permetto con poche parole in più agli altri di essere sicuri che l'auto bianca che sta arrivando non è ancora l'auto segnalata. Nel comunicare è proprio quando più bisogna essere rapidi che tanto più bisogna aggiungere dei dettagli. Sembra una contraddizione ma una comunicazione efficace non è necessariamente la più breve, aggiungere qualche dettaglio evita di dover ripetere e correggere i messaggio poco definiti.&lt;br /&gt;Dopo le telefonate di chiarimento si capisce che l'intenzione è di andare con tutti i bambini del summer camp e gli adulti del villaggio fino a Tuba ma passando per un percorso che passa attorno al boschetto dove è l'avamposto illegale, abbastanza vicino alla colonia ma non come la strada tra la colonia e l'avamposto illegale in cui i militari accompagnano i bambini. Rimasti un certo tempo a Tuba gli adulti e i bambini del villaggio torneranno indietro ma non è ancora chiaro lungo quale percorso, forse proprio quello che taglia la colonia dall'avamposto.&lt;br /&gt;Devo aspettare Ilaria che torna da un matrimonio a Betlemme. Passo la mattina a scrivere e a chattare quando la connessione funziona. La connessione “rubata” è problematica già da ieri sera ma a metà mattina ricomincia a funzionare un po' meglio.&lt;br /&gt;Chiamiamo Ale e Fede per sapere come va al villaggio. Ci dicono che la prima parte della marcia è andata benissimo e che grandi e bambini sono arrivati a Tuba tutti insieme passando per il percorso previsto. Ci dicono che a Tuba sono anche arrivati alcuni militari ma che sono cordiali e danno consigli sul ritorno per evitare di passare vicino al poligono di tiro della colonia.&lt;br /&gt;Mi scrivono dal lavoro per dirmi che il prossimo anno mi stravolgono l'assegnazione alle classi. Li chiamo e scopro che la segreteria ha sbadatamente invertito l'ordine della graduatoria interna. Grazie ad internet chiarisco la questione da duemila chilometri di distanza.&lt;br /&gt;Chatto con mia moglie, discutiamo di alcune cose. Ele mi dice che sembra che tutti quelli che vengono qui si trovano a dover ridefinire i propri rapporti affettivi. Lei l'ha risolta brillantemente sposandosi Fabio e venendo qui con lui.&lt;br /&gt;Finalmente arriva Ilaria ma decidiamo di partire dopo pranzo. Siamo in quattro, Ele, Fabio io e Ilaria. Chiamiamo per aggiornamenti e ci dicono che è andato tutto bene, che al ritorno sono passati quasi per lo stesso percorso dell'andata, che due macchina di coloni li hanno seguiti inveendo e loro si sono messi in mezzo tra le macchine e il corteo ma dopo poco i coloni se ne sono tornati indietro e tutto è andato senza problemi,“fish muskila”. Tra noi a tavola parliamo di nuovo della questione dei bamibini, dei vestiti e dell'incontro tra le culture. Arriviamo a parlare anche di differenze tra settentrionali e meridionali. Questa volta c'è più disponibilità ad ascoltarsi, non come la sera prima che Ale ha preferito lasciare il tavolo per fumarsi una sigaretta così da non dover sentire le mie critiche al coinvolgimento dei bambini nell'azione.&lt;br /&gt;Ritirato i panni lavati dallo stenditoio e sistemato lo zaino, finalmente partiamo. Io non so l'arabo e Ilaria pochissimo ma ci lanciamo nell'impresa. Lei è stata qui lo scorso anno a fare quello che faccio io e quest'anno è venuta per seguire il summer camp, questo centro estivo di due settimane per i bambini e i ragazzi dei villaggi intorno.&lt;br /&gt;Parto con i pantaloni corti ma prima dell'ultimo cambio di service mi attacco le “extension” che li trasformano in pantaloni lunghi. Ilaria allo stesso tempo si mette un fazzoletto in testa. Ci adeguiamo.&lt;br /&gt;Dopo l'ultimo passaggio c'è da fare un tratto di una ventina di minuti a piedi. Lungo la strada si passa di fianco ad una discarica in cui vengono anche abbandonate carcasse di animali morti. Questa &amp;nbsp;è una cosa che mi stupisce. Non è così raro vedere ai bordi delle strade delle carcasse di pecore, asini, capre e altre bestie abbandonate, in parte spolpate e in parte rinsecchite. Ovviamente l'odore nei dintorni non è il più gradevole. Camminando verso il villaggio vediamo anche un agnellino morto da poco tempo che sembra che stia dormendo. Mi domando come mai facciano così. Se le bestie sono morte per un incidente mi aspetterei che ne macellassero la carne, anche se probabilmente ci sarebbero solo i cristiani che potrebbero mangiarla. Ma se le bestie sono morte per una malattia mi sembra strano che non ne brucino la carcassa o che non la sotterrino, a rischio che la malattia si diffonda. In ogni caso, tra scheletri, budella gonfie e tanfo di morto sono uno spettacolo ributtante che mette angoscia. O magari mette angoscia solo a me che forse ho un diverso rapporto con la morte rispetto a chi vive qui.&lt;br /&gt;Arrivati al villaggio decido di sistemare le mie cose nelle stanze messe a disposizione per i volontari del summer camp. Forse mi ci sentirò un po' di più a casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-5346247217069505984?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/5346247217069505984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=5346247217069505984' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5346247217069505984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5346247217069505984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/10/per-mettersi-in-mezzo-13.html' title='Per mettersi in mezzo (13)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-7724813800328020953</id><published>2009-10-23T14:23:00.000+02:00</published><updated>2009-10-23T14:23:11.899+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo (12)</title><content type='html'>26/7/09&lt;br /&gt;La notte è passata bene. I piedi sono ancora da lebbroso. Non sono riuscito a guadagnarmi un letto visto che siamo in tanti ma almeno un materassino sistemato in cucina me lo sono meritato. Stamattina con Fede sono andato dai cappuccini per la messa in italiano con caffè. Il celebrante era un ospite un po' saputo e presuntuoso mentre il frate che ci ha accolto era veramente caloroso. Fa effetto sentire leggere i racconti del vangelo pensando che si sono svolti dietro l'angolo. Oggi mi immaginavo le folle che &amp;nbsp;si sedevano per ricevere pane e pesce tra le colline vicino a Tuba. Dopo la messa offrono il caffè ai presenti e Fede ha parlato con un funzionario dell'ambasciata per vedere di risolvere il suo problema del visto che dura solo un mese.&lt;br /&gt;Ho raggiunto gli altri per andare a visitare il Museo dell'Olocausto. Quando sono arrivato però mi dicono che dovrebbe esserci un cambio di programma perché dovrebbero processare Nasser stamattina e saremmo andati al tribunale per essergli vicino. Poco dopo, però, arriva il contrordine perché il processo sarà al tribunale militare di Ramallah. Non si pone neppure il problema se andare o meno dato che nel tribunale militare non fanno entrare gli internazionali. Così un po' preoccupati per Nasser andiamo al museo. In un parco alla periferia di Gerusalemme hanno creato uno spazio museale mastodontico. Mi sono immerso nella sezione storica. Dopo quattro ore ne ho visitato solo metà e i custodi mi guidano verso l'uscita perché il museo sta chiudendo. E' organizzato cronologicamente a partire dalle discriminazioni razziali per arrivare ai tempi dell'esodo verso la Palestina. Sono storie sentite molte volte ma non così estesamente. Uno dei ragionamenti che più mi ha fatto effetto è di constatare che molte delle misure previste nelle leggi razziali che discriminarono gli ebrei sono molto simili a quelle che stanno vessando i palestinesi dei Territori Occupati. Per esempio l'impossibilità di lavorare o di commerciare, la limitazione di movimento entro spazi riservati. Quando ho visto la panchina non per gli ebrei mi è venuta in mente la trovata del leghista che voleva fare panchine solo per i padani.&lt;br /&gt;Mi inorridisce la storia del ghetto di Lodtz dove il capo del ghetto ad un certo punto ha ricevuto l'ordine di ridurre il numero dei presenti nel ghetto e questo si è preso la briga di fare un lungo ragionamento che prevedeva che tutti i malati e i bambini sotto i 10 anni venissero sacrificati per salvare la vita di tutti gli altri. Viene presentato come un rinnegato e venduto al contrario del capo del ghetto di Varsavia che in una simile situazione si è suicidato. Penso che neppure la storia possa dire chi ha avuto ragione. Nella parte finale guardo al volo la parte che narra degli episodi di partecipazione degli ebrei alla resistenza come premessa alle stanze in cui si parla della nascita dello stato di Israele.&lt;br /&gt;Alla fine quando esco scopro che Fabio è più di un'ora che mi sta aspettando ma dato che il museo è sotterraneo non è stato in grado di chiamarmi sul cellulare. Mi minaccia scherzosamente vendetta.&lt;br /&gt;Torniamo a casa che gli altri sono già partiti. Ci chiama Fede per dirci che la marcia dal villaggio a Tuba è prevista per domani mattina alle 9. Fra e Ale sono eccitati, vogliono partire per esserci. Temo ancora una volta la sveglia all'alba ma all'ultimo si decide che andrò nel pomeriggio con Ilaria a perderci in due per i Territori Occupati&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-7724813800328020953?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/7724813800328020953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=7724813800328020953' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/7724813800328020953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/7724813800328020953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/10/per-mettersi-in-mezzo-12.html' title='Per mettersi in mezzo (12)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-3421662130274691983</id><published>2009-10-23T14:16:00.000+02:00</published><updated>2009-10-23T14:16:59.587+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giovani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo (11)</title><content type='html'>25/7/09&lt;br /&gt;Ieri sera gli americani hanno chiesto al fratello del sindaco, che è l'animatore delle azioni nonviolente del villaggio, che azione intendono fare oggi. Hanno detto che ogni sabato faranno una azione nonviolenta come quella di sabato scorso. Sembra di capire che l'azione sarà dalle case in costruzione. Ricominceranno la costruzione nonostante l'ordine di interruzione consegnato nei giorni scorsi il giorno in cui hanno arrestato Nasser e forse alla fine del summer camp andranno tutti insieme, bambini e adulti, sulla strada dove c'è la scorta dei soldati.&lt;br /&gt;Stamattina ci svegliamo presto per andare sulla collina a controllare l'arrivo dei bambini, per sbaglio avevo sull'orologio l'ora italiana e così mi svegliano 10 minuti prima di partire. Faccio in fretta e non mi lavo, tanto non cambia molto. Lungo la strada chiacchierando ricordo la frase di Primo Levi dove racconta che nel campo di concentramento era fondamentale il lavarsi nonostante tutto per conservare la dignità umana. Salendo si intravedono i cubicoli di mattonacci di cemento che i palestinesi stanno costruendo e Ale è molto contenta che si siano messi a costruire. Mi viene da notare che se invece che in Palestina fossimo in Sicilia forse se la prenderebbe per quei contadini che fanno uno scempio ambientale costruendo casacce abusive. Così ci troviamo a disquisire sul contesto. Ogni cosa ha un significato per il contesto in cui è. Far saltare in aria senza nuocere a persone una struttura militare può essere nonviolenza ma fare un digiuno, come per allontanare un campo nomadi,&amp;nbsp;può essere violento&amp;nbsp;dipende dal contesto. Esprimo a Ale le mie perplessità sul fatto che si pensano di usare i bambini nell'azione perché sarebbero come scudi umani. Ale è scandalizzata e mi chiede di spiegare. Le dico che i bambini non dovrebbero essere carne da macello. Ale non accetta la mia critica, mi chiede come mi permetto di esprimere giudici così violenti dopo una settimana che sono qui. Cerco di spiegarle che il mio non è un giudizio ma una critica. Una mia valutazione sulla base delle mie conoscenze e dei miei valori culturali. Non è un giudizio sulle persone ma una considerazione derivante dalle mie riflessioni sulla base della mia esperienza. Ale non accetta la cosa e comincia a chiedermi sulla base di che conoscenze faccio formazione sull'intervento in aree di conflitto. Le spiego che finora ho sempre lasciato ad altri parlare degli interventi in aree di conflitto e che io parlo sulla base della mia esperienza nella gestione dei conflitti locali. Mi chiede perché sono venuto a fare questa esperienza. Le spiego che in parte è per capire meglio questa realtà, in parte per verificare sul campo pensieri e riflessioni che rimarrebbero solo teoria e in parte perché vorrei riuscire a ridurre il livello di conflitto nel mondo imparando anche modalità efficaci per fare questo. Le chiedo perché lei &amp;nbsp;è qui e mi dice che è perché ha incontrato il responsabile dell'organizzazione che per la prima volta le ha smosso nel profondo il senso della vita che poi ha vissuto venendo qui. Ma si capisce che mi disprezza per la mia precedente affermazione. E alla fine mi chiede “perché stimi le persone”. E' chiaro che mi sta dicendo che non mi stima e vorrebbe me lo dicessi da solo. A quel punto passano i ragazzi e dopo poco arriva il messaggio che i bambini sono arrivati. Ce ne torniamo verso il villaggio in silenzio. Il suo viso è duro, sprezzante.&lt;br /&gt;Torniamo alla casa e mi faccio una doccia con mezza bottiglia d'acqua. Prima di rivestirmi prendo un mezzo limone e me lo spalmo su tutte le bolle che i pappataci mi hanno fatto le notti prima. Mi prudono in maniera insopportabile e stanno aumentando di dimensione e di fastidio anche dopo un giorno e una notte. Ho provato con le creme apposta ma l'unico sollievo me lo ha dato ieri sera il limone e così oggi faccio una cosa più sistematica. Si vede che il liquido dei pappataci è basico perché l'acido del limone riduce il fastidio e la voglia irrefrenabile di grattarsi.&lt;br /&gt;Ci incamminiamo verso le case in costruzione. Fede, arrivata ieri pomeriggio, racconta che lo scorso anno quando i palestinesi hanno provato a camminare lungo la strada per Tuba ci sono stati pestaggi forsennati da parte dei militari e della polizia e mi dice che ha paura che quest'anno sarebbe peggio. Mi limito a dirle che non ho mai visto morire un uomo e non vorrei doverne vedere uccidere uno. Mi dice che a lei è già capitato ma che bisogna saper affrontare anche questo.&lt;br /&gt;Mi dico di aspettare a vedere cosa succederà. Andiamo dalla scuola dove è l'appuntamento per l'azione. Siamo lì che aspettiamo e arriva un'auto della polizia. Ale gli va incontro e loro fanno riferimento all'incontro con noi il giorno prima e mi fanno anche un complimento dicendole che avevano incontrato due giovani. Chissà se tornato in Italia mi riabituerò alla mia età. Quasi sicuramente la polizia è venuta perché ieri, quando siamo stati fermati, alla domanda se al villaggio avremmo incontrato degli israeliani io ho detto che il sabato prima li avevamo incontrati ma loro hanno capito che li avremmo incontrati oggi, il sabato successivo. Avevano tanta voglia di scoop che ne sono rimasti convinti anche quando ho precisato che era il sabato prima.&lt;br /&gt;Partita la polizia torniamo ad aspettare. Ci dicono di andare dalla casa in costruzione. Non vediamo nessuno ma poi scopriamo che sono dentro a fare il pavimento. Ci mettiamo all'ombra ad fare i “guardoni”. Un po' mi imbarazza rimanere a guardare per ore persone che lavorano pesantemente sotto un sole cocente. Lontano, sul bordo del bosco, c'è un humvee dell'esercito fermo. Sicuramente è lì per controllare cosa sta muovendosi nel villaggio. Ci mettiamo ad aspettare che succeda qualcosa ma tutto è fermo e i muratori vanno avanti a costruire. Una donna raccoglie un po di radici e sterpi. Si è portata dietro una tanichetta di acqua e un bollitore e in pochi minuti prepara un te alla salvia buonissimo. Ne bevo tre bicchieri. Dopo più di un ora l'humvee si muove e scende verso il paese. Ci prepariamo, accendiamo le telecamere e dettiamo luogo data e ora in modo che rimanga registrata all'inizio del video. L'humvee si avvicina … ma prosegue oltre senza considerarci. Ci chiedono di raggiungere la casa in costruzione subito sopra per essere sicuri che non sia andato da loro. Io e Fede la raggiungiamo accompagnati da due bambini. Ci fanno le feste. La casa è un cubicolo di cinque metri per cinque. La bimba che ci accompagna ha spiegato a Fede che adesso si sono trasferiti stabilmente a stare lì. Sono una famiglia di 4 femmine e 6 maschi, la prassi. Sulle stuoie c'è una bimba di 5 mesi coperta da un velo per non farla infastidire dalle mosche.&lt;br /&gt;Fuori è parcheggiato un grosso pickup cabinato, il figlio maggiore ha un cellulare che può funzionare anche da walky talky con il padre ma nella casa non c'è assolutamente niente se non un po' di stuoie e materassini in terra. Le cose stonano, sembrano in contraddizione, ma solo nel mio mondo, non qui. Da quando ci sono gli internazionali molte persone che avevano abbandonato le loro case per le minacce dei coloni sono tornate, e qui ci mettono poco a ripopolare un villaggio a botte di dieci figli per famiglia.&lt;br /&gt;Chiacchierando parlo dei miei figli e la signora, quando dico che ho “solo” due figli mi dice che avrei dovuto almeno avere due maschi e &amp;nbsp;due femmine. Non so il motivo di quella contabilità ma poco dopo mi chiedono un po' preoccupati se ho due figli per problemi fisici. Li ho rassicurati ma non sono riuscito a giustificare il fatto che ho “solo” due figli, almeno non usando i loro parametri. Dal loro punto di vista ne avrei dovuti fare almeno venti.&lt;br /&gt;Ci offrono delle prugne acerbe e dei cetrioli come spuntino ma prima di pranzo ce ne andiamo. Nel pomeriggio dovremmo tornare a Gerusalemme ed è quasi ora. Quando stiamo tornando alla casa vediamo una jeep dell'esercito venire verso le case ma subito fuori dal villaggio si ferma bloccando il passaggio di una macchina che sopraggiungeva. Ci lanciamo a vedere cosa succede correndo per i campi ma poco dopo i militari fanno passare la macchina e si posteggiano di lato alla strada, scendono e aprono il cofano. Intanto che noi li raggiungiamo tirano fuori una tanica e la versano nel motore, forse acqua per il radiatore. Fede chiede a un militare come va ma quello grugnisce ok. Chiede se hanno problemi e loro dicono di no. Ci mettiamo vicino un po' all'ombra a controllare cosa fanno. La jeep è la 611351, quella che tutte le mattine accompagna i bambini. I bambini della scuola vorrebbero passare ma un adulto cerca di convincerli ad aspettare. Non c'è versi e i bimbi vanno, arrivati alla jeep si lanciano in un “shalom” da veri diplomatici e vanno via dritti. A quel punto anche l'adulto passa. Dopo un po' senza che fosse successo niente la jeep si allontana.&lt;br /&gt;Della marcia con i bambini non se ne sa più niente, qualcuno dice che è rimandata a domani. Tanto tuonò che non piovve. Finalmente possiamo tornare a casa e chiamare il service che ci porterà al primo cambio per Gerusalemme.&lt;br /&gt;Arrivato alla casa di Gerusalemme faccio una doccia bollente per cauterizzare le punture dei pappataci. Stanotte spero di dormire senza prurito.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-3421662130274691983?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/3421662130274691983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=3421662130274691983' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3421662130274691983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3421662130274691983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/10/per-mettersi-in-mezzo-11.html' title='Per mettersi in mezzo (11)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-585689184656709274</id><published>2009-10-23T12:15:00.000+02:00</published><updated>2009-10-23T12:15:13.852+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giovani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bisogni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo (10)</title><content type='html'>24/7/09&lt;br /&gt;Non ho mai visto così tante albe una dietro l'altra. Mi è capitato di vederne una ogni tanto ma raramente due di seguito. Qui ogni giorno vedo l'alba, alla faccia di “Ecce bombo”.&lt;br /&gt;Oggi io e Miki torniamo nel posto dove sono arrivati i coloni mascherati. Andiamo di nuovo ad accompagnare i pastori. &amp;nbsp;Questa volta però passiamo per la “bypass road” che è più rapida ma potrebbe fermarci la polizia. Quando arriviamo in zona mi prendo una storta e comincio a zoppicare. Mi faccio un massaggio e la caviglia ricomincia a funzionare normalmente. Meglio così, non avrei voluto essere di impiccio. Cerchiamo il gregge ma nel solito posto non c'è. Io sento un belato nella direzione della volta scorsa ma andando lì non troviamo niente. Mi infastidisco perché Michele non sembra credere che abbia sentito il belato ma poi risulta che ha ragione lui e probabilmente io ho sentito l'eco di un belato in quella direzione.&lt;br /&gt;Raggiungiamo il gregge e troviamo tre ragazzini a pascolarlo. Sanno parlare un pochino di inglese e così' riesco a scambiare qualche parola.&lt;br /&gt;La prima cosa che mi chiedono, ovviamente, è il nome. Poi da dove vengo e mi rendo conto che quasi nessuno da queste parti, palestinesi o israeliani, ha mai sentito parlare di Genova. Eppure io conosco benissimo cittadine come Ramallah o Hebron ma purtroppo non le conosco per le loro bellezze turistiche.&lt;br /&gt;Il passo successivo è di chiedermi come si chiama mio padre. Non penso di aver citato il nome di mio padre tanto volte negli ultimi venti anni, neppure in occasione della sua morte. E poi mia madre. L'ordine è sempre quello: io, padre, madre, fratelli, moglie, figli. Gli chiedo i loro nomi e poi la loro età. Quella a me non la chiedono quasi mai, forse per discrezione. Mi dicono che hanno tutti e tre 14 anni. E' dalle 7 di stamattina che stanno accompagnando .il gregge del loro padre e ne avranno per almeno 3 o 4 ore. Mi domando se dicessi ai miei figli di andare con il gregge nel sole torrido in una valle sassosa e spoglia per 3 ore a pascolare il mio gregge cosa mi direbbero. E forse giustamente. Ma questi ragazzini non sembrano arrabbiati, stanchi, annoiati. Anzi, sorridono spesso con un sorriso ampio e disteso. E' una cosa che fa effetto notare l'allegria di questi bambini rispetto all'apatia dei nostri. Quante volte sentiamo dire dai nostri figli “non so cosa fare” pur avendo dei magazzini di giochi accatastati nelle loro stanze mentre questi bambini che vengono nel nostro cortile per farsi dare le bottiglie di plastica dell'acqua per andarci a giocare per strada sorridono sempre allegri, sempre pronti a fare una corsa o a chiamare un altro bambino. Sicuramente qui i piccoli sono messi peggio, le prendono da tutti e con poca finezza, ma gli adolescenti sono attivi, intraprendenti, scaltri, proprio quello che serve alle società occidentali per riuscire a sopravvivere.&lt;br /&gt;Noto che quando le pecore si attardano su uno dei cespugli e concentrate a destreggiarsi tra le spine perdono il contatto col gregge, quando se ne accorgono prima di tutto si riuniscono al gregge e solo dopo ricominciano a mangiare. Quanto è rassicurante il gruppo di appartenenza, anche se accompagna al mattatoio.&lt;br /&gt;Anche gli animali qui le prendono da tutti. Faranno anche una vita brada e sana, ma prendono botte da tutti per qualsiasi motivo. Mi viene da pensare alla mitologia dell'allevamento ruspante che sento fare da ecologisti nostrani. Potessimo intervistare una pecora palestinese e una pecora nostrana chiedendogli chi è più soddisfatta tra quella nostrana messa all'ingrasso in una vita insulsa o quella palestinese sfiancata da una vita dura chissà cosa verrebbe fuori. O forse basta fare la stessa domanda ai relativi proprietari.&lt;br /&gt;Tornando a casa ci ferma la polizia. Ci chiede da dove veniamo e poi i passaporti. Ci chiedono se stiamo andando al villaggio. Scopro poi che Miki ha già incontrato lo stesso poliziotto nero in un precedente controllo proprio nel villaggio. Ci facciamo identificare senza fare tante storia. Quando gli chiedo se ci sono problemi mi dicono che è un controllo di routine. Chissà se mi daranno più il permesso per tornare in Palestina?&lt;br /&gt;Nel pomeriggio arrivano Ale e Fede. Tornerò domani con loro dopo una giornata che si preannuncia molto movimentata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-585689184656709274?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/585689184656709274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=585689184656709274' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/585689184656709274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/585689184656709274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/10/per-mettersi-in-mezzo-10.html' title='Per mettersi in mezzo (10)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-1516731353845770490</id><published>2009-07-23T20:42:00.001+02:00</published><updated>2009-07-23T20:43:59.738+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rispetto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo (9)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;23/7/09&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche oggi mi tocca il gate. I bambini sono solo 11, col passare del tempo stanno diminuendo, si vede che non tutti si divertono al summer camp o i genitori li usano per altre incombenze. Spero non sia perché ultimamente le volontarie arabe si sono un po' defilate lasciando agli internazionali l'animazione senza poter parlare in arabo. Nel caso sarebbe meglio fosse perché gli internazionali fanno giochi poco divertenti piuttosto che perché fanno giochi che non piacciono ai genitori dei bimbi. Ma forse questa attenzione sarebbe eccessiva in questo mondo in cui i bambini sono del tutto allo stato brado fino a che non arrivano all'adolescenza e poi vengono incasellati in un mare di regole, obblighi e divieti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi i due militari a piedi sono un po' meno rigidi e  quando Miki li ringrazia fanno anche un sorriso. Finisco il mio compito mandando un messaggio con il numero di bimbi arrivati e la targa  della jeep.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Finito il summer camp andiamo sulla collina di fronte alla colonia per controllare che i bambini non abbiano avuto problemi dopo l'attraversamento. Non sempre c'è qualcuno dall'altra parte ad aspettare ma si osserva col binocolo dall'alto della collina. Arriva il primo messaggio per ddire che i bambini sono partiti, poi uno per dire che sono fuori dall'osservazione di chi sta al gate. A quel punto chi sta dal lato opposto manda un messaggio quando vede spuntare i bambini e uno quando sono fuori dal tiro dei coloni. Aspettando sotto il sole cocente mitigato appena dal vento che spazza la cima faccio osservare a Ele che i protocolli forse potrebbero essere migliorati. Per esempio stamattina ho mandato il numero di targa a chi era a controllare dalla parte di Tuba, cosa per loro del tutto insignificante mentre loro non mi avevano comunicato quanti erano i bambini che sarebbero dovuti spuntare lungo la strada per verificare che non se ne fosse perso qualcuno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora dal gate ci comunicano che i bambini sono solo 7 quando stamattina erano 11. Mi domando se i 4 che mancano hanno perso la coincidenza e dovranno farsela a piedi per la strada lunga o se invece è tutto normale e i bambini che mancano restano a dormire con i cugini in qualche casa del villaggio. E comunque penso che questi conteggi dovrebbero essere verifica prima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vediamo i bambini correre lungo i capannoni delle galline e poi per un bel po' non vediamo niente. Cominciamo a preoccuparci ma finalmente vediamo sul valico che dista da noi in linea d'aria almeno un chilometro dei puntini che corrono e saltano. Domando cosa potremmo fare da così lontano nel caso ci siano problemi e soprattutto come potremmo sapere che ci sono dei problemi se i bambini non hanno nessun modo per avvertirci di un possibile pericolo, anche solo un drappo rosso da sventolare. Mi rispondono che se vediamo qualche pericolo dobbiamo correre fino a là, 45 minuti a piedi che potrebbero diventare, forse, 30 correndo tra i sassi e le valli. Mi vengono dei dubbi ma mi rendo conto che l'alternativa è fare ogni giorno 1 ora a piedi ad andare e 1 a tornare come quando ci sono andato con Ale e ne vale la pena se poi qualcuno rimane a controllare il pascolo. Comunque mi rimane il dubbio che ci siano ampie possibilità di miglioramento ma per ora me ne sto a osservare e riflettere, sono appena arrivato e non voglio cominciare a rompere. E poi in questo periodo i coloni sono meno attivi, sarà anche il caldo. Ci avviamo  verso il villaggio e i miei dubbi vengono confermati. Lungo il sentiero di ritorno incontriamo due dei bambini che probabilmente si sono attardati e che ora  stanno facendo la strada lunga che è più defilaa ma passa ugualmente abbastanza vicina alla colonia in alcuni punti. Decidiamo di ritornare nel punto di osservazione a controllare che non facciano brutti incontri ma forse sarebbe meglio se ci fosse una contabilità di chi va e chi viene in modo da evitare simili evenienze.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi Michel e Joy tornando dal controllo del pascolo lungo la bypass road sono stati fermati dalla polizia. Michel è appena arrivato ed è decisamente meno scorbutico degli altri americani. Mi fa vedere la ripresa del controllo dei documenti e fa subito un commento: “Joy was very aggressive”. Poi mi spiega che mentre a lei non volevano dare spiegazioni quando chiedeva perché le prendevano i documenti con lui sono stati molto più cordiali dicendogli che in effetti può stare anche sulla strada senza problemi. Ci siamo fatti due chiacchiere sulla formazione degli americani e mi dice che in effetti lui sta facendo un periodo di prova anche per vedere se il loro approccio è confacente al suo. Dalla sua espressione commentando l'accaduto non sembrerebbe molto, qualcuno che senza motivo aggredisce verbalmente la polizia che chiede i documenti mette inutilmente a rischio se stesso e chi è con lui e questo normalmente è considerato un comportamento irresponsabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per sopportare un po' meglio il caldo intanto che scrivo al computer sono entrato in casa a mi sono messo a torso nudo ma quando tornano gli americani mi sgridano perché potrei scandalizzare eventuali visitatori. Quando faccio presente che mi ero permesso tale libertà perché ero in casa mia la risposta è stata che la porta è aperta e chiunque può entrare. Evito di fare ulteriore polemica, mi rimetto la camicia ma la rabbia che provo è veramente molta. Trovo veramente poco ragionevole questo atteggiamento riguardo al rispetto degli altri. Penso che il fatto che per dimostrare rispetto verso gli altri devono adeguarsi esteriormente alle loro regole sia la dimostrazione che non sono riusciti a dimostrare nella sostanza il loro rispetto agli abitanti del villaggio semplicemente perché non hanno instaurato un rapporto che non si limiti alla formalità. Mi viene il dubbio che in fondo gli  abitanti del villaggio usino gli internazionali per i vantaggi che questi portano e che gli internazionali usino gli abitanti del villaggio per soddisfare la loro necessità di gratificazione ma che in effetti tra loro non ci sia un vero rapporto umano. Penso che il rispetto non si dimostra assecondando l'altro nei suoi usi e costumi, ma riconoscendo all'altro la libertà di avere usi e costumi diversi dai miei alla stessa maniera come l'altro rispetta i miei, pur facendo attenzione a non provocare inutilmente la sensibilità dell'altro. Il rispetto o è vicendevole o non è.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-1516731353845770490?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/1516731353845770490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=1516731353845770490' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1516731353845770490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1516731353845770490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/07/per-mettersi-in-mezzo-9.html' title='Per mettersi in mezzo (9)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-5792568336265856110</id><published>2009-07-23T09:32:00.001+02:00</published><updated>2009-07-23T09:34:09.588+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pacifismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo. (8)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;22/7/09&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stamattina vado a prendere i bambini al “gate”. Aspettiamo che i soldati vadano a prendere i bambini che arrivano dai villaggi vicini accompagnati dagli americani e li accompagnino dalla parte del villaggio dove ci siamo noi ad attenderli. Arrivano correndo, facendo un po' di fatica a stare tra i soldati. Sono quattro, due davanti e due dietro e imbracciano il fucile mitragliatore alla Rambo ma hanno una faccia da ragazzini. Stranamente sono tutti e quattro a piedi  Di solito ce n'è qualcuno a piedi e altri sulla jeep che li segue. Un pastore ebreo sta pascolando le pecore dentro la colonia. Ad un certo punto, quando i bambini appaiono sulla cresta della collina da svalicare comincia a fare spostare il gregge verso un cancello che dà sulla strada che percorreranno i bambini. Ci allarmiamo un po' e tiriamo fuori le telecamere. Poco prima che i bambini arrivino dal cancello una pecora esce in strada e il pastore esce di corsa e la fa rientrare. Poi i bambini e i soldati passano senza problemi e ci raggiungono. Ele annota il numero della jeep e manda il messaggio di conferma agli americani dall'altra parte: “13 kids arrived”, tutto a posto. Un bambino mi prende per mano, una manina ruvida ruvida, e andiamo assieme fino alla discesa, poi mi fa capire che vuole correre per raggiungere gli altri e ci mettiamo a correre insieme fino alla scuola.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel pomeriggio arriva una delegazione di italiani guidati da un personaggio politico abbastanza noto. Scherzando con gli altri li definisco “pacifisti da scrivania” anche se almeno loro stanno venendo a toccare con mano come si vive qui. Stanno facendo un giro di una settimana di conoscenza e solidarietà, toccando varie località della Palestina per conoscere le diverse realtà dove sono presenti attivisti nonviolenti. Sono 13500 euro “all inclusive” compresa una quota di solidarietà per i luoghi visitati. All'entrata del villaggio il bus rompe la coppa dell'olio e i visitatori più giovani salgono a piedi mentre quelli più anziani vengono accompagnati in auto per fare i cinquecento metri che li separa dalla scuola. Gli andiamo incontro e scopro che tra loro c'è anche una ragazza che ho conosciuto ad una riunione scout qualche mese fa. Fa sempre piacere incontrare facce note. Arrivano alla scuola un po' provati. Il nostro riferimento locale ha organizzato una specie di spettacolo un po' da villaggio turistico con danze popolari e caffè. I bambini si chiamano per andare dietro una delle ragazze italiane che mette in mostra un bel tanga a filo sottile. Purtroppo l'amplificazione, che poco prima funzionava, quando deve parlare il sindaco si ammutolisce. Finito lo spettacolino di danza gli italiani si spostano dalla nostra casa a visitare il piccolo “museo della resistenza nonviolenta”, dove ci sono fotografie di avvenimenti passati e qualche cimelio, e per entrare nell'esposizione dei lavori della cooperativa di donne a fare un po' di shopping. Messi tutti in cerchio le domande sono molte. Ale, che con Fabio è venuta apposta da Gerusalemme per incontrare la comitiva del personaggio, cerca di dare delle risposte veritiere ma questo un po' indispettisce chi ha organizzato il tutto che vorrebbe dipingerci come degli eroi in prima linea e non come persone normali che si mettono a disposizione di chi vive un conflitto per aiutarlo ad affrontarlo. Forse preferisce che non pensino che con noi ci potrebbero essere anche i suoi accompagnatori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Viene proposto di spostare il gruppo per visitare le case in costruzione dove è stato arrestato Nasser,. Non tutti ci vanno, un po' per stanchezza e un po' per paura. In fondo è sempre un luogo del delitto. La responsabile della cooperativa delle donne, che era stata convocata per parlare al gruppo,  rimane delusa. Provo a proporre che almeno chi rimane la incontri ma pare che nessuno se la senta di tradurre dall'arabo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto che i visitatori sono dalle case vado sulla collina per cercare un po' di silenzio. Sinceramente questa visita mi ha dato un po' fastidio, ha rimesso in moto alcuni pensieri sull'inadeguatezza di chi parla di pace e nonviolenza ad affrontare sul serio le cose. Per di più è dal primo giorno che vorrei andare fino in cima alla collina ma mi hanno detto che potrei preoccupare i palestinesi inutilmente. A loro basta vedere uno sconosciuto girare per i campi da solo per pensare che i coloni stanno combinando qualcosa contro di loro. Considero che la presenza dei visitatori dovrebbe evitare la preoccupazione vado un po' in alto sopra il villaggio. Immerso nei miei pensieri e cullato dalla brezza fresca della sera vedo arrivare un humvee dell'esercito che entra nel villaggio e si dirige verso le case in costruzione. Avviso gli altri che un po' si allarmano, non è così comune che i militari entrino nel villaggio. Dall'alto seguo i movimenti del veicolo. Ne arriva un altro dall'alto della montagna. Si incrociano poco sotto le casa in costruzione e si fermano uno di fronte all'altro. Dopo un po' ripartono, quello che scende nel villaggio forse sbaglia strada o forse lo fa apposta per dare fastidio, fa un giro non necessario tra le case ma poi se ne va. La tensione cala.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Torno al villaggio, dato che il bus non è ancora stato riparato vengono chiamati dei service, specie di taxi da 7-10 posti, che porteranno via la delegazione. Anche alcuni di noi si aggiungono per tornare a Gerusalemme e quando escono dal villaggio ci telefonano per avvertirci che c'è una jeep dell'esercito che sembra voler fare un check point volante proprio all'ingresso del villaggio. Andiamo a prendere le telecamere a passo sostenuto andiamo a controllare. E' l'imbrunire, c'è pochissima luce. La jeep è lungo la strada da sola. Si apre una piccola discussione sul da farsi. Alcuni andrebbero a vedere dalla jeep per controllare l'attività del check point.  Io penso sia meglio non avvicinarsi perché probabilmente la jeep si è fermata solo perché il bus rotto è fermo poco fuori dalla strada e volevano controllare cosa succedeva. Per di più ormai la luce è talmente poca che non sarebbe possibile riprendere niente nel caso succedesse qualcosa al check point. Miki e Gio decidono di andare lo stesso a vedere. Noi rimaniamo lontani a controllare anche se non potremmo fare assolutamente niente se i militari gli facessero qualcosa. Nel frattempo due bus di linea transitando rallentano e si fermano ben lontani dalla fermata. Hanno visto un bus israeliano fermo all'imbrunire sul bordo della strada vicino ad un villaggio palestinese. L'autista dell'autobus rotto deve andare da loro a rassicurarli. Solidarietà tra colleghi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-5792568336265856110?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/5792568336265856110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=5792568336265856110' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5792568336265856110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5792568336265856110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/07/per-mettersi-in-mezzo-8.html' title='Per mettersi in mezzo. (8)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-129518472901487508</id><published>2009-07-22T08:58:00.002+02:00</published><updated>2009-07-22T09:01:41.395+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='uguaglianza uomo donna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo. (7)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;21/7/09&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri sera era prevista una riunione di condivisione tra i due gruppi di volontari che convivono nel  villaggio. Uno è il gruppo a cui partecipo io che è formato solo da italiani e l'altro invece è formato da nordamericani.. I due gruppi lavorano coordinati dividendosi i diversi compiti di accompagnamento e scorta. Purtroppo è più facile far fare pace agli altri che fare pace con chi si ha vicino. Tra i due gruppi c'è un po' di tensione e una delle due americane presenti ha condiviso la cena scrivendo per tutto il tempo al computer. Alla riunione degli italiani che è seguita ci siamo detti un po' come stiamo. Qualcuno è stanco, i ragazzi che stanno con i bambini sono un po' delusi perché non si sentono valorizzati, io sono un po' scocciato di sentirmi continuamente dire come dovrei essere vestito e come dovrei comportarmi con gli uomini e con le donne. Ci sto facendo un po' le misure ma è veramente noioso dopo aver “lottato” per una vita per vedermi riconoscere il diritto di essere vestito male come voglio adesso mi trovo costretto da un mare di regole e norme a comportarmi in maniere che trovo assurde per non scandalizzare le persone del luogo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine della riunione bisogna decidere i compiti per l'indomani. Mi chiedono se ho voglia di andare in un villaggio a un'ora di cammino dal nostro villaggio per fare da testimoni nel caso la polizia intervenisse presso dei palestinesi che vogliono costruire. Si sa che si deve partire presto ma non si sa quando si ritorna. Io  mi preoccupo a stare sotto il sole diretto del deserto per troppe ore. Già la volta scorsa quando sono tornato nel primo pomeriggio dopo la mattina ad accompagnare pastori mi sentivo in ebollizione e la pelle delle mani, nonostante la crema protezione 50, cominciava ad essere arrossata col rischio di farmi stare male per i giorni successivi. Condivido questa mia preoccupazione perché non vorrei creare problemi il giorno dopo a chi è con me a svolgere il mio compito. Mi sembra che Fra sia preoccupato ma Miki insiste perché ci vada io invece di lui. Non so se lo fa perché vuole lasciarmi la possibilità di vivere l'esperienza (anche se non ambisco più di tanto di trovarmi nei casini) o perché non ha voglia di passarsi una giornata a cuocere. Alla fine rimaniamo d'accordo io e Fra: sveglia alle 6 e partenza alle 7.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La notte cambio di nuovo posto, mi metto in un punto un po' ventoso, fuori nello spiazzo con i tappi per le orecchie. Durante il giorno infatti non si sente un cane abbaiare ma durante la notte si scatena il finimondo. Ogni mezz'oretta i cani  cominciano ad abbaiare e vanno avanti per parecchio rispondendosi con l'intermezzo saltuario degli asini che ragliano e l'accompagnamento mattutino dei galli e di uno stormo di passeracei che ha pensato bene di fare un condominio di nidi nella soletta della casa sopra la nostra. Alla fine dormo senza punture ma la mattina sono un po' rattrappito dal freddo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo le lunghe abluzioni mattutine partiamo. Quando arriviamo all'altro villaggio andiamo a cercare Id. Parla bene inglese, l'avevo incontrato all'azione lungo la strada e mi aveva parlato ma pensavo fosse di Ta'yush, l'organizzazione pacifista israeliana. Ci fa sedere e ci offre l'immancabile te. Ci racconta che ha chiesto il nostro intervento perché nel villaggio vogliono costruire undici latrine. Il villaggio è abitato da beduini ed è formato da recinti coperti da tende o da blocchi di cemento di due stanze. Ma non c'è il bagno e neppure la latrina. Per i loro bisogni si allontanano nel deserto. Ma ogni tanto è successo che qualche colono ha inseguito chi cercava di fare i suoi bisogni nella landa desolata. Così vogliono costruire delle latrine tra le case del villaggio ma sono senza autorizzazione. Il villaggio è stato letteralmente circondato da una colonia israeliana che ha le sue reti di recinzione che corrono a meno di 10 metri dalle case dei palestinesi, molto più vicina di quanto sia vicino il villaggio dove è la nostra casa alla colonia vicina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le undici latrine verranno costruite in due fasi. Prima i palestinesi faranno i buchi per terra e poi una associazione spagnola che  paga anche i lavori di scavo manderà dei volontari che in una settimana costruiranno le latrine. Ma tutto questo senza autorizzazione. Per questo Id ci ha chiamato, vuole che restiamo con loro nel caso venga la polizia ad impedirgli di proseguire lo scavo. Noi dovremo solo fare i testimoni, cosa che probabilmente già servirà ad impedire l'arresto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fortunatamente i lavori sono in mezzo alle case per cui la paura del giorno prima era infondata. Non saremmo rimasti al sole per tutto il giorno, anzi poco dopo che ci siamo seduti all'ombra osservando un signore basso e corpulento che maneggia un martello pneumatico arriva il secondo te della giornata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo una mezz'ora arriva una macchina della polizia della colonia che da dentro si ferma ad osservare. Gli operai continuano a lavorare seminascosti da alcune coperte ma il rumore del compressore e del martello pneumatico è molto alto. A noi ci chiedono di rimanere seduti e defilati anche se subito mi ero messo a filmare in direzione della colonia facendo il vago per arrivare a filmare l'auto della polizia. La polizia poi se ne va lasciando in ansia tutti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni tanto, quando si avvicinava qualche mezzo sospetto io e Fra tiravamo fuori la videocamera. Sembravamo due pistoleri col le loro amate pistole. Anche Id ci scherza sopra. In effetti queste telecamere per questi palestinesi sono armi potenti, che li fanno sentire sicuri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il resto del giorno però passa in una condizione atarassica. Nello stupore di Id non si fa vedere più  nessuno, né polizia né militari. Anche volessimo dare una mano ci viene chiesto di rimanere estranei ai lavori per poter essere meglio semplici testimoni. Noi stiamo sotto una tenda a  parlare con qualcuno dei figli della famiglia a cui stanno costruendo la latrina (non ne mancano perché sono 8 figlie e 11 figli) e ogni tanto ci portano un te. A pranzo ci offrono un piattone con un imbrogliata di pane arabo e verdure condite con molto olio e pecorino, molto gustoso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A metà pomeriggio un piccolo momento di tensione perché una jeep e due humvee (grossi jeepponi militare larghi larghi) che in mattinata erano passati senza fermarsi al ritorno si fermano vicino al villaggio e i militari scendono. I palestinesi sono un po' preoccupati anche se ci dicono  che per loro  è una cosa abituale vedere questi veicoli fermarsi al villaggio vista la loro vicinanza alla colonia. Anche la pattuglia militare però poco dopo riparte senza disturbare il lavoro di scavo che avanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto che siamo lì una delle bambine di quattro o cinque anni, una vera bambolina bisquit, si avvicina a me e comincia ad sfiorarmi la testa calva (che da queste parti è una vera rarità riservata solo alle persone molto anziane). Io mi metto a scherzare con lei ed arriviamo quasi a sfiorarci il naso. A quel punto però uno dei suoi fratelli di uno o due anni più grande di lei comincia a sgridarla e  a darle anche dei colpi. Io cerco di dirgli di non farlo. Quando poi la bimba si riavvicina a me nuovamente il fratello riparte alla carica per allontanarla. Di nuovo cerco di dirgli di lasciarla stare ma si sente investito di un compito superiore. E la bambina si allontana con un visino che era un enorme punto interrogativo. Non so se alla fine si metterà il velo sperando di trovare un marito che la terrà in casa a lavorare e a fare figli o se invece lascerà la sua casa per emigrare in qualche altro paese in cui essere libera di relazionarsi con persone dell'altro sesso senza essere redarguita, ma sicuramente non stava capendo cosa c'era di male nella sua voglia di affetto e di comunicazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A tardo pomeriggio, quando il buco della prima latrina è completato e i beduini si stavano apprestando ad attaccare il secondo noi dobbiamo partire. Ci chiedono di tornare il giorno dopo e magari anche di dormire lì in modo da poter avere qualcuno anche se continuano a scavare la sera. Si vede che ci tengono molto alla presenza internazionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lungo la strada Fra rimane un po' indietro e alla fine, quando gli dico che abbiamo messo 50 minuti   mi dice “Un record di velocità. Meno male che avevi paura di non farcela”. In fondo un beduino si era stupito quando gli ho detto che avevo 51 anni dicendomi che me ne aveva dati al massimo 30, bontà sua, anche se in effetti i trentenni di qui sembra che abbiano 50 anni. La vita da queste parti ti consuma presto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-129518472901487508?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/129518472901487508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=129518472901487508' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/129518472901487508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/129518472901487508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/07/per-mettersi-in-mezzo-7.html' title='Per mettersi in mezzo. (7)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-2599820370123215794</id><published>2009-07-22T08:56:00.002+02:00</published><updated>2009-07-22T09:05:47.413+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='relazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo. (6)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.schenone.net/pensieri/uploaded_images/20072009(003)-728336.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://www.schenone.net/pensieri/uploaded_images/20072009(003)-728329.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;20/7/09&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi tutto tranquillo. La notte sono stato assalito da insetti mordaci (non penso siano zanzare perché con l'assenza di acqua che c'è sarebbe assurdo ci fossero zanzare). Ho accompagnato i bambini al “gate”, il cancello dell'insediamento dalla parte del villaggio dove i militari riconsegnano i bambini la mattina  La stanchezza ammutolisce tutti, si sta lunghi minuti nel silenzio. Oggi i militari hanno fatto tutti il percorso a piedi, lasciando la jeep da qualche parte. Di solito uno o due scendono ma gli altri fanno tutto il percorso in jeep. Sono ragazzini, vent'anni o poco più, anche il loro capo ne avrà al massimo venticinque. Facce pulite e mitra imbracciato davanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi metto a fare da mangiare per chi ritorna. Me la sono cavata anche senza molta acqua. Risotto con peperoni cipolle menta e cannella. Ci sono anche due ospiti, una italiana e un inglese che stanno facendo una ricerca per una università britannica. Gli spiegherò che non è cucina italiana, mi assumo pienamente la responsabilità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'ora di pranzo però c'è un po' di emergenza. Sono arrivati dei mezzi militari e dell'autorità civile per fare foto e controllare alcuni edifici che gli abitanti del villaggio stanno costruendo. Hanno deciso di costruire delle case che sanno verranno distrutte perché senza autorizzazione. In teoria sono case per gli attrezzi o per ospitarli quando vanno a lavorare nei campi. Come fanno i coloni che continuano a costruire strutture temporanee che poi a poco a poco si trasformano in edifici permanenti anche loro si sono messi ad aumentare la dimensione dei loro insediamenti. In pratica bisogna vedere se riusciranno mai ad usarle.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In effetti ne avrebbero anche un buon motivo. Ieri a Tuba ho provato a chiedere quanti figli avessero. Hibraim ha sette figli e quattro figlie (un po' preoccupate perché non hanno ancora trovato marito) mentre Omar, che ha solo 42 anni, ha 6 figli e 4 figlie e vive nella grotta costruita dal padre. Ovviamente qualcuno è già andato via a lavorare, ma gli altri sono ancora a casa a fare tutti i lavori necessari e un posto dove dormire gli servirà bene. La prima volta che sono arrivato al villaggio mi sembrava un non luogo, un po' di muri a secco e qualche strada, non  riconoscevo la struttura antropica più di tanto, ma una volta tornato da Tuba, fatto di tende e grotte, quando ho visto il villaggio mi sembrava quasi una metropoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al controllo della case si è aggiunto poi un check point volante all'ingresso del villaggio. Eleonora e Ilaria sono andate a vedere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine gli abitanti del villaggio sono andati dagli edifici in costruzione. La polizia ha consegnato un documento che proibisce di continuare a lavorare. E' la premessa dell'ordine di demolizione. Nella protesta alla fine la polizia ferma Nasser e lo porta a Hebron. Dovrà pagare una cauzione per uscire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di tutto questo però me ne parlano gli altri perché io sono dovuto restare dalla casa a presidiarlla in caso di altre emergenze. La sera, dopo una giornata intera dalla casa, vado a fare un giro sulla collina alle spalle del villaggio. La brezza è dolce, il tramonto delicato, il panorama folle: un villaggio di pastori e contadini uscito dalla preistoria con lo sfondo una specie di villaggio turistico di casette allineate. E il resto è deserto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-2599820370123215794?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/2599820370123215794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=2599820370123215794' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2599820370123215794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2599820370123215794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/07/per-mettersi-in-mezzo-6.html' title='Per mettersi in mezzo. (6)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-5679497441678924137</id><published>2009-07-22T08:54:00.000+02:00</published><updated>2009-07-22T08:56:15.650+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo. (5)</title><content type='html'>&lt;div&gt;19/7/09&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stamattina sveglia alle 5. Un dramma. Dobbiamo andare io e Ale a Tuba per accompagnare i bambini che vanno alla summer school. Li prendiamo al villaggio e andiamo con loro, uno in cima e uno in fondo, fino ad un angolo da cui vediamo i militari che la Knesset, il parlamento israeliano, ha decretato li debbano accompagnare fino alle porte del villaggio. Il motivo è semplice. Nel tratto di strada che porta da Tuba al villaggio i coloni della colonia israeliana vicina spesso li assalivano con bastoni e catene. Per un certo periodo i volontari internazionali li hanno accompagnati ma dopo una volta che i coloni fecero parecchio male a volontari e bambini la Knesset ha stabilito che sarebbero stati i militari israeliani ad accompagnarli. I coloni in questo periodo hanno attaccato anche i militari, ma con un po' più di discrezione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siamo arrivati a Tuba e alle 6:10 c'erano già parecchi bambini, qualcuno proveniente da un accampamento lontano qualche chilometro in più. Tre cammelli se ne stanno comodamente assisi nei campi. I bambini sembrano usciti dalla lavanderia, tutti con le loro magliette e pantaloni puliti, le bimbe più grandi con il velo e qualche maglietta in più per evitare il pericolo che un pezzettino di pelle possa spuntare. E invece vengono tutti da accampamenti di tende o da grotte scavate nella roccia calcarea. Mio figlio, nonostante l'acqua corrente e la lavatrice è spesso più sporco.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ad un certo punto vediamo passare la jeep dei militari e ci avviamo verso il punto dello scambio. I militati per paura di essere aggrediti lontani dal loro mezzo in un tratto che può essere fatto solo a piedi evitano di arrivare al punto che ha stabilito la Knesset. Anche noi ci fermiamo in un punto da cui si vedono i militari per non oltrepassare il percorso sotto giurisdizione dei militari perché i coloni la considererebbero una provocazione e così i bambini devono fare un centinaio di metri da soli a rischio delle aggressioni dei coloni sotto il nostro sguardo che, per quanto vigile, è solo uno sguardo. Arrivati dai militari i bambini vanno fino al cancello vicino al villaggio dove ci saranno altri volontari ad accoglierli. E questo ogni mattina che c'è scuola o c'è il summer camp. E all'ora di pranzo dovremo fare il contrario. Finito l'impegno con i bambini passiamo all'accompagnamento dei pastori. Sono le 7 e mezza e la giornata è già cominciata da un po'. I pastori sono già partiti da un pezzo, prima che faccia troppo caldo. Bisogna andare a cercarli tra le colline. Nel posto solito non ci sono, continuiamo a girare per le colline finché ad un certo punto sentiamo un belato. Mi avvicino e vedo il pastore che si sbraccia. Devo rispondere subito con un ampio saluto per rassicurarlo che non sono un colono ma un amico. Quando li raggiungiamo troviamo i due pastori, uno giovane e un anziano che di solito non porta mai le bestie al pascolo. Il giovane parla inglese e riesco a parlare un po' con lui. L'anziano ha la stessa voglia di parlarmi e non desiste a chiedermi le cose anche dopo che gli dico “Ana ma teke arabi”. Come io non so l'arabo lui sa solo quello ma cerca in ogni modo di parlarmi. Purtroppo alla mia età non riuscirò più ad impararlo ma in questi giorni mi viene una voglia matta di farlo. Le lingue bisogna impararle da giovani, quante più possibili.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Giriamo per qualche ora tra le colline. E così capisco la storia di Davide e Golia. Da queste parti dove i cani sono animali impuri, per guidare le greggi si prendono pietre da terra che mai ne mancano e si tirano vicino alla bestie per distrarle dal continuare a mangiare le piante. I bambini pastori sono dei veri campioni di lancio della pietra, che sia per gestire gli animali o per centrare gli humvee dell'esercito israeliano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le pecore e le capre si mangiano questi cardi e cespugli pieni di spine come se fosse lattughina tenera. Le fibre non gli mancano. Tornati a casa berranno l'acqua che i pastori tirano dalla cisterna con meno parsimonia che per sé.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma prima di tornare a casa, sulla via del ritorno, mi attardo un po' e scendendo un costone per attraversare un huadi, secco come sempre,  sento un rumore di pietre dietro di me.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi volto e vedo due persone correre a salti incontro a me. Quando vedono che mi sono voltato si mettono a urlare sbracciandosi come fosse un gioco notturno di paura. Ma sono le 11 del mattino e il sole spacca le pietre a 35 gradi all'ombra e nei giochi notturni non c'è qualcuno che tira pietroni da mezzo chilo in direzione degli avversari..&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Urlo ad Ale “Arrivano”. Lei sulle prime pensa sia uno dei miei scherzi e gli viene in mente il pizzaiolo di casa sua quando avverte per le pizze in ritardo. Ma non sono due pizze, sono due coloni che vogliono minacciare i pastori palestinesi. Pochi secondi per decidere cosa fare. Ale mi urla “Scappa!” ma io osservo che non hanno né armi né bastoni in mano. Decido di fermarmi per proteggere la fuga di Ale e dei pastori. Quando mi arriva vicino il primo chi chiedo “What's the problem?” con la mani basse aperte in avanti. Arriva urlando e quando il suo viso è a non più di venti centimetri dal mio si ferma. Lo guardo negli occhi, dei bellissimi occhi celesti bordati di blu. Ha un fazzoletto come i black block ma bianco che gli copre il volto e lascia intravedere quel suo punto così debole che gli impedisce di ignorare la mia umanità. Avrà tra i 15 e i 18 anni, un po' come i miei studenti, un po' cazzone e un po' sbruffone come loro, alla ricerca di se stesso. Rimane muto mentre l'altro, un po'  attardato urla ancora un po' e poi si zittisce anche lui. Anche l'altro ha il volto coperto ma di nero, proprio come i black block di G8ttiana memoria. Il “bianco” mi fa segno di andare via, quasi un invito, un consiglio, in ebraico e con le mani. Io mi volto e senza correre mi avvio continuando la mia strada. Non so cosa stanno facendo, non so se stanno raccogliendo delle pietre per lanciarmele nella schiena o se invece se ne stanno andando via ma non mi volto, non voglio fargli credere che per il loro intervento ho smesso di fare quello che facevo e spero che il “sia fatta la tua volontà” che ho pregato per santificare la festa corrisponda alla mia volontà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I pastori e Ale sono scappati avanti con il gregge, poi lei e il pastore giovane si sono messi a riprendere la scena da lontano. Quando li raggiungo mi chiedono come sto. Tutto bene, e continuiamo a camminare fino a Tuba. Il pastore giovane guarda Ale e ricordando per la prima volta il mio nome le dice in arabo “Carlo è forte”. 1000 punti da parte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dobbiamo aspettare che i bambini ritornino dal summer camp così per non cuocere al sole la figlia del pastore anziano, occhi chiari e sorriso bellissimo, ci invita sotto una tettoia di tela che fa da soggiorno e da camera da letto. Il padre viene dopo un po' e lei le sistema un piccolo materasso. Ale fa vedere il video dell'aggressione dei coloni a tutti e poco dopo ci offrono una aranciata fatta con l'acqua del pozzo e dello sciroppo. Forse sto rischiano più di prima coi coloni ma la bevo tutta. Ale tituba ma quando arrivano col te alla salvia la invitano a bere prima l'aranciata, non può rifiutarsi. Prima di andare verso l'appuntamento con i bambini passiamo dalla famiglia del pastore giovane. Col figlio che parla inglese è più facile chiacchierare. Vivono in una grotta scavata in 40 giorni dal nonno nel 1967, poco prima della guerra. Venivano da un'altra parte della Palestina e hanno avuto la sfortuna di finire dove qualche anno dopo avrebbero costruito la colonia. Ci offrono uno spuntino, pane, pomodori, cetrioli sottaceto e un formaggio secco che a vederlo sembra gesso da ginnasti. Ale suppone che per loro non abbiano molto di più da mangiare e mi limito a pizzicare qualcosa per non offenderli ma loro insistono. Mi spiegano che vendono il formaggio a 10 euro al chilo e me ne offrono un pezzettino da portare via.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alla fine decidiamo di andare verso l'appuntamento dei bambini. Aspettiamo che ci diano il segnale che i militari sono arrivati a prelevarli prima di avvicinarci. Al quarto richiamo finalmente i militari arrivano. Noi gli andiamo incontro e scopriamo che a fianco del percorso c'è un colono che cura le viti. Questa volta ha altro da fare e i bambini corrono veloci verso casa. Finalmente alle 13 siamo sulla via di casa cotti dal sole.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La sera prima di cena Fra e Miki che stavano andando a Tuba per dormire nella grotta dei pastori che hanno paura di attacchi notturni incontrano i coloni che li inseguono. Loro fuggono nella valle e ci chiamano per farsi dare un aiuto. Io e Ele corriamo in cima alla collina per dargli indicazioni sulla posizione dei coloni. Loro incontrano un pastore sull'asino che si è allontanato dalla strada quando ha visto il pickup dei coloni. Alla fine continuano alla volta di Tuba e noi torniamo al villaggio. Lungo la strada un contadino sul trattore ci invita a tornare con lui e, arrivati, un bambino scalzo ci offre un biscotto per uno. Alla sera siamo invitati a cena a casa del punto di riferimento del villaggio per la azioni nonviolente. Penso che stanotte dormirò.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-5679497441678924137?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/5679497441678924137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=5679497441678924137' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5679497441678924137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5679497441678924137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/07/per-mettersi-in-mezzo-5.html' title='Per mettersi in mezzo. (5)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-1361254039262613700</id><published>2009-07-22T08:53:00.001+02:00</published><updated>2009-07-22T08:54:48.387+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='uguaglianza uomo donna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='relazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo. (4)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;18/7/09&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al risveglio ti rendi conto di quanto possa essere complicato fare le cose più semplici come lavarsi se le attrezzature non sono adeguate. Nella nostra casa manca l'acqua corrente come in tutte le case del villaggio e ti devi arrangiare con i bidoni, ma la carta igienica sporca la devi buttare in un sacchetto per non ostruire lo scarico. Dopo quasi un'ora di abluzioni alla fine mi sento ancora non molto pulito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per oggi gli abitanti del villaggio hanno deciso di fare una manifestazione all'ingresso della colonia. Mi dicono che alcuni giorni fa una casa palestinese in costruzione è stata danneggiata e loro suppongono siano stati i coloni. Noi li accompagneremo. Quando si è scoperto Francesco e Michele che erano appena tornati a Gerusalemme avrebbero avuto voglia di tornare per partecipare all'azione. Io invece pensavo che iniziare con una manifestazione presso la colonia non era proprio il miglior battesimo. Ma sono andato fiducioso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine ho visto tutti: palestinesi, soldati, polizia e pacifisti israeliani. Solo i coloni hanno fatto i timidi e non si sono presentati eccetto che il loro capo della sicurezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I palestinesi hanno messo dei cartelli in cui chiedevano il diritto dei loro diritti umani e delle pietre ad ostruire il passaggio dei mezzi dei coloni nelle loro terre, perché, come ho scoperto dopo, nei giorni passati avevano tracciato una pista nei loro campi, presumibilmente con l'intenzione di andare ad insediarvisi. Polizia ed esercito sono rimasti a controllare e quando il capo della polizia ha assicurato che il giorno dopo avrebbe preso in esame nel suo ufficio le lamentele dei palestinesi la manifestazione si è sciolta. A prima vista sembrerebbe una vittoria di Pirro, ma in questo contesto perfino una azione simbolica di questo tipo diventa sostanziale. Ale e Fabio erano stupiti che tutto si fosse svolto così serenamente, senza pestaggi di palestinesi o arresti di pacifisti israeliani, l'hanno considerata una grande conquista del movimento nonviolento dei villaggi a est della “bypass road”, questa strada su cui possono passare solo le auto israeliane, che in 45 minuti collega a Gerusalemme contro le 2 ore necessarie per fare lo stesso tragitto lungo le strade dei territori palestinesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine dell'azione siamo tornati alla casa è lì l'animatore delle azioni nonviolente ha tenuto una piccola riunione per spiegare ai neofiti degli internazionali e dei pacifisti israeliani che tutti i prossimi sabati verranno organizzate delle azioni dai villaggi che nei mesi scorsi hanno fatto formazione sull'azione nonviolenta, tutti, nonne e bambini. E a tutti è stato offerto te con il timo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel pomeriggio è venuto  in visita lo sceicco di una cittadina vicina. Nulla di esotico, ha cinque mogli ma insegna religione nella scuola pubblica. Probabilmente era venuto per dirci come ci si deve comportare perché ha esordito spiegando che solo chi segue i comandamenti di Allah andrà in paradiso e gli altri invece andranno nel fuoco, che se in Palestina ci sonno dei problemi è perché né ebrei né cristiani né molti mussulmani seguono i comandamenti di Allah  Quando gli ho fatto notare che i coloni israeliani, anche se probabilmente non dicono la verità, sono convinti di seguire i comandamenti di Dio è rimasto un po' spiazzato. Gli ho spiegato che mi piacerebbe vedere una moschea ma che non essendo mussulmano non potevo entrarci. Mi ha detto che basta leggere le scritture per diventare mussulmano e quando gli ho detto che sapevo che il Corano può essere scritto solo in arabo mi ha detto che il corano è tradotto in tutte le lingue e che se trova il CD col Corano in italiano me lo regala. Alla fine non ci ha sgridato per i nostri comportamenti ma si è messo a spiegare a Fabio che il libro di arabo che sta usando non va bene perché ci sono frasi tradotte non in arabo corretto ma in arabo “della strada”. E quando se n'è andato mentre agli altri ha stretto la mano a me ha battuto il cinque.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-1361254039262613700?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/1361254039262613700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=1361254039262613700' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1361254039262613700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1361254039262613700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/07/per-mettersi-in-mezzo-4.html' title='Per mettersi in mezzo. (4)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-4302548174062344915</id><published>2009-07-22T08:51:00.001+02:00</published><updated>2009-07-22T08:52:52.146+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo. (3)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;17/7/09&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A pranzo gnocchi.  Dato che oggi siamo tutti insieme a Gerusalemme e la cosa è abbastanza rara propongo di fare gli gnocchi per tutti. Sono venuti buoni ma proprio pochi. Peccato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel pomeriggio siamo partiti per il villaggio. Lungo la strada incontriamo il muro della vergogna. Chilometri e chilometri di muro più o meno alto, più o meno spesso, che separa la terra dalla terra. Dovrebbe salvare gli israeliani dagli attacchi terroristici dei palestinesi ma come molti muri di questo tipo non impedisce di essere attraversato ma rende la vita invivibile a chi ci vive attorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al cambio di bus ci caricano nel bagagliaio perché non c'è abbastanza posto nei sedili. Viaggiando con questi mezzi ci si rende conto della diversa percezione del pericolo e dell'importanza della propria vita. Sembrava di viaggiare con un ventenne un po' alticcio eppure era un trentenne del tutto sobrio ma la sua percezione del rischio era decisamente diversa dalla mia e guardando le facce dei passeggeri palestinesi veniva da concludere che fosse condivisa la stessa percezione. Come a dire che per noi la vita è qualcosa da salvaguardare molto di più, almeno la propria. Per loro forse è qualcosa che può essere rischiata più facilmente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La sera al villaggio piccolo giro attorno alle case. L'aria è dolce e la brezza delicata. Le case tirate su alla come viene stonano in questa natura. Verrebbe voglia di andare a camminare nel crepuscolo e nel silenzio ma non si può. Bisogna tornare, al buio non si può andare in giro perché ci sarebbe allarme generale e tutti uscirebbero a vedere chi è che si aggira al buio. Eppure sarebbe così bello potere stare alla luce delle stelle nel silenzio di questi terreni sassosi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tornati alle case raccolgo bottiglie e sacchetti sparpagliati attorno alla strada. Mi dispiace vedere questa spazzatura sparpagliata ovunque. Ne raccolgo un sacco bello grosso e lo lascio al punto di raccolta. Domani verrà bruciato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo cena viene organizzata una scuola di debka per i ragazzini del villaggio. Ma le ragazze no. Una bambina si trattiene a stento seguendo il ritmo della musica. Ha una voglia pazza di lanciarsi ma non potrà, è femmina. La danza è solo per i maschi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-4302548174062344915?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/4302548174062344915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=4302548174062344915' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/4302548174062344915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/4302548174062344915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/07/per-mettersi-in-mezzo-3.html' title='Per mettersi in mezzo. (3)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-7432365489320798114</id><published>2009-07-22T08:49:00.001+02:00</published><updated>2009-07-22T08:51:12.499+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo. (2)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;16/7/09&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri sera siamo andati in centro. Faceva un po' effetto aspettare il nostro kebab (che qui si chiama shawarma) a fianco di quattro baldi giovani che imbracciavano una mitraglietta. Forse coloni o più semplicemente soldati in licenza che hanno l'obbligo di avere sempre con se la loro arma a scanso di furti o più probabilmente per dare un senso che l'esercito è sempre pronto anche se i nemici attaccheranno di sorpresa come nella guerra del Kippur. Sembravano tranquilli anche se un po' impacciati nel mangiare il loro panino districandosi tra tracolla e canna ma mi domandavo se tutti si erano ricordati di mettere la sicura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo ritornati abbastanza tardi. Ale e Fabio erano cotti e si addormentavano sul bus a rischio di farci saltare la fermata giusta essendo gli unici a conoscerla. Ieri sono arrivati tardi alla casa perché avevano saputo all'ultimo che oggi ci sarà una ispezione della Unione Europea. Il progetto è in parte finanziato dalla UE e ogni tanto ci sono dei controlli. Così ieri si sono dati da fare per risistemare un po' di cose e di conti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi invece ci siamo concessi un giro esplorativo per cominciare a capire un po' meglio questa realtà. Prima un giro per il suq e poi, dopo aver mangiato una varietà di felafel e salsette di ceci, un giro per i tre luoghi sacri: Spianata delle Moschee, Muro del Pianto e Basilica del Sacro Sepolcro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima riflessione è che in questo luogo l'attaccamento al proprio credo fa comportare in maniere aggressive.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-7432365489320798114?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/7432365489320798114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=7432365489320798114' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/7432365489320798114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/7432365489320798114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/07/per-mettersi-in-mezzo-2.html' title='Per mettersi in mezzo. (2)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-2672774448783899714</id><published>2009-07-22T08:45:00.002+02:00</published><updated>2009-07-22T08:49:35.714+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Per mettersi in mezzo. (1)</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;15/7/2009&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arrivare a Gerusalemme è facile, un'oretta dall'aereoporto di Tel Aviv con un nesher, un taxi collettivo con aria condizionata. Sembra di essere in un posto normale, se non fosse che in un parco che probabilmente ricorda il luogo dii una battaglia ci sono a fare da monumento delle carcasse di mezzi militari e i giochi per i bambini sono fatti a forma di jeep da cui sparare sui nemici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A dire la verità ogni volta che vedevo un bus mi venivano in mente le foto dei bus fatti esplodere dai “martiri” palestinesi mietendo la loro  vita assieme a quella  di tante persone più o meno ignare e più o meno innocenti. Adesso stanno costruendo una tramvia nuova, forse pensano sia più controllabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di cantieri non ne mancano, è tutto un gran costruire case per i nuovi arrivati dai paesi più diversi. Perché in effetti gli israeliani non esistono come popolo, sono un mix di popoli di tutto il mondo e l'unica cosa che li amalgama, come un tempo i siciliani con i veneti, è il servizio militare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'aeroporto, al controllo dei passaporti, hanno cominciato a farmi domande. Lo fanno sempre, soprattutto per chi si presenta da solo. La poliziotta non si è accontentata di quello che le dicevo, di dove avevo intenzione di andare, e così ha trattenuto il mio passaporto. Nel frattempo sono passate  altre persone con la fondata motivazione che erano “del gruppo di don Mario” (detto in italiano alla poliziotta che non lo capiva). E' venuto un altro poliziotto per accompagnarmi in una saletta. C'erano altri “selezionati” come me ad aspettare. Dopo poco però, senza che mi chiedessero alcunché, mi hanno accompagnato al posto di polizia e mi hanno restituito il passaporto timbrato. Si vede che una persona che da sola va a Gerusalemme senza il volo di ritorno prenotato non risulta credibile alla prima... o forse avevano solo voglia di darmi un po' fastidio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E così a sera posso solo dire una cosa su questo paese:che ho notato: le israeliane sono anche carine ma vestono in una maniera orrenda.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-2672774448783899714?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/2672774448783899714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=2672774448783899714' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2672774448783899714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2672774448783899714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/07/per-mettersi-in-mezzo-1.html' title='Per mettersi in mezzo. (1)'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-2173195635253731363</id><published>2009-07-13T12:24:00.002+02:00</published><updated>2009-07-13T12:30:20.984+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='commercio armi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terrorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bisogni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comportamento'/><title type='text'>Armi leggere</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;&lt;p&gt;Se i nostri governi si interessassero del bene dei loro cittadini avrebbero un comportamento diametralmente opposto a quello che tengono, soprattutto per quanto riguarda le armi e gli armamenti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alle minacce alla vita dei loro cittadini non rispondono in relazione alla pericolosita' ma a criteri molto piu' perversi che mischiano interessi personali e consociativi, fobie e pigrizie.&lt;br /&gt;Non vorrei sembrare macabro con una contabilita' di morti ma penso che aiuti a riflettere.&lt;br /&gt;I governi occidentali stanno restringendo perfino i diritti fondamentali con la scusa del terrorismo internazionale che per ora in Italia non ha fatto vittime e che, almeno finora e negli altri paesi europei, ha fatto qualche centinaio di morti.&lt;br /&gt;Allo stesso tempo non fanno quasi niente, non limitano neppure la velocita' delle macchine che ha dimostrato poter ridurre notevolmente il numero di morti (e feriti) sulle strade che solo in Italia arrivano ad essere 6/7.000 all'anno.&lt;br /&gt;Discorso analogo e' quello delle armi leggere che ogni anno procurano qualche centinaio di morti in Italia e proporzionalmente molto di piu' nei paesi in cui l'uso delle armi non e' regolementato. A partire dai cacciatori (o anche passanti) uccisi o feriti nelle battute di caccia, per arrivare ai banditi (e passanti) colpiti da armi "regolermente detenute", e finire con coloro che, come si e' visto in varie occasioni, pensano di difendersi con pistole e fucili e quello che alla fine ottengono e' solo di morire, uccidere e spargere dolore ovunque.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Forse anche le armi della polizia sono di troppo (ai tempi in cui i bobbies di Londra giravano disarmati la delinquenza londinese era molto meno pericolosa) ma sicuramente proibire le vendita di armi leggere ridurrebbe drasticamente il numero complessivo di morti e feriti senza ridurre la sicurezza complessiva ma, al contrario, aumentandola. E se qualcuno si diverte tanto a sparare a qualcosa vorra' dire che sara' costretto a farsi passare la voglia dedicandosi ad altre attivita'.&lt;br /&gt;Penso che sia una "costrizione" che val la pena di imporre per il bene di tutti, pur avendo l'attenzione di aiutare chi campa di armi a trovare un altro sistema per viviere, perche' anche se la Repubblica si basa sul lavoro deve essere un lavoro che non danneggi altri.&lt;br /&gt;Per cui è un vero peccato il rultato del referendum brasiliano per l'eliminazione del commercio di armi. Una eventuale abolizione in Brasile avrebbe potuto convincere anche qualcuno che puo' in Italia a cominciare a pensare cosa far fare d'altro agli armaioli della Val Trompia, e come evitare il dolore che le armi in circolazione in Italia ogni anno provocano.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-2173195635253731363?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/2173195635253731363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=2173195635253731363' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2173195635253731363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2173195635253731363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/07/armi-leggere.html' title='Armi leggere'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-1083212630901339766</id><published>2009-06-28T14:37:00.003+02:00</published><updated>2009-06-28T14:41:20.083+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='g8'/><title type='text'>Movimento e metodi decisionali</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style=" -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'times new roman';"&gt;&lt;p align="left"&gt;================= da Enrico Testino&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;Ho seguito come volontario i lavori dell'ufficio stampa del gsf dal febbraio del 2001 volendo contribuire ad un movimento nonviolento e di contenuti sono imbarazzato dal silenzio mediatico del gsf in questi giorni, le uniche persone che lavorano, si esprimono sono gli avvocati che stanno seguendo con sollecitudine le persone arrestate (per chiarezza: vanno seguite al di là delle presunte colpevolezze o innocenze) e chi organizza le testimonianze (anch'esse faccenda legale e di emergenza)&lt;br /&gt;Mi chiedo se il gsf ha intenzione di lasciare parlare il resto del paese, degli intellettuali, dei politici per se dando al gsf una immagine casuale (anche positiva a volte) e non scelta, o il gsf è finito e segue solo le testimonianze delle giornate del 20 e 21 luglio e delle vicende legali o continua e deve esprimersi sulle sue responsabilità passate, presenti, future. Responsabilità che sono, ad esempio, continuare una ricerca di movimento pacifico e nonviolento. (...)&lt;br /&gt;a questo punto due domande:  i portavoce del gsf? quando tornano? che decisioni hanno preso? a chi dobbiamo rivolgerci se vogliamo&lt;br /&gt;indicazioni? d'ora in poi ogni associazione parlerà per sè? (...) Consapevole delle difficoltà personali, del movimento, delle associazioni vi inoltro questa mail di domande&lt;br /&gt;Enrico Testino&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;===========================&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che questo messaggio di Enrico evidenzi un notevole problema relativo alle modalità consensuali all'interno del GSF. Enrico parla di "decisioni dei portavoce", ma se fossero stati portavoce dovevano riportare la voce dei propri gruppi, altrimenti sarebbero stati dei delegati o dei rappresentanti. Invece ad un certo punto è spuntato questo gruppo di pseudo portavoce che si  è auto-nominato parlamentino esclusivo per tutto il movimento. E se a un certo punto forse poteva esserlo per le associazioni da cui provenivano i  "portavoce" non certo poteva e soprattutto potrà valere per tutte quelle persone che non hanno, e forse non per caso, una appartenenza associativa che tra i 200.000 non erano poche.&lt;br /&gt;Analogamente è successo in alcuni gruppi. Il "solerte" Stefano Lenzi ha deciso autonomamente di avere la responsabilità del gruppo stampa formato da un certo numero di persone che si sono date disponibili ed è perfino arrivato a decidere da solo chi ci poteva stare e chi no escludendo di fatto chi aveva deciso di "cacciare".&lt;br /&gt;Attualmente a gestire gli aspetti "legali" sono rimaste soprattutto persone che si erano attivate negli ultimi tempi e che per altro pare abbiano ben imparato a delimitarsi la loro parte di "potere". Con la scusa che il materiale è delicato vengono escluse dalla collaborazione molte persone che si sono date disponibili coinvolgendo solo coloro che eseguono le indicazioni di pochi senza fare tante domande sulle scelte.&lt;br /&gt;Per non aver accettato una organizzazione verticistica in cui i "capetti" decidevano per tutti, rivendicando di agire "senza rappresentare nessuno" come in varie volte mi è stato rinfacciato, sono sempre stato guardato con diffidenza e osteggiato.&lt;br /&gt;Per aver cercato di diffondere il più possibile l'informazione in modo da rendere quante più persone partecipi nelle scelte spesso sono stato escluso dall'informazione stessa dovendomela andare a cercare da solo.&lt;br /&gt;Nonostante questo, o forse anche per questo, sono riuscito, con poco aiuto da parte di altri, a creare un rapporto anche con i mass media, che ha creato un notevole cambiamento di attenzione e disponibilità nei confronti dei  "nostri" temi e penso ancora adesso sia uno dei migliori risultati del  GSF.&lt;br /&gt;Ma aver osato dire che anche il GSF aveva fatto degli errori mi ha perfino procurato delle minaccie.&lt;br /&gt;Penso che la questione dei processi decisionali, della qualità dei decisori (nel caso si intenda identificarli) e delle modalità di comunicazione debbano essere i primi temi da affrontare prima che questa nuova "rivoluzione" finisca guidata da direttori che fanno rimpiangere gli attuali governanti.&lt;br /&gt;Un altro mondo è possibile prima di tutto se sarà possibile un altro modo di decidere. Altrimenti sarà il solito "un passo avanti e due indietro". E non basterà una assemblea universale via Internet se poi buona parte dei  "capetti" neanche sa cosa si dicono le persone del movimento perché non hanno tempo di leggere le cose che vengono scritte. La democrazia partecipativa non basta auspicarla, bisogna provare ad attuarla.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left" style="text-align: right;"&gt;agosto 2001&lt;/p&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-1083212630901339766?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/1083212630901339766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=1083212630901339766' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1083212630901339766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1083212630901339766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/06/movimento-e-metodi-decisionali.html' title='Movimento e metodi decisionali'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-3717057230388503203</id><published>2009-05-03T16:47:00.006+02:00</published><updated>2009-05-03T17:04:15.699+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pacifismo'/><title type='text'>Pacifismo e democrazia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'analisi sull'efficacia del pacifismo penso debba intrecciarsi con  quella sulla progressiva inefficacia della democrazia, a cui, con gli anni, il  pacifismo si è sempre più avvicinato nelle modalità d'azione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Se per molti anni le istanze legate al tema della pace sono state portate  avanti con modalità autonome di disobbedienza civile ed azione diretta (si pensi  agli scioperi generali durante il fascismo per porre fine alla guerra, alla  scelta di accettare la prigione per vedere riconosciuta l'obiezione di coscienza  engli anni 60, ai blocchi degli accessi della base per missili nucleari di  Comiso o della Mostra Navale Bellica di Genova negli anni 80), col passare del  tempo si è sempre più limitati a presentare richieste alle forze politiche,  sperando che qualcuna se ne prendesse carico, adeguandosi alle dinamiche della  democrazia rappresentativa, per esempio scegliendo di supportare le proprie  richieste con cortei e iniziative analoghe.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ma la crisi delle dinamiche democratiche, con sistemi elettorali che  impediscono agli elettori di farsi effettivamente rappresentare e la  manipolazione del consenso tramite il controllo dei mezzi di comunicazione che  fanno sì che i governi possano ignorare se non perfino deridere manifestazioni  di milioni di persone, ha ugualmente reso impotente chi su tali dinamiche  intende basare la propria azione.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Penso quindi che ci possano essere due strade diverse e complementari per  uscire da questa impotenza.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La prima, più diretta e a prima vista più semplice, che preveda di  riprendere nelle proprie mani l'azione, non delegando più la rappresentanza  delle proprie istanze. Ma ciò richiederebbe un livello di partecipazione e  coinvolgimento, una disponibilità a rischiare, che non è più molto presente  nella nostra società. Sarà l'unica possibilità praticata se la degenerazione  democratica diffonderà il disagio e la disperazione tra ampi strati della  società ma in tal caso né sarà legata solo ai temi del pacifismo né,  sicuramente, assumerà le sue modalità.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La seconda strada, che non esclude la prima ed è a prima vista più  complessa, affronta ad un livello più basso i meccanismi decisionali. Dai tempi  della rivoluzione francese, che ha enunciato (ma ha anche in parte ottenuto) che  ogni cittadino ha il diritto/dovere di partecipare alle decisioni che lo  riguardano, imponendo un modello rappresentativo parlamentare, i modelli  decisionali si sono modificati molto poco, nonostante sempre di più siano  evidenti le debolezze che l'usura di tale modello ha fatto emergere. Sono anche  stati tentati altri modelli, che sono degenerati ancora più velocemente, in cui  cambiava il gruppo sociale predominante, ma alla fine il modello rappresentativo  parlamentare viene dato da tutti come inesorabilmente il meno peggio.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;In effetti, quando una prima fase dell'esperienza democratica finì con il  periodo delle dittature europee e le guerre mondiali, si cercò di rivederla e  migliorarla, per esempio con il suffragio universale, ma col tempo i sistemi  sociali tendono a corrompersi perché gli aggressori diventano sempre più  competenti e le difese tendono a indebolirsi. E così nuovamente ci troviamo con  dei sistemi parlamentari in cui sempre meno cittadini si sentono rappresentati e  sentono di influire sulle decisioni che li riguardano.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Penso sia necessario che, soprattutto noi europei che abbiamo esportato  questo modello in tutto il mondo, perfino in contesti sociali in cui ha creato  più danni che benefici, e che ci ergiamo a paladini di questo modello verso  tutto il mondo pretendendo che tutti gli altri vi si uniformino, cominciamo a  riflettere, senza preconcetti, sul suo superamento o almeno il suo restauro, non  solo in linea teorica ma anche pensando a come realizzare tale miglioramento.  Questo significa cominciare a sperimentare nuovi modelli decisionali, prima di  tutto all'interno di chi li propone, e poi pensare dei percorsi che permettano  con gli anni di farli diventare patrimonio comune. E sarebbe auspicabile  riuscire a fare ciò senza dover aspettare che la caduta di efficacia delle  dinamiche democratiche porti alla catastrofe umana e sociale e ecologica del  mondo.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Penso che sia necessario perché non solo le istanze pacifiste ma anche tutti  gli altri temi non rimangano semplici proposte teoriche che nessun sistema  decisionale arriverà a attuare. Da questo punto di vista dall'ambito pacifista  potrebbero venire un notevole contributo non solo di idee ma anche di  esperienze, facendo in modo, per esempio, che il 61% degli italiani che non  vogliono la presenza di soldati italiani negli scenari di guerra vedano  realizzate le loro aspettative.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Si tratterebbe di ripensare ai meccanismi della rappresentanza e della  partecipazione, tenendo conto della sempre più ridotta disponibilità delle  persone a rimetterci del proprio per il bene comune ma allo stesso tempo di un  recupero culturale della nozione di bene comune.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Probabilmente sarebbe utile seguire entrambe le strade perché limitarsi a  riflettere sulla revisione dei meccanismi consensuali senza impegnarsi a  recuperare almeno un livello di partecipazione e coinvolgimento sarebbe  probabilmente solo un esercizio accademico. D'altra parte limitarsi ad affidarsi  all'azione diretta, a parte i problemi di coinvolgimento, costringerebbe ad un  tale impegno di energie e di tempo che permetterebbe di affrontare solo un  numero molto ristretto di argomenti, abbandonando inefficacemente gli altri ai  meccanismi democratici attuali.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Carlo Schenone.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;ex incaricato nazionale del settore Pace, Nonviolenza e  Solidarietà degli scout dell'AGESCI, ex capogruppo di "Democrazia e  Partecipazione" nel Consiglio Comunale di Genova, ex segretario nazionale delle  Forze Nonviolente di Pace, docente al Master "Gestione dei conflitti  interculturali ed interreligiosi" dell'Università di Pisa, docente al corso di  Laurea Specialistica in Scienze della Pace dell'Università di Pisa, membro del  gruppo stampa del Genoa Social Forum durante il G8 di Genova, trainer.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;pubblicato su www.carta.org il 16.08.2006&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; "&gt;&lt;a href="http://archivio.carta.org/campagne/pace/pacifismo/060816Schenone.htm"&gt;http://archivio.carta.org/campagne/pace/pacifismo/060816Schenone.htm&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-3717057230388503203?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/3717057230388503203/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=3717057230388503203' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3717057230388503203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3717057230388503203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/05/pacifismo-e-democrazia.html' title='Pacifismo e democrazia'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-8992159124721509736</id><published>2009-04-17T16:21:00.004+02:00</published><updated>2009-04-22T19:11:14.001+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adolescenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giovani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terrorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comportamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Educazione all'odio in Palestina</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/aAuKMoEQkCI&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/aAuKMoEQkCI&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; Nel video in &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=aAuKMoEQkCI"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=aAuKMoEQkCI&lt;/a&gt; si  può vedere dei ragazzi figli di coloni israeliani aggredire delle ragazze  palestinesi che escono da casa.&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo per dimostrare quanto sia fondamentale l'educazione di una  popolazione non solo per il futuro ma anche per il presente. E in Italia  l'attenzione è sempre minore verso l'educazione perché gli adulti non vogliono  fare fatica e preferiscono lasciare i giovani senza educazione. In Palestina è  ancora peggio e l'educazione viene usata come un arma e per questo il dolore è  profondo e potrà finire solo per una catastrofe.&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;div class="wall_actual_text text_exposed"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per spiegare le cose tutto si può,  anzi si deve citare, anche i palestinesi che si fanno saltare sugli autobus  pieni di gente, donne e bambin. Diciamo che la differenza &lt;span class="text_exposed_show"&gt;è che gli uomini bomba ci rimettono anche la loro vita e  gli altri no. In ogni caso non penso si possa mettere sullo stesso piano chi  schiaccia e chi cerca di non farsi schiacciare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono entrambe frutto di una  educazione all'odio vicendevole. Volendo si può anche aggiungere che tra  palestinesi e israeliani i secondi sono i più democratici. Ma non è che decidere  democraticamente di schiacciare un altro popolo lo renda meno odioso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Posso  aggiungere che anche i partigiani hanno ammazzato in via Rasella dei giovani  cresciuti nella convinzione di dover dominare il mondo ma che avevano madri e  affetti e forse erano lì contro la loro volontà. E io sono convinto che fosse  possibile e auspicabile liberarsi senza torcere un capello a nessun nazista, ma  non confonderei i ruoli.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="wall_actual_text text_exposed" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div class="wall_actual_text text_exposed"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;Ci se  ne può anche fregare del fatto che ci rimetta la sua vita uno che ammazza donne  e bambini innocenti su un autobus perché e' un assassino.e che non si può  mettere sullo stesso piano un soldato israeliano e un bambino  israeliano perché la guerra si fa contro i soldati e non contro gli innocenti,  ma p&lt;/span&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;enso che ancora peggio sia uno stato il  cui esercito fa a donne e bambini lo stesso che fanno dei terroristi. A meno che  non si voglia dire che tutti i bambini e le donne palestinesi sono colpevoli  mentre quelli israeliani sono innocenti. Dal video si può vedere che non &lt;span class="text_exposed_show"&gt;è vero. Almeno i terroristi non lo decidono  democraticamente e potrebbero essere anche dei pazzi sanguinari mentre uno stato  non può permettersi di essere pazzo e sanguinario.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io penso anche che una  guerra non si dovrebbe fare neppure contro i soldati perché anche i soldati  spesso non sono che poveri cristi che si trovano un fucile in mano senza averne  voglia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il fatto che uno ci rimetta la vita non dovrebbe servire a  santificarlo ma dovrebbe far riflettere sul livello di disperazione che può  avere raggiunto nella sua vita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="wall_actual_text text_exposed"&gt; &lt;div class="wall_actual_text text_exposed"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; &lt;div class="wall_actual_text text_exposed" id="text_expose_id_49e88cb2e92e89389968799"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A me frega della vita anche degli  assassini, che lo facciano per un ideale o per interesse personale. E non mi  interessa solo per loro ma anche per la mia di vita. Se nego l'importanza della  vita degli assassini sto cominciando a negare l'importanza della mia di  vita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riguardo poi all'equiparare i nazisti con gli israeliani bisogna  osservare &lt;span class="text_exposed_show"&gt;che i nazisti non erano tutti pazzi  sanguinari ma semplicemente un popolo educato all'odio contro il diverso,  proprio come sta avvenendo in Israele adesso (o come succedeva in Sud Africa  durante l'apartheid). E la prima educazione all'odio è il cercare le colpe  dell'altro invece di cercare le sue ragioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="wall_actual_text text_exposed" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-8992159124721509736?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/8992159124721509736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=8992159124721509736' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/8992159124721509736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/8992159124721509736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/04/educazione-allodio-in-palestina.html' title='Educazione all&apos;odio in Palestina'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-1377503721284234087</id><published>2009-02-09T11:38:00.001+01:00</published><updated>2009-02-09T11:38:25.537+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Cespugli e politica futura</title><content type='html'>Veltroni cercando di mettere insieme exPCI ed exDC sta facendo proprio quello che viene auspicato da chi vuole eliminare i "cespugli" dalla scena politica.&lt;br /&gt;Il ridicolo è che quelli che hanno sempre denigrato il comunismo perché nei negozi trovavi solo un tipo di prodotto siano i primi ad auspicarlo non tanto per la carne in scatola ma per le idee.&lt;br /&gt;Se non ci sono più grandi personaggi politici un motivo c'è, e non ultimo sono proprio i sistemi elettorali che sono stati concepiti con il beneplacito di percentuali bulgare della popolazione che si è fatta abbindolare nei famosi referendum maggioritari.&lt;br /&gt;Ho drammaticamente l'idea che la situazione non sia ancora dolorosa ma che sia inevitabilmente compromessa e costretta a degenerare in una situazione molto dolorosa per la nostra società. C'è chi auspica il "tanto peggio tanto meglio", io invece non lo auspico ma lo prevedo e penso che il recupero di democrazia potrà avvenire solo attraversando un periodo molto ma molto doloroso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-1377503721284234087?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/1377503721284234087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=1377503721284234087' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1377503721284234087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1377503721284234087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/02/cespugli-e-politica-futura.html' title='Cespugli e politica futura'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-8579077475284866629</id><published>2009-02-07T18:26:00.003+01:00</published><updated>2009-02-07T18:43:14.513+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Dittatura bipolare</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Non condivido l'opinione che quella che governa l'Italia sia una democrazia, e già da parecchio tempo. Detto sinceramente penso che il primo passaggio verso la distruzione della democrazia sia stato l'abbandono del proporzionale. Come diceva Nanni Moretti penso che in qualsiasi democrazia probabilmente io sarei sempre all'opposizione, ma essere opposizione ad Andreotti aveva senso, esserlo a Belusconi lo ha molto meno. Parafrasando Saverio Borrelli, dall'opposizione temo si debba passare alla resistenza.&lt;br /&gt;Si sente dire che l'ultimo governo Prodi è caduto perché la rappresentatività "frazionata" è fonte di autodistruzione anzichè ricchezza propositiva di un governo per l'interesse di tutti i cittadini senza considerare che la rappresentatività è necessariamente frazionata se vuole essere tale, perché la realtà è frazionata. Altrimenti non è rappresentatività ma banalizzazione delle differenze.&lt;br /&gt;I governi Prodi sono caduti proprio perché ostaggi del malefico bipolarismo che porta ai ribaltoni. Non mi si dirà che il bipolarismo ha dato stabilità al paese, con i governi che cancellano a turno le scelte fatte dal governo precedente. Viene definita stabilità la permanenza al governo delle stesse persone per qualche anno come se questo bastasse a portare avanti politiche sociali ed economiche stabili. L'unica stabilità che il bipolarismo assicura è quella che permette ai governanti di assaltare la dirigenza nell'arco del mandato senza che nessuno li possa disturbare,  ma impedendo ai governanti più saggi di ragionare con una prospettiva più ampia. Quando c'era il proporzionalismo la stabilità era molto maggiore (chiedetelo ad Andreotti se si è mai sentito instabile), non tanto per le persone ma per le linee politiche e di governo e la instabilità residua presente era solo dettata da un altro bipolarismo (quello tra comunisti e anticomunisti) che impediva di avere coalizioni più ampie. Infatti quando Berlinguer e Moro stavano per scardinare questa iattura portando a compimento una evoluzione sociale e politica del paese che avrebbe permesso finalmente l'eliminazione dei residui fascisti dallItalia ci hanno pensato le Brigate Rosse con una anomala collusione da parte dei servizi italiani a bloccare tutto. E poco dopo il venerabile Gelli ha cominciato la sua opera che prima Cossiga e poi Berlusconi stanno portando a compimento riportando l'Italia alla dittatura.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-8579077475284866629?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/8579077475284866629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=8579077475284866629' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/8579077475284866629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/8579077475284866629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/02/dittatura-bipolare.html' title='Dittatura bipolare'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-3721149658898787148</id><published>2009-01-21T19:54:00.004+01:00</published><updated>2009-02-14T21:57:38.547+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='relazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comportamento'/><title type='text'>In cerca di Dio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le strade per arrivare ad un proprio concetto di Dio sono diverse e a volte anche contrastanti tra loro, ma penso che Dio sia come la Verità per Gandhi, tutti lo conoscono un poco ma nessuno lo conosce del tutto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per cui posso pensare a visioni diverse di Dio ma non penso di dover scegliere tra una delle visioni sul mercato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spesso si confonde la religiosità con la spiritualità. La religiosità riguarda la relazione con Dio, richiede l'esistenza di un interlocutore, e di una forma con cui comunicare. Se poi l'interlocutore è come l'amichetto immaginario che i bambini si inventano per avere compagnia poco importa.  La religione è semplicemente il linguaggio con cui si parla di e con Dio. E non esistono linguaggi giusti o linguaggi sbagliati. Se nascevo in Iran parlavo persiano, sono nato in Italia e parlo italiano. Non ha senso che mi metta a parlare in persiano in Italia. Forse se andassi a vivere in un paese islamico diventerei mussulmano con la stessa possibilità con cui mi metterei a parlare in arabo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Molte volte mi rendo conto che c'è poca riflessione sui gradi di possibilità. Alcune persone non riescono ad uscire dal dualismo vero-falso. Se hanno dei dubbi sull'esistenza di una cosa concludono che non esiste. Non so se il paradiso esiste. Sinceramente spero che esista e soprattuto che esista come vorrei io. Che fregatura se esistesse ma fosse in mano al "demonio" che manda a soffrire eternamente coloro che hanno voluto e fatto del bene in vita? Pensa se fosse una continuazione delle ingiustizie terrene! Quello che penso è che se c'è (e qualche lieve indizio si può trovare) ed è come vorrei io, allora forse sono fortunato, ma se non c'è vorrà dire che quello che ho fatto di bene è servito agli altri, ma a me a quel punto non cambia niente. Il bilancio è lo stesso positivo. La mia paura in effetti è che ci sia qualcosa dopo la morte ma che sia diverso e ben peggio di quello che mi aspetto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-3721149658898787148?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/3721149658898787148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=3721149658898787148' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3721149658898787148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3721149658898787148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/01/in-cerca-di-dio.html' title='In cerca di Dio'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-6941594700284504100</id><published>2009-01-18T13:20:00.003+01:00</published><updated>2009-01-21T19:51:12.566+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bisogni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comportamento'/><title type='text'>Cose che esistono e cose di cui si ha bisogno</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La buona notizia è che non ho bisogno di Berlusconi, la cattiva è che certe cose esistono anche se non ne ho bisogno.&lt;br /&gt;La cattiva notizia è che al buio la patata non si vede. La buona è che ci sono altri modi per trovarla.&lt;br /&gt;La cattiva notizia è che a volte sento il bisogno di un po' di gnocchi, la buona è che gli gnocchi esistono anche se non ne abbiamo bisogno.&lt;br /&gt;La cattiva notizia è che ci sono persone che pensano che ciò che esiste sia per soddisfare i loro bisogni, la buona è che le cose esistono a prescindere dai bisogni degli uomini.&lt;br /&gt;La cattiva notizia è che forse Dio ha bisogno degli uomini per realizzare il suo progetto, la buona è che Dio forse ne può fare a meno.&lt;br /&gt;La cattiva notizia è che ci sono persone che confondono Dio con la Chiesa, la buona è che Dio non ha bisogno della Chiesa per esistere.&lt;br /&gt;La cattiva notizia è che ci sono cose di cui abbiamo bisogno che non esistono, la buona è che esistono cose belle non solo per soddisfare i nostri bisogni,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo molto infantile la visione di Dio come risposta ad un bisogno. Dio non esiste per soddisfare un bisogno dell'uomo, eventualmente potrei pensare che l'uomo esiste per soddisfare un bisogno di Dio, sempre che Dio possa avere bisogni. Se esiste Dio, esiste perché esiste. E anche l'uomo. Al massimo Dio può esistere per soddisfare il bisogno di sapere, per spiegare la realtà, come il bosone di Higgs&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il bosone di Higgs è una particella che non è stata mai rilevata ma che permetterebbe di descrivere una teoria fisica compiutamente. Ma perché certi scienziati ritengono plausibile l'esistenza del bosone di Higgs che non è mai stato osservato e la cui esistenza è stata concepita per pura speculazione per dare spiegazione a certi comportamenti della materia altrimenti inspiegabili scientificamente e non ritengono plausibile l'esistenza di Dio che non è mai stato osservato ma che spiegherebbe molti fatti non altrimenti spiegabili scientificamente?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo di solito le persone hanno un concetto di Dio che è quello ricevuto nel catechismo da durante la loro infanzia o peggio nella sua deformazione ricevutane da persone che confondono Dio con la Chiesa.&lt;br /&gt;Ci sono persone che ce l'hanno con Dio perché ce l'hanno con le Chiesa. Un po' come se la gente dicesse che la Costituzione fa schifo perché c'è Berlusconi al governo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non viene fatto il passaggio da una immagine infantile e semplificata (e spesso semplicistica derivante da una deformazione magari anche interessata fatta dalla Chiesa) a comprendere cosa potrebbe essere veramente quel Dio di cui si sente parlare. Come se quelli che avevano un professore di fisica che spiegava male la fisica concludessero che le leggi della fisica sono sbagliate.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-6941594700284504100?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/6941594700284504100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=6941594700284504100' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6941594700284504100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6941594700284504100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/01/cose-di-cui-si-ha-bisogno.html' title='Cose che esistono e cose di cui si ha bisogno'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-6411927856031455492</id><published>2009-01-13T20:05:00.003+01:00</published><updated>2009-01-13T20:08:42.398+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terrorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Il lupo israeliano e il capretto palestinese</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Un branco di &lt;strong&gt;lupi israeliani&lt;/strong&gt; e un &lt;strong&gt;capretto palestinese&lt;/strong&gt; erano venuti presso il medesimo ruscello spinti dalla sete.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il branco dei lupi israeliani stava più in alto, il capretto palestinese molto più in basso. Allora il capo del branco di lupi israeliani cominciò a dire "Perchè tu vuoi attentare alla nostra esistenza con le tue corna?".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il capretto palestinese timoroso in risposta:" Come posso, di grazia, fare ciò di cui ti lamenti, oh lupo? Sto più in basso di te e se salissi da te arriverei già stanco e se anche provassi a darti una cornata, con le tue zanne e i tuoi artigli mi dilanieresti". Di fronte all'evidenza il capo dei lupi disse "Sei mesi fa dei capretti che stavo inseguendo mi hanno tirato una cornata". Rispose il capretto palestinese: "ma cosa ne posso io, che allora non ero neppure nato". Il capo dei lupi replicò ""Tuo padre, maledizione, mi ha fatto la cacca davanti, una volta che lo inseguivo". E così afferra il capretto palestinese e lo sbrana, banchettando con gli altri del branco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un po' più in là uno &lt;strong&gt;sciacallo statunitense&lt;/strong&gt; si rivolse ad un &lt;strong&gt;bufalo italiano&lt;/strong&gt; e gli disse "Il lupo ha proprio ragione, quel capretto era proprio pericoloso, il lupo ha fatto bene a difendersi" e si avvicinò al banchetto sperando che ne restasse anche per lui. Il bufalo italiano, a quel punto, si allontanò in silenzio pensando che in effetti le corna della capretta erano veramente troppo pericolose ma, sentendosi buono, se la capretta ne vesse avuto bisogno, una volta tornato, l'avrebbe sicuramente aiutata a rimettersi in piedi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-6411927856031455492?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/6411927856031455492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=6411927856031455492' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6411927856031455492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6411927856031455492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2009/01/il-lupo-israeliano-e-il-capretto.html' title='Il lupo israeliano e il capretto palestinese'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-6560571131558248166</id><published>2008-12-12T11:20:00.007+01:00</published><updated>2009-01-13T20:27:37.059+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eccellenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giovani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='relazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comportamento'/><title type='text'>Piove o c'è il sole?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nei giorni scorsi si sono tenute le prove dell'Olimpiadi dell'Informatica con l'incoraggiamento del Ministero per selezionare l'eccellenza tra gli studenti riguardo alle doti informatiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima prova recitava: "Si immagini che il tempo segua sempre questa semplice regola:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se oggi piove, allora domani ci sarà il sole.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sapendo che oggi piove, dire:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1. Come era il tempo ieri?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2. Che tempo farà domani?"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo te quale è la risposta giusta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La grande maggioranza degli studenti ha risposto che ieri c'era il sole e domani ci sarà il sole. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Però se è direttamente implicabile dalla premessa che domani ci sarà il sole, non altrettanto può avvenire per stabilire il tempo di ieri. L'unica cosa che si può desumere per certo è che ieri non pioveva perché altrimenti oggi ci sarebbe il sole. Solo se ci fosse una ulteriore regola aggiuntiva del tipo "Se non piove, allora c'è il sole" oppure "nel posto considerato o piove o c'è il sole ma non c'è nessun altro tipo di tempo" si potrebbe arrivare per il criterio del terzo escluso a concludere che c'è il sole, ma tale regola non viene fornita e quindi il fatto che non piova lascia possibili tutti gli altri tipi di condizioni meteorologiche come il cielo nuvoloso, la neve o quant'altro. Non basterebbe neppure una regola del tipo "Se oggi piove, allora domani ci sarà il sole, altrimenti ci sarà pioggia" per stabilire che ieri c'era il sole.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Visto da un punto di vista della logica booleana se chiamo P l'espressione "oggi piove" ed S l'espressione "domani c'è il sole" la regola che viene fornita dice semplicemente P=&gt;S che è equivalente a ~PvS o, per De Morgan, ~(P^~S). Se applico l'espressione ad oggi ottengo che dato che oggi piove P è vera a quindi P=&gt;S se S è vera e quindi domani c'è il sole. Se riferisco l'espressione a ieri, però, dato che oggi c'è il sole, rispetto a ieri l'espressione "domani c'è il sole" è falsa e quindi S è falso. Perché P=&gt;S sia vera deve essere P falso, per cui rispetto a ieri è falsa l'espressione "oggi piove". Da questo posso desumere che ieri non pioveva. Ma se ~P è vera non posso assolutamente concludere niente riguardo ad S (che per altro è una espressione sul clima di oggi, visto che riguarda il domani riferito a ieri) e men che meno posso dire qualcosa riguardo al clima di ieri se non escludere che piovesse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per cui la risposta corretta dovrebbe essere "ieri non pioveva e domani c'è il sole".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La cosa assurda è che è stata fornita dagli organizzatori come corretta la risposta "SOLE - SOLE".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E non è un errore di stampa perché nella correzione viene anche data la seguente spiegazione "Se ieri avesse piovuto, oggi ci sarebbe il sole; dato che oggi piove, ieri c'era il sole e altrettanto sarà domani."Mi sembra che questo errore sia veramente grossolano. Quando ho letto la domanda ho perfino pensato che fosse una bella domanda perché permetteva di rilevare quanto gli studenti siano in grado di distinguere la differenza tra falso e non vero. In altri termini per verificare la loro capacità critica, la capacità di un ragionamento un po' più raffinato della semplice alternativa secca.&lt;br /&gt;Negli anni scorsi ho rilevato che in un certo numero di domande c'erano delle forti ambiguità se non degli errori che in parte sono stati accettati (con relativo invio di nuove schede di correzione delle prove) mentre altri sono stati snobbati senza neppure dare una risposta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre però gli scorsi anni i problemi erano su prove complesse che potevano facilmente indurre in errore o che creavano margini di ambiguità molto forti, quest'anno il problema si è presentato in maniera eclatante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che considerazioni ho fatto da tutto ciò: prima di tutto che in Italia la selezione dei migliori viene fatta da persone che non ne hanno la competenza. In questo caso sono in buona parte professori universitari. Penso che non ci sia niente di scandaloso che nella preparazione di un test di questo genere ci possa essere una svista, quello che è grave è che non ci sia un controllo sufficiente da evitare la pubblicazione di tali errori. Ma se il nostro paese continua a lasciare delle persone non competenti a decidere cosa è meglio e cosa è peggio, primi tra tutti i politici, non c'è possibilità di redenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda considerazione è che a volte la logica binaria viene applicata veramente in maniera devastante nella nostra società per cui si arriva a concludere che se non piove allora c'è il sole, come se la realtà potesse sempre essere ridotta a due uniche alternative. Così ci troviamo sempre il mondo diviso in due opzioni delle quali la più assurda è quella tra destra e sinistra. Non voglio citare Gaber, ma fra un po' scopriremo che bisogna decidere se la pioggia è di destra e il sole di sinistra, "tertium non datur". Grazie e Dio il mondo è molto più variegato e multiforme e solo una visione del mondo ristretta o truffaldina può dividere le cose sempre e solo su due fronti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza cosiderazione è che i giovani di oggi, ma forse anche buona parte delle persone adulte, hanno una capacità critica veramente scarsa, si accontentano della prima risposta che viene alla prima senza distinguere correttamente le diverse situazioni per cui se non piove è ovvio che allora c'è il sole e che in fondo è la stessa dire che non piove o che c'è il sole. Provate a dirlo a chi dorme all'addiaccio se basta che non piova per stare al caldo. E su questo si basa l'azione di molti dei potenti di adesso che hanno capito che facendo un po' di confusione è facile prendere in giro le persone. Non serve rubare alle persone, è molto meglio turlupinarle e farsi dare i soldi direttamente da loro. Non serve costringere le persone a farsi ammazzare, basta fargli credere che è bello morire. E' forse quest'ultima cosa è stata la chiave di volta che ha fatto scoprire che è con una popolazione senza capacità critica è molto più facile raggirarli che costringerli. Se nella prima guerra mondiale la retorica ha provato a convincere gli italiani che era bello andare a morire per la Patria ma poi bisognava decimare i contadini (scarpe grosse e cervello fino) per "convincerli" a lanciarsi nella battaglia, Mussolini ha saputo prendere per i fondelli gli italiani a dovere con la propaganda di regime arrivando a fiaccare la loro capacità critica e convincendoli che anche l'Italia aveva bisogno di un impero. E adesso i degni eredi mediatici di Mussolini stanno applicando la cosa a larga scala. Se si riesce a convincere con la propaganda una persona a farsi spappolare dalle bombe, figurati quanto è molto più facile convincerla a farti regalare le sue compagnie di bandiera, i suoi acquedotti, le sue reti elettriche e ferroviarie, farsi dare i loro soldi per ingrassare i propri amici etc etc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultima considerazione. Negli episodi precedenti di questa saga italiana le persone si sono svegliate solo dopo aver sofferto morti e distruzioni ma poi si sono riassopite convinte di aver sconfitto la bestia. Questa volta cosa dovremo aspettare?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-6560571131558248166?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/6560571131558248166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=6560571131558248166' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6560571131558248166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6560571131558248166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/12/piove-o-c-il-sole.html' title='Piove o c&apos;è il sole?'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-9042637125419329244</id><published>2008-11-24T19:14:00.005+01:00</published><updated>2008-11-24T20:19:47.642+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terrorismo'/><title type='text'>Che fare?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Sempre più spesso ci sono persone che si domandano che fare per uscire dal vortice che sta facendo sprofondare la convivenza civile e sociale.&lt;br /&gt;Votare non ha più senso perché il consenso viene manipolato e stravolto per mantenere il potere da chi lo detiene, l'azione volontaria viene sfruttata per i fini più diversi, spesso di lucro, l'azione virtuale rimane inefficace.&lt;br /&gt;Il fatto è che penso che le popolazioni necessitino di livelli di attivazione molto significativi. Questi possono essere raggiunti per il dolore sofferto (come nel caso delle guerre) o per una pratica del conflitto che deriva da una capacità critica. Non auspicando la prima ipotesi che normalmente richiede un costo veramente alto, l'altra alternativa di trasformazione e miglioramento risulta la migliore. Ma se a questa si oppone la sterilizzazione della capacità critica l'unica possibilità che rimane è drammaticamente la prima.&lt;br /&gt;Proprio per questo, se si vuole evitare la sofferenza dell'esplosione violenta dei conflitti, bisogna abituarsi a praticare una capacità critica e ad affrontare i conseguenti conflitti, imparando possibilmente a gestirli e traformarli in maniera nonviolenta, che non vuole dire semplicemente simbolica.&lt;br /&gt;La sfida è tra accettare che certi pazzi che pensano di poter sfruttare sempre di più gli altri continuino ad anestetizzare la capacità critica altrui e nostra impedendoci di ribellarci fino a quando la sofferenza estrema farà esplodere violentemente il conflitto sociale e metterà a repentaglio la vita di tutti oppure cominciare ad agire per recuperare la capacità critica delle generazioni, riaddestrandoli anche al conflitto interpersonale e sociale. Per fare questo però bisogna risvegliare noi stessi dal torpore delle coscienze in cui siamo immersi ed aiutare gli altri a fare altrettanto sia sensibilizzandoli ma soprattutto mettendo in ballo la vita stessa nostra e degli avversari, non tanto insidiando la loro incolumità quanto coinvolgendoli anche emotivamente e fisicamente nella presa di coscienza delle conseguenze dei loro atti. Questo può avvenire tramite la cosiddetta "azione diretta", una pratica politica che viene messa in opera con strumenti anche molto diversi tra loro (da quelli violenti a quelli nonviolenti) e di cui però si sta perdendo la conoscenza.&lt;br /&gt;L'alternativa è lo scivolare verso un imbarbarimento dei disequilibri che si fermerà solo quando la sofferenza delle popolazioni le spingerà a ribellarsi, cosa che di solito è avvenuto in maniera violenta e cruenta.&lt;br /&gt;Non basta più mandare email o firmare petizioni e perfino fare scioperi di opinione o partecipare a cortei. Sono metafore conflittuali che hanno senso solo nella misura in cui le parti in gioco hanno coscienza dell'importanza di limitare sul piano simbolico lo scontro per fare in modo che il conflitto non abbia conseguenza nefaste per entrambe i contendenti. Ma in una società in cui l'ignoranza politica delle parti in gioco fa perdere la coscienza dell'importanza dei conflitti simbolici diventa del tutto superfluo rimanere su tale livello quando manifestazioni di centinaia di migliaia di persone vengono ignorate perché banalmente non creano nessun problema, neppure alla semplice possibilità di spostamento dell'avversario o gli scioperi non intaccano di un pelo il suo portafoglio.&lt;br /&gt;"Azione diretta" non è solo il terrorismo o lo violenza dei black block, ma può essere il blocco dei treni che portano armi o anche solo il blocco delle sfilate di auto blu ad inaugurazioni o cerimonie.&lt;br /&gt;Se i potenti pensano di poter ignorare gli altri uomini saranno gli altri uomini che dovranno farsi prendere in considerazione e se non si riuscirà a fare ciò con strumenti efficaci ma incruenti basterà aspettare per vedere scorrere il sangue. Cossiga, il più squallido rappresentante del potere, docet.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-9042637125419329244?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/9042637125419329244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=9042637125419329244' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/9042637125419329244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/9042637125419329244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/11/blog-post.html' title='Che fare?'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-3341619491272385434</id><published>2008-11-14T14:22:00.003+01:00</published><updated>2008-11-14T14:25:09.257+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><title type='text'>Lotta di classe</title><content type='html'>Ma in uno stato in cui si riconosce l'abuso da parte dello stato stesso e allo stesso tempo non lo si persegue la situazione è peggiore che in uno stato in cui l'abuso viene nascosto (magari con vergogna o anche solo perché ritenuto inaccettabile).&lt;br /&gt;L'arroganza del potere che dice alle persone "io faccio quello che voglio di voi" è una sfida bella e buona che se non trova una risposta diventa una conferma.&lt;br /&gt;Ma la risposta dubito che ci sarà.&lt;br /&gt;Dopo tanti anni abbiamo un governo che ha messo in atto la lotta di classe. Le classi alte sono partite all'attacco delle classi basse. Non avendo la forza dei numeri usano la forza del potere ed economica. Da centinaia di anni i ricchi hanno contrastato con un po' di vergogna l'attacco dei poveri che chiedevano giustizia. Adesso lo scenario si è ribaltato. Senza più alcun richiamo etico i ricchi e forti stanno cercando di ripristinare il loro dominio assoluto sui poveri e deboli.&lt;br /&gt;E non trovando alcun tipo di risposta procedono nella direzione del soggiogamento più completo dei loro sudditi e a breve schiavi.&lt;br /&gt;La nonviolenza potrebbe impedirglielo, ma per far questo servirebbe una coscienza che non c'è.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-3341619491272385434?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/3341619491272385434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=3341619491272385434' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3341619491272385434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3341619491272385434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/11/lotta-di-classe.html' title='Lotta di classe'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-4649911471916519386</id><published>2008-09-29T15:51:00.004+02:00</published><updated>2008-10-01T12:05:19.958+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Mario Segni e il sistema elettorale</title><content type='html'>Mario Segni, nume tutelare e promotore dei famosi questiti referendari tramite i quali più del 90% delgi italiani si sono fatti prendere per i fondelli negli anni '90, regalando ai gerarchi dei partiti i meccanismi elettorali, ha scritto una lettera al Corriere della Sera del 15/9/2008 per protestare perché veniva riferito che Chicchitto, altro bell'esempio di politico italiano, aveva difeso il sistema elettorale senza preferenze usando gli argomenti usati da Segni ai tempi dei referendum elettorali. E' dal 90 che mi domando se Segni ha dei notevoli problemi di capacità logico formale, come sembrerebbe osservando la sua "folgorante" carriera politica, o se fa finta di essere stupido per prendere meglio per i fondelli la gente. Infatti, nonostante sia più che evidente ormai a tutti che il sistema dei collegi uninominali, soprattutto nella realtà italiana, è stato il meccanismo tramite cui la casta ha eliminato ogni tipo di realtà estranea ai partiti, imponendo i notabili nei collegi blindati e mandando allo sbaraglio, e quindi screditandoli, nei collegi impossibili i rappresentanti della "società civile", e nonostante sia evidente che il sistema di elezione comunale, notevolmente peggiorato con i sistemi regionali, per quanto teoricamente valorizzi le capacità delle persone, in pratica nelle mani dei partiti è stato utilizzato semplicemente per impossessarsi del potere da parte di bande d'affari senza più la minima prospettiva a lungo termine se non quella di arraffare il più possibile nei cinque anni di mandato, sperando al ciclo successivo di non dover lasciare il campo alla banda avversaria, Mario Segni scrive: "Punto centrale di tutta la campagna referendaria fu la rivendicazione del diritto dei cittadini, contro lo strapotere dei partiti. Gli strumenti con cui raggiungemmo l'obiettivo furono il collegio uninominale all'inglese, cancellato dalla legge Calderoli, e l'elezione diretta del sindaco e del governatore."&lt;br /&gt;Il sistema di Calderoli fa veramente schifo, ma ha almeno ridato alle persone la possibilità di far contabilizzare la propria posizione. Ovviamente ciò non modifica la spartizione del potere tra i partiti, visto che la determinazione dei posti non ha quasi relazione alcuna con il voto espresso tra premi e soglie, ma per lo meno ha reso le elezioni una curiosa notazione sociologica, un esercizio di espressione sociale che permette di comprendere quanto sia lontano il volere dei cittadini da coloro che gestiscono il potere, cosa che il sistema a collegio uninominale aveva cancellato lasciando solo la possibilità in poche decine di collegi di sceglire tra il marcio e la muffa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-4649911471916519386?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/4649911471916519386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=4649911471916519386' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/4649911471916519386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/4649911471916519386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/09/mario-segni-e-il-sistema-elettorale.html' title='Mario Segni e il sistema elettorale'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-8671811381284400421</id><published>2008-09-12T14:52:00.006+02:00</published><updated>2009-01-13T20:29:30.853+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='relazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comportamento'/><title type='text'>Logica bipolare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ho una maledizione di trovarmi sempre di fronte a persone con logica a due valori: vero/falso, buono/cattivo, giusto/sbagliato, bello/brutto, andare/venire, assieme/separati per finire con sinistra/destra, fascista/antifascista .... che tralascia tutta l'infinità di posizioni intermedie.&lt;br /&gt;Penso sia un aspetto proprio della nostra società che ha la sua piena esplicitazione nella logica digitale binaria. Non è una questione di rigidità quando parlo di bianco e nero.&lt;br /&gt;Il ragionamento bipolare leva le sfumature ma non ha necessariaemnti legami con la rigidità. Si può essere bipolari e flessibili o "mediani" e inflessibili. Bipolare e flessibile può significare che se non riesco ad ottenere quello che desidero, che voglio, che mi spetta allora rinuncio a tutto e mi ritiro in buon ordine. Mediano e inflessibile può significare decidere una posizione e non mollarla per niente al mondo, duri e puri senza chiedere niente di più e niente di meno di quello che si vuole.&lt;br /&gt;Entrambe gli atteggiamenti possono avere aspetti negativi, decisamente più il primo che il secondo.&lt;br /&gt;Non è detto che l'ideale sia essere mediani e flessibili, anche quella è un'altra possibilità con rischi. Forse la cosa migliore è avere una metaflessibiltà, cioé essere flessibili tra le diverse intersezioni di bipolarità e flessibilità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-8671811381284400421?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/8671811381284400421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=8671811381284400421' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/8671811381284400421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/8671811381284400421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/09/logica-bipolare.html' title='Logica bipolare'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-1695965751059715686</id><published>2008-08-10T12:51:00.004+02:00</published><updated>2008-08-10T12:57:49.187+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Sinergie</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Visitando il Museo del Mare di Genova fa bella mostra di sé l'Affresco di Renzo Piano che prevede la completa ristrutturazione dell'area a mare di Cornigliano. In questo periodo si sta anche valutando come utilizzare le aree dell'ILVA dopo la loro trasformazione.&lt;br /&gt;In ogni caso da nessuna parte si sente parlare di un intervento che ad un costo bassissimo potrebbe dare un notevole vantaggio alla città. Nella ridistribuzione degli spazi dell'ILVA sarebbe possibile realizzare con un costo minimo un collegamento ferroviario diretto all'Aereoporto.&lt;br /&gt;Un tale minimo intervento, fattibile senza interferire con nessuna attività attualmente esistente, integrandosi con la ristrutturazione del nodo ferroviario genovese, consentirebbe di integrare l'Aereoporto di Genova nella rete degli aeroporti "milanesi" con tempi di collegamento con mezzi pubblici paragonabili a quelli di Malpensa e Orio al Serio, soprattutto se si arriverà alla realizzazione della nuova linea veloce di valico, ma con una minore vulnerabilità meteotologica dello scalo ligure. Se treni Milano-Genova concludessero la corsa all'aereoporto la disponibilità di voli su Genova potrebbe aumentare notevolmente e ciò renderebbe ragionevole un incremento di corse tra le due città.&lt;br /&gt;Un analogo intervento all'Aeroporto di Pisa, che lo collega ogni mezz'ora al centro di Firenze in un'ora, lo ha fatto diventare uno dei più importanti scali aerei italiani, creando una sinergia che ha fatto convergere su Pisa investimenti e servizi.&lt;br /&gt;A volte basta poco per ottenere molto. Dipende se l'interesse che spinge è o no il bene comune.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-1695965751059715686?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/1695965751059715686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=1695965751059715686' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1695965751059715686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1695965751059715686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/08/sinergie.html' title='Sinergie'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-6440872118758594971</id><published>2008-08-10T12:30:00.004+02:00</published><updated>2008-08-10T12:58:29.502+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><title type='text'>Mani alzate</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Purtroppo la distanza non mi permette di partecipare alle azioni della Campagna No Dal Molin e mi devo limitare a leggere i resoconti altrui.&lt;br /&gt;Se da una parte trovo molto valido il cammino che la Campagna contro il Dal Molin sta facendo, mettendo in campo azioni non solo simboliche ma vere Azioni Dirette Nonviolente (ADN) con creatività e determinazione, ho delle perplessità su alcune modalità di azione.&lt;br /&gt;Non so che formazione abbiano avuto le persone che partecipano all'azione, so solo che hanno fatto formazione anche con persone ritenute molto esperte riguardo all'ADN, ma mi pare di vedere ugualmente delle modalità su cui si è riflettuto poco.&lt;br /&gt;Partendo dal resoconto dell'ultima azione di blocco della stazione di Vicenza a conclusione della fiaccolata, se da una parte è molto valida l'azione"situazionista" che raggiunge lo scopo arrivando a occupare i binari per una via secondaria rispondendo dinamicamente alla struttura militare (e quindi statica) delle foze dipolizia, ecco riapparire la mani alzate durante la manifestazione.&lt;br /&gt;La prima volta che sono apparse è stato in una data decisamente infausta, il G8 di Genova. Non so in allora chi ebbe l'idea di andare incontro alla polizia a mani alzate (a volte dipinte di bianco). Avvenne in Piazza Manin dove coloro che facevano riferimento alla nonviolenza che non avevano però avuto nessuna preparazione all'ADN vennero spazzati via dalla violenza di blackblock e polizia. Avvenne durante il corteo del giorno successivo dove vecchi e bambini furono minacciati e colpiti da agenti senza più nessun controllo. Non avvenne in Piazza Portello dove invece altri gruppi con una esperienza di ADN che avevano anche fatto formazione sul tema hanno tenuto l'unico blocco totale che ha avuto successo per tutta la giornata senza subire la violenza né dei black block né della polizia. Se si è vissuto e si studiano le ADN, risulta evidente che il segnale delle mani alzate è un segno di sottomissione che ha lo scopo di disinnescare la violenza di chi attacca se questo ha specularmente paura della violenza che potrebbe subire. Nello scontro in cui le braccia (e le armi) si protendono contro l'altro, il segnale delle mani alzate significa "non ho più intenzione di farti del male", e questo leva il motivo all'attaccante di continuare la sua azione violenta. Nel caso dell'ADN, però, la lettura è del tutto opposta. Nell'ADN chi attacca in maniera violenta non deve sentirsi minacciato da chi fa l'azione e se lo fa è su istigazione o magari sotto l'effetto di alternazioni psicologiche. In ogni caso non c'è inibizione della violenza a causa della paura di subire violenza, ma per una alterazione del rapporto vittima carnefice. Alzare le mani in un caso simile vuol dire riconoscere all'altro, a chi sta facendo violenza, il pieno potere su chi alza le mani, una rinuncia alla propria dignità e ai propri diritti, un affidarsi completamente, come animale sacrificale, all'arbitrio dell'altro. Se invece le mani vengono alzate da una folla che avanza, poi, questo segnale viene trasformato in un segno di minaccia, perché avanzare con le mani alzate contro e non semplicemente verso l'altro trasforma il segnale inibitore della violenza in un segnale di minaccia, rendendolo quindi ambiguo e in altre situazioni non più efficace per inibire la violenza. Altre sono le posture e gli atteggiamenti da tenere durante l'ADN. Ognuna ha un suo significato ed effetto ed è importante tenerne conto e per lo meno avere l'attenzione di riflettere sugli errori passati per evitarne in seguito. L'ADN può avere una componente di sacrificio dove si può anche prevedere di subire violenza, ma deve essere una cosa previste e a cui si è preparati (e non penso che i bambini e le nonne di Vicenza prevedessero di ricevere delle manganellate). Altrimenti si rischia quello che forse è stato il più devastante effetto a catena del G8 di Genova, l'allontanarsi delle persone dall'azione per la paura di trovarsi in situazioni in cui non ci si sente preparati. Adesso la paura dell'imposizione nella vita dei cittadini come a Vicenza, in Valsusa o in altre parti ancora ha nuovamente risvegliato dopo anni la consapevolezza della necessità dell'azione diretta, ma bisogna fare attenzione a non farla svanire sotto le manganellate della polizia.&lt;br /&gt;Penso sia importante riflettere anche sulle modalità concrete di azione. Facendo formazione all'ADN si cerca di solito di affrontare in maniera ragionata anche sugli aspetti psicologici e relazionali perché ne sono componente essenziale. Sicuramente negli ultimi anni il tema della formazione all'ADN e ancor più della formazione dei formatori non è stato affrontato correttamente. Ancora di più quello della relazione tra formazione e ADN. Penso sia importante invece riprenderlo per dare piena efficacia all'ADN come strumento di lotta politica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-6440872118758594971?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/6440872118758594971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=6440872118758594971' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6440872118758594971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6440872118758594971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/08/mani-alzate.html' title='Mani alzate'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-5254480519176815143</id><published>2008-05-16T15:27:00.007+02:00</published><updated>2008-09-30T19:46:11.359+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giovani'/><title type='text'>Passare all'azione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mi domando cosa ancora dovremo aspettare, noi persone che abbiamo a cuore i diritti e la giustizia, prima di passare all'azione.&lt;br /&gt;E quando parlo di passare all'azione non mi riferisco all'azione politica o all'azione culturale, ma mi riferisco all'azione diretta, quella nonviolenta. Sempre che si abbia chiara la differenza tra le prime e la seconda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I razzisti e gli sfruttatori, sentendosi anche le mani slegate dalla tornata politica nazi-fascista che sta avanzando non aspettano a passare all'azione diretta, bruciano campi nomadi, ammazzano ragazzi col codino, fanno ronde coi bastoni. Noi continuiamo a parlare di come fare, facciamo analisi, ci indignamo. Ma poi facciamo banchetti, petizioni, firmiamo appelli per chiedere ad altri di agire, ma non agiamo. Aspettiamo che siano le istituzioni a dare delle risposte, e queste, al contrario, con la loro impotenza o la loro connivenza, fanno sentire quelli sempre più con le mani slegate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà che De André cantava&lt;br /&gt;"Lottavano così come si gioca&lt;br /&gt;i cuccioli del maggio, era normale,&lt;br /&gt;loro avevano il tempo anche per la galera&lt;br /&gt;ad aspettarli fuori rimaneva&lt;br /&gt;la stessa rabbia la stessa primavera..."&lt;br /&gt;ma noi siamo senza più "cuccioli" che hanno il tempo anche per la galera. Li abbiamo lasciati fagocitare dalle curve ultras per cercare uno scontro che in famiglia non c'è più, li abbiamo lasciati educare dalla tv di Sgarbi e del Grande Fratello "che oggi sono stanco e non ho voglia di problemi", li abbiamo lasciati dormire nelle loro stanzette "meglio lì che per strada".&lt;br /&gt;Oltre una certa età si riescono a organizzare conferenze e partiti ma per l'azione diretta serve energia, serve intraprendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ci siamo fatti terra bruciata dietro, e continuiamo a parlare di come fare, facciamo analisi, ci indignamo. E poi facciamo banchetti, petizioni, firmiamo appelli per chiedere ad altri di agire, ma non agiamo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per un po' ho sperato che i giovani non venissero alle nostre riunioni perché avevano le loro, e mi sono messo a cercarli, ma non li ho trovati, se non rare perle. Non penso che si nascondano, lo spererei.&lt;br /&gt;Li abbiamo abbandonati nella loro precarietà che li incattivisce e li rende cinici senza riuscire ad essere credibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se non ci sono i giovani ad agire (o se ci sono, sono a rompere e spaccare) chi altri potrà agire?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come i lillipuziani di piazza Manin che alzavano le mani sperando che la polizia li difendesse dal black block ci arrendiamo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vedo bigia!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-5254480519176815143?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/5254480519176815143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=5254480519176815143' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5254480519176815143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5254480519176815143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/05/passare-allazione.html' title='Passare all&apos;azione'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-6535639629772843512</id><published>2008-05-01T11:51:00.005+02:00</published><updated>2008-07-30T14:29:33.181+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='privacy'/><title type='text'>Dimmi quanto dichiari e ti dirò chi sei</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Beppe Grillo ha definito quello di Prodi "governo degli imbelli, presuntuosi e deficienti" perché ha messo sul web, come atto finale prima di lasciare il posto al governo Berlusconi, i redditi dichiarati da tutti i contribuenti. Penso che l'ultimo governo Prodi sia stato forse l'unico (e l'ultimo) governo che negli ultimi anni ha provato a dare un senso alla parola legalità. E la legalità deriva per prima cosa dalla trasparenza, molto più che dalla repressione.&lt;br /&gt;Appena è stata fatta una legge per la trasparenza, subito è stata annullata dall'ipocrisia della cosiddetto diritto della privacy.&lt;br /&gt;Sono convinto che nella convivenza non è col segreto che si difendono i diritti (sempre che sia un diritto diventare ricchi, anzi ricchissimi) ma facendo in modo che nessuno abusi delle informazioni.&lt;br /&gt;In Italia abbiamo degli amministratori geniali che, come a Genova, per evitare gli incidenti alle moto su un tratto di strada, invece di evitare le cause degli incidenti proibiscono il transito alle moto. Come dire che per evitare gli incidenti stradali basta proibire la circolazione o per evitare le morti sul lavoro basta evitare di lavorare. Così per evitare che si abusi delle informazioni sensibili basta permettere di nascondere le informazioni, anche se poi le uniche informazioni che rimangono veramente nascoste, più che quelle dicibile sono soprattutto quelle indicibili, perché di solito le altre, se si hanno i soldi, basta comprarle.&lt;br /&gt;Così io non posso utilizzare un indirizzario raccolto informalmente per informare delle iniziative politiche di una associazione o di un gruppo, ma in compenso il mio indirizzo può essere comprato da una banca a cui sono costretto a dare l'assenso per poter aprire il conto senza il quale nessuno può più scambiare un soldo. Io non posso sapere i dati che permettono al figtlio del notaio di passare avanti a mio figlio nella graduatoria dell'asilo, ma posso ricevere ogni sabato due o tre telefonate con l'operatore che mi dice "Lei è il signor Carlo? vorrei proporle una offerta".&lt;br /&gt;Ma la cosa più "anomala" è che Grillo, il paladino della trasparenza, si inalberi perché sul web è possibile sapere che guadagna 4 milioni di euro. Quando ero consigliere comunale c'erano leghisti che facevano gli spedizionieri che denunciavano redditi da fame pur avendo cellulari e macchinoni ma si scandalizzavano che gli zingari potessero avere il telefonino pur essendo poveri, cosa che, secondo loro (i leghisti), testimoniava della loro (degli zingari) vita illegale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-6535639629772843512?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/6535639629772843512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=6535639629772843512' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6535639629772843512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6535639629772843512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/05/dimmi-quanto-dichiari-e-ti-dir-chi-sei.html' title='Dimmi quanto dichiari e ti dirò chi sei'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-2992936908546196373</id><published>2008-04-28T14:07:00.005+02:00</published><updated>2008-09-12T15:12:32.705+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='uguaglianza uomo donna'/><title type='text'>Ecologia, nonviolenza e femminismo?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nelle settimane scorse si è messo in moto un processo che ha portato alla formazione di una "RETE di donne e uomini per l'ECOLOGIA, il FEMMINISMO, la NONVIOLENZA".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con tutto il rispetto per le femministe, le prime due discriminanti della rete mi trovano affine, direi quasi che mi attirano, ma la terza mi trova parecchio distante. Non sono e non intendo diventare femminista come non sono e non intendo diventare maschilista o calvista o occhio celestista, anche se nelle categorie dei maschi, dei calvi e dei cerulei io rientri a tutti gli effetti perché non trovo corretto discriminare, cioé distinguere, trattare diversamente, le persone sulla base delle loro caratteristiche fisiche. Lascio a voi definire la discriminazione basata su aspetti fisici. Con questa frase mi attirerò sicuramente le ire e l'indignazione di molti, ma non vorrei che questa mia affermazione venisse presa come una provocazione o peggio come una battuta. Non voglio negare le differenze, non voglio negare che nella nostra società vi siano discriminazioni sulla base delle caratteristiche fisiche, siano esser il colore della pelle o il sesso, ma anzi proprio per questo vorrei evitare di confermare queste anomalie pensando di contrastarle. Mi risulta ovvio che in questo frangente culturale la difesa dei diritti delle donne è ancora, e forse ancora di più, una questione cruciale, ma, come esempio per farmi capire, trovo aberrante che i Comuni, anche dietro spinte femministe, attuino"politiche di sostegno alle madri" invece che "politiche di sostegno ai genitori" principalmente perché trovo ghettizzante dare anche nel linguaggio per scontato che sia la donna ad essere aiutata, confermando implicitamente il pensiero che la cura dei figli è esclusiva competenza delle donne. E quando l'ho fatto notare ad agguerrite femministe neppure si rendevano conto che difendendo i diritti delle donne in quella maniera invece che difendendo i diritti di quelle donne in qualità di genitori realizzavano ciò contro cui loro lottavano. Se penso che nonviolenza ed ecologismo sono due facce delle stessa medaglia, non altrettanto penso riguardo alle prime due e il femminismo, mi limito a pensare alle diversità che all'interno della nonviolenza ci sono sempre state sul tema dell'aborto. Può esserci un femminismo nonviolento come può esserci una anarchia nonviolenta, ma dare per scontata la contiguità mi pare foriero di difficoltà notevoli in futuro. Vado a prendere e portare i miei figli, faccio da mangiare alla famiglia, mi prendo cura della casa regolarmente ma non sono femminista, come pure vado a lavorare, col mio stipendio contribuisco a mantenere la famiglia, guido la macchina ma non sono maschilista e mi chiedo se anche questa volta mi troverò ad essere un border line, né carne né pesce, mezzo adepto e mezzo rinnegato perché non aderisco a tutte le etichette in cui vengono ristretti i processi politici da chi lancia gli appelli? Mi dispiacerebbe molto anche perché tutto ciò che è scritto nel documento di lancio della Rete lo condivido pienamente, anche l'intenzione di essere contro il maschilismo. :-)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-2992936908546196373?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/2992936908546196373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=2992936908546196373' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2992936908546196373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2992936908546196373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/04/ecologia-nonviolenza-e-femminismo.html' title='Ecologia, nonviolenza e femminismo?'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-2746260811081606540</id><published>2008-04-18T16:45:00.003+02:00</published><updated>2008-05-03T14:54:55.491+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><title type='text'>Insulti nonviolenti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Uno dei più attivi propugnatori della nonviolenza, il "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo, nel suo bollettino telematico quasi quotidiano ha apostrofato in un suo scritto (&lt;a href="http://lists.peacelink.it/nonviolenza/2008/04/msg00030.html"&gt;http://lists.peacelink.it/nonviolenza/2008/04/msg00030.html&lt;/a&gt;) coloro che pur richiamandosi alla nonviolenza hanno continuato a suggerire di votare per i partiti della sinistra nonostante questi avessero in passato anche votato a favore del finanziamento delle missioni militari all'estero, arrivando a prendersela con chi.&lt;br /&gt;Devo confessare che la cosa mi ha disturbato, e non poco. Non tanto per i contenuti, che posso in buona parte condividere, quanto soprattuto per i modi, che ritengo decisamente poco nonviolenti.&lt;br /&gt;E dico poco nonviolenti non tanto per gli insulti coloriti di cui è infarcito il messaggio (sono abbastanza grande da non turbarmi troppo a sentire apostrofare altre persone con parole come razzista, prostituto, presuntuoso, imbecille, mascalzone, laido, buffone per quanto le trovi decisamente poco nonviolente) quanto per il fatto che questi insulti sono rivolti anche a persone di cui non si condivide l'operato ma che, almeno in teoria, condividono gli scopi politici dichiarati da Sini. Figuriamoci cosa poteva essere detto dei nemici (pardon avversari).&lt;br /&gt;Questo linguaggio nei confronti di chi fino a pochi giorni prima era compagno di strada ma che ha fatto scelte diverse sul piano politico sono il migliore viatico al deserto e alla distruzione. Ciò che ancora più mi ha disturbato è che queste parole siano venute da una persona che per molti aspetti è un punto di riferimento sulla nonviolenza, una persona che fino a non molto tempo fa sapeva dire con molta dignità anche al più duro avversario le cose senza mai cadere nell'offesa ma rimanendo sempre sul piano dei fatti.&lt;br /&gt;Non so se anche io rientro tra i destinatari degli insulti di Sini, visto che mi interesso di formazione alla pace e alla nonviolenza e in alcuni casi anche dalla cattedra, ma non è per fatto personale che parlo. A me interessa che dopo essere tutti insieme riusciti a cancellare ciò che restava di una rappresentanza istituzionale, invece che tirare fendenti agli altri altrettanto moribondi si cerchi insieme non tanto di capire gli errori degli altri, ma i propri errori, cercando, ognuno con le proprie convinzioni, di trovare delle strategie condivisibili dai più per recuperare una rappresentanza politica non fatta tanto di persone ma di credibilità.&lt;br /&gt;Potrei anche io elencare un necrologio di attività politiche e di "vittorie" sul campo conquistate quando altri erano a disquisire sul sesso degli angeli, ma non penso sia necessario. Serve invece che chiunque abbia qualcosa da dire possa sentirsi libero di farlo senza rischiare le reprimenda e gli insulti di noi "vecchie cariatidi della nonviolenza". C'è nessuno che si è accorto che contrariamente a tutti gli anni passati i voti alla Camera sono ancora più reazionari e fascisti di quelli del Senato? Vogliamo continuare a parlare tra di noi vecchi babbioni dicendoci quanto siamo bravi e quanto sono coglioni tutti gli altri o vogliamo provare a riprendere a parlare con i giovani, sempre meno presenti alle varie manifestazioni, assemblee ma anche azioni dei nonviolenti? Anche per questo mi dedico alla formazione in tutte le possibili forme.&lt;br /&gt;Mi farebbe piacere se democraticamente e nonviolentemente queste righe finissero anche nel notevole flusso di informazioni veicolate dal "Centro di ricerca per la pace" per cercare di riportare la dialettica almeno all'interno degli amici della nonviolenza a livelli più confacenti ai suoi principi. In ogni caso spero che altri si attivino per recuperare una capacità di collaborazione tra diversi che il messaggio di Sini, secondo me, mette pesantemente in dubbio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-2746260811081606540?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/2746260811081606540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=2746260811081606540' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2746260811081606540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2746260811081606540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/04/insulti-nonviolenti.html' title='Insulti nonviolenti'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-5431795692059075768</id><published>2008-04-18T16:37:00.004+02:00</published><updated>2008-05-03T14:50:50.058+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Così imparano!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mi stupisce leggere in alcuni messaggi di elettori di sinistra delle frasi riferite ai politici della sinistra del tipo "SI SONO scavati la fossa con le loro mani" invece che "CI HANNO scavato la fossa con le loro mani", come se quello che è successo riguardasse solo le vite personali e le carriere dei politici trombati.&lt;br /&gt;In molti messaggi, soprattutto di chi si è astenuto, si leggono frasi come se fossero di persone che stanno osservando la terra dalla luna, dispiaciute che gli italiani abbiano la sfortuna di trovarsi con un governo come quello attuale, disquisendo su chi è colpevole di questo increscioso fatto ma quasi come se le conseguenze di quello che gli italiani (e non solo i loro politici) hanno fatto non riguardino chi parla.&lt;br /&gt;Io probabilmente ho un senso di responsabilità troppo sviluppato, ma se mi vado a schiantare contro un muro con la macchina guidata da un ubriaco senza aver evitato che lui guidasse me la prenderei con me stesso per non avergli impedito di guidare anche se ho provato a farlo e tutto rotto e grondando sangue mi consolerei molto poco (sempre che non sia già morto) a pensare "così il guidatore impara!".&lt;br /&gt;Penso che sia necessario cominciare a pensare delle strategie efficaci (e non solo desiderabili) che permettano a noi tutti di recuperare la possibilità di scegliere sul nostro futuro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-5431795692059075768?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/5431795692059075768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=5431795692059075768' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5431795692059075768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5431795692059075768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/04/mi-stupisce-leggere-in-alcuni-messaggi.html' title='Così imparano!'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-722287226442366667</id><published>2008-04-11T19:12:00.004+02:00</published><updated>2008-04-12T14:28:35.217+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><title type='text'>Al non voto, al non voto, o no?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nei giorni subito prima delle elezioni è girato sulle mailing list movimentiste, tendenzialmente "di sinistra", un messaggio che invitava con dovizia di particolari come non votare, facendolo anche verbalizzare al seggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il messaggio che invitava a non votare era del fantomatico "rf" e proviva da un indirizzo di numerica.it .&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Provando a visitare il sito &lt;a href="http://www.numerica.it/"&gt;http://www.numerica.it/&lt;/a&gt; si poteva notare molte cose interessanti. La prima era che "numerica" è una agenzia pubblicitaria. La seconda è che si veniva rimandati su un portale nel quale le pubblicità erano preponderantemente schierate per lo schieramento di centro destra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Penso che coloro che hanno intenzione di non votare dovrebbero dedicare un po' di tempo ad iscriversi alle mailing list berlusconiane, casiniane, finiane e storaciane e cercare di convincere dell'utilità del non voto anche i lettori di quelle liste. Farebbero due opere meritorie: una, dal loro punto di vista, di aumentare il numero di non votanti che mettono in discussione il sistema, e l'altra di ridurre il rischio di far eleggere come governo uno ancora peggiore di quello messo in piedi da una ipotetica coalizione Bertinotti/VW.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa volta il solerte "rf" si è dimenticato di dissimulare il suo indirizzo, cosa che probabilmente eviterà la prossima volta. Resta il fatto che conviene sempre essere come agnelli in mezzo ai lupi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-722287226442366667?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/722287226442366667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=722287226442366667' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/722287226442366667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/722287226442366667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/04/al-non-voto-al-non-voto.html' title='Al non voto, al non voto, o no?'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-288472166277062102</id><published>2008-04-11T19:04:00.004+02:00</published><updated>2008-04-11T19:11:18.602+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adolescenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giovani'/><title type='text'>I giovani e gli adulti non credibili</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'altra sera abbiamo visto con altri genitori il film "Caterina va in città". In effetti il film mi ha stimolato non poco pur avendolo già visto pochi mesi fa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un po' perché in qualità di professore mi sono immedesimato in molte situazioni del protagonista (anche se spero di non avere un comportamento così odioso come il suo) mi sono sentito interrogato su che tipo di adulto sono io.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A volte mi pare di aver visto negli occhi di mia figlia la stessa espressione tra il preoccupato e l'interrogativo che ha Caterina. Quando ero adolescente i miei genitori erano degli "antagonisti" contro i quali mettermi alla prova. Delle roccie (forse molto di meno di quello che mi apparivano) difficilmente scardinabili. Non mi sono mai posto il dubbio che fossi io a dover dar loro aiuto, a dovermi fare carico delle loro difficoltà, anche perché non sentivo da parte loro l'intenzione di aiutarmi. Ne avevo abbastanza di pensare che io dovevo "difendermi" da loro e dalle loro decisioni per me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Invece i giovani di adesso si trovano a non percepire più i genitori come antagonisti e quindi si trovano spiazzati a pensare che dovrebbero aiutarli, anche a superare le loro incapacità, pur non sentendosi in grado di farlo. E penso che questo crei in loro un senso di impotenza che va a sommarsi col senso di incertezza per il loro futuro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In fondo i giovani non trovando più degli antagonisti negli adulti non riescono più a riconoscere in loro delle persone di riferimento. Non sono più il loro opposto, tramite il quale identificarsi, ma non sono neppure la loro guida. Li guardano con sufficienza, sentendoli ancora più incapaci di loro stessi. Non li trovano più credibili ... e si sentono persi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-288472166277062102?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/288472166277062102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=288472166277062102' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/288472166277062102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/288472166277062102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/04/i-giovani-e-gli-adulti-non-credibili.html' title='I giovani e gli adulti non credibili'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-8738724449372226943</id><published>2008-04-11T18:56:00.003+02:00</published><updated>2008-04-11T19:03:52.675+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Votare?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Suppongo che andrò a votare ma non so ancora per chi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Penso che il mio voto non sposti una virgola e quindi ha senso scervellarsi per scegliere cosa votare solo se si intende convincere altri a fare la stessa propria mossa. Per altro per fare questo bisogna avere almeno una idea di quel che si pensa sia meglio fare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una certezza che ho, però, è che il non voto abbia significato per un senso di coerenza o nell'intenzione di esprimere un dissenso che convinca altri ad attivarsi per sovvertire il sistema ma, al contrario, lascia del tutto indifferente (se non compiacente) il sistema politico in sé. La degenerazione più drammatica è proprio quella che ha trasformato un sistema che, per quanto rappresentativo, si basava sul consenso, ad un sistema in cui il consenso è quasi superfluo se non fastidioso. Perfino Andreotti si preoccupava se alle manifestazioni c'erano molte persone o se molti non andavano a votare. I politici attuali meno gente vedono attorno ai seggi più contenti sono, perfino se questo ha come conseguenza che non vincono l'elezione (ma riescono ugualmente ad essere eletti).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello che sto apprezzando di Veltroni è che fa come se alcuni aspetti di metodo che io ritengo necessari siano importanti. Mi rendo conto che probabilmente sono solo trovate pubblicitarie, ma da un certo punto di vista ritengo già un fatto significativo che vengano fatte certe affermazioni, anche se chi le fa non ci crede e le fa solo per convenienza. Questo mi da almeno la sensazione di potermi confrontare poi sui contenuti (che non condivido).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Finora mi sono trovato ad avere a che fare con personaggi che non solo hanno idee diverse dalle mie ma che ignorano perfino teoricamente le modalità che per me sono importanti per giungere ad un confronto. Nonostante questo non so neppure se voterò PD, SA o SC. Per ognuno ci potrebbe essere un motivo ma non so ancora decidermi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Grazie al casino del sistema è la prima volta che vado a votare senza aver ben chiaro che differenza può fare avere ognuno dei diversi comportamenti. Questo non mi piace per niente ma il porcellum non me la sento di mettermi a capirlo più di tanto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mia considerazione da una parte è che penso che Berlusconi sia peggio di Veltroni sia sui contenuti che sui metodi. Per cui se mi metterò a fare il realista disincantato proverò ad evitare il governo Berlusconi. Non lo faccio solo per me, ma soprattutto per quelli che, come nella tornata precedente, hanno patito un netto peggiornamento della loro esistenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi votare non mi impedisce in seguito di rompere lo stesso le scatole sia a chi ho votato che agli altri. Magari vince lo stesso Berlusconi, ma in ogni caso, anche se vince Veltroni, continuerò a rompere le scatole, a far fare brutte figure a chi fa procate, anche e forse ancora più se l'ho votato. Diciamo che confido che se c'è Veltroni almeno posso provare a interloquire per cercare di fargli fare le cose che voglio io, altrimenti posso solo protestare senza che nessuno mi consideri.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-8738724449372226943?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/8738724449372226943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=8738724449372226943' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/8738724449372226943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/8738724449372226943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/04/votare.html' title='Votare?'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-1657964076152839809</id><published>2008-03-22T17:16:00.004+01:00</published><updated>2008-03-24T11:23:49.301+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terrorismo'/><title type='text'>Rischio terroristico e altri rischi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Per aumentare, almeno teoricamente, la sicurezza delle popolazioni occidentali, vengono adottate misure restrittive, anche drastiche, che incidono sui diritti civili. Facendo un piccolo calcolo statistico, dato che la probabilita’ di morire per un attentato e’ dalle 100 alle 1000 volte minore che di morire per un incidente stradale, le misure restrittive relative dovrebbero avere una incidenza analogamente piu’ drastica. In altre parole se ragionassero per gli incidenti stradali come per il terrorismo, i governanti dovrebbero impedire i viaggi su mezzi personali e limitare gli spostamenti sui mezzi pubblici a non piu’ di uno al mese.&lt;br /&gt;Questo è il concetto di fobia: considerare una cosa molto più pericolosa delle altre oggettivamente più pericolose.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-1657964076152839809?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/1657964076152839809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=1657964076152839809' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1657964076152839809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/1657964076152839809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/rischio-terroristico-e-altri-rischi.html' title='Rischio terroristico e altri rischi'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-5989262902302776515</id><published>2008-03-20T19:43:00.005+01:00</published><updated>2008-03-20T19:46:18.493+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diarchia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='uguaglianza uomo donna'/><title type='text'>La diarchia: un uomo e una donna</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Forse puo' interessare sapere che in Italia c'e' un'associazione nelle cui regole esiste gia' il concetto di "50 e 50" tra uomini e donne. Negli scout dell'Agesci e' prevista dal 1974 la diarchia, cioe' che tutte le cariche associative devono essere coperte in coppia da un uome e una donna. Anche nel Consiglio generale i rappresentanti delle regioni devono essere eletti riservando una percentuale del 30% non alle donne ma al sesso minoritario, prevedendo anche la possibilita' che sia minoritario quello maschile. Bisogna riconoscere che nonostante cio' non e' cosi' raro che rimanga scoperto il ruolo femminile (anche se a volte rimane scoperto anche quello maschile) ma in generale entrambi i ruoli sono regolarmente ricoperti. Se tutte le associazioni di volontariato, le onlus, le ong, i partiti e tutte quelle strutture sociale che propongono l'equivalenza tra uomini e donne cominciassero ad adottare simili criteri, forse le cose comincerebbero a migliorare e sarebbe piu' facile e credibile proporlo anche in contesti piu' generali come i parlamenti e le elezioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-5989262902302776515?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/5989262902302776515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=5989262902302776515' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5989262902302776515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5989262902302776515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/la-diarchia-un-uomo-e-una-donna.html' title='La diarchia: un uomo e una donna'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-8937826196959744219</id><published>2008-03-20T18:59:00.004+01:00</published><updated>2008-10-01T11:46:19.060+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='privacy'/><title type='text'>Riflessioni sulla privacy</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Spesso si sente parlare di "diritto" alla privacy, tanto che come garanti nell'Autorità sulla Privacy hanno messo dei paladini dei diritti.&lt;br /&gt;Non ho mai creduto che la privacy fosse un diritto. Non ho mai ritenuto il segreto qualcosa di positivo e ho sempre diffidato di chi aveva dei segreti da tenere. Non penso che sia un diritto nascondere le informazioni ma è un diritto che non si abusi delle informazioni che si hanno a disposizione.&lt;br /&gt;Se sono omosessuale, cattolico, ateo, mussulmano, comunista o leghista devo avere il diritto di esserlo senza subire conseguenza negative, e non devo essere costretto a esplicitarlo, potendo scegliere di divulgare o meno l'informazione, ma da qui ad affermare il diritto alla privacy per cui se qualcuno viene a sapere che sono omosessuale, cattolico, ateo, mussulmano, comunista o fascista o qualsiasi altra cosa derivante da una mia scelta deve fare finta di non saperlo ce ne corre.&lt;br /&gt;Dire che il segreto è un diritto è l'accettazione della sconfitta di una società che non riesce a aiutare chi è in condizione di debolezza e spera di ridurre i danni nascondendone la causa ma rischiando di crearne altri.&lt;br /&gt;Il fatto è che il cosiddetto "diritto alla privacy" è diventato di moda ultimamente grazie ad un'abile gioco di parole che ha fatto diventare prezioso ciò che fino a non molto tempo prima non lo era. Nel '68 si arrivava ad affermare che "il privato è pubblico" ma una saggia regia ha instillato l'individualismo in ognuno di noi a tal punto da farci credere un diritto la secretazione perfino del pubblico.&lt;br /&gt;Ai tempi in cui anche fare una fotocopia era questione non semplice e raccogliere e diffondere informazioni era cosa concessa solo a pochi potenti nessuno parlava d privacy. Quando poi, anche grazie alle tecnologie, la raccolta e diffusione delle informazioni è diventata cosa a portata di tutti, allora chi ha potere, politico, economico, burocratico, giudiziario, ha pensato bene di recuperare quello che stava perdendo inventando il "diritto alla privacy" con una legge che, per esempio, come minimo fa diventare a pagamento l'informazione che altrimenti potrebbe essere acquisita gratis. Io sono arrivato a ricevere fino a tre telefonate nello stesso giorno dallo stesso gestore di telecomunicazioni per farmi delle offerte, nonostante abbia richiesto diverse volte di essere cancellato dai loro elenchi e aver scritto senza aver risposta all'Autority sulla privacy. Intanto io i soldi per pagare un avvocato per una questione del genere non li ho e i miei dati possono essere venduti ad altri call center dato che forse ho firmato anche una piccola clausola accessoria confusa tra quelle "per la privacy" necessarie per vedermi accettato il contratto. Ma se un bed and breakfast si conserva l'informazione sulla stanza in cui sono stati alloggiati i diversi clienti, magari per potergliela proporre la prossima volta che vengono ospitati, può trovarsi a dover pagare alcune migliaia di euro di multa.&lt;br /&gt;Per di più questa legge è stata concepita per aiutare coloro che i loro segreti li sanno usare molto bene contro gli altri.&lt;br /&gt;Tutela perfettamente chi ha intenzione di fare cose non lecite di nascosto (provate a capire quali sono i proprietari di certe società) ma allo stesso tempo lascia la possibilità a chi ha potere di avere tutti i vostri dati (provate a farvi mandare qualche migliaio di euro senza avere un conto corrente e ad aprire un conto corrente senza dare tutti i vostri dati oppure ditemi cosa provate quando vi viene contestato da agenti di polizia che avete partecipato alcuni anni prima ad una riunione politica a trecento chilometri da casa vostra, come è capitato a me).&lt;br /&gt;Per non parlare delle persone che, per esempio, sono morte non avendo ricevuto soccorso in tempo perché chi avrebbe potuto fornire informazioni a chi voleva aiutarli si bloccava di fronte alla privacy (provate a telefonare ad un ospedale per sapere se c'è ricoverato un vostro amico che non è tornato a casa da una gita e che invece è in fondo a un canalone, l'unica cosa è chiamare in ogni caso il 118 o il 113, anche se il vostro amico fosse al bar sotto casa, e sperare nella solerzia dei soccorsi).&lt;br /&gt;Adesso che, anche tramite Internet, sarebbe molto più facile recuperare e diffondere informazioni sulle persone e sui fatti, ci si trincera dietro la privacy per rifiutarle a chi, in fondo, ne avrebbe diritto anche per tutelare i propri diritti (provate a scoprire che ISEE ha presentato il notaio il cui figlio è prima del vostro nella graduatoria dell'asilo). Allo stesso tempo si è messa una normativa che sta come una spada di Damocle sulla testa di chi vorrebbe diffondere il più possibile l'informazione per rendere partecipe le persone della loro vita (provate a vedere cosa rischia chi spedisce un volantino a coloro che hanno firmato con indirizzo una petizione contro una ingiustizia).&lt;br /&gt;La legge sulla privacy penso che sia la formalizzazione del nuovo credo imperante nella nostra società: il "fatti i fatti tuoi" che è l'esatto opposto dell'"I Care" di don Milani. E' il primo dei comandamenti della nuova religione i cui templi sono gli ipermercati e i sacerdoti i broker borsistici e le litanie i listini delle borse.&lt;br /&gt;Nessuno deve sapere cosa fanno gli altri, tutto il potere dell'informazione deve rimanere in mano di pochi che lo controllano a loro piacimento, usando dell'informazione legalmente detenuta (spesso semplicemente comprata a suon di euro). Tutti gli altri non possono procurarsela liberamente, a prescindere dallo scopo per cui ciò viene fatto.&lt;br /&gt;Ho sempre pensato che chi ha dei segreti ha qualcosa di cui si vergognerebbe o si dovrebbe vergognare.&lt;br /&gt;Nel primo caso, se non ce n'è motivo è meglio che si sappia pubblicamente in modo da liberarlo dalla sua oppressione, ma se c'è motivo di vergognarsi e giusto che si sappia perché ognuno possa decidere come affrontarlo, pur nel pieno rispetto dei suoi diritti.&lt;br /&gt;Se i segreti servono per difendere i propri diritti, allora è meglio pretendere che i diritti vengano rispettati e non accontentarsi di poterne godere solo perché si sfugge a chi li nega. Se ho la coscienza a posto non ho bisogno di segreti, se non faccio niente di male perché non posso fare tutto alla luce del sole? Non si sta parlando di sentimenti, per quanto anche quelli sarebbe bello se tutti sapessero esprimerli senza paura, ma di dati di fatto.&lt;br /&gt;Perché non far sapere quanto si guadagna, se si prende uno stipendio che non è un furto e non si ha intenzione di evadere il fisco? Perché nascondere una malattia, visto che non è una colpa ammalarsi, ma la legge deve punire chi nega dei diritti a chi è malato? Perché nascondere i propri dati personali, se non si è fatto nulla di male agli altri? Perché nascondere le proprie relazioni con altre persone, se si ritengono lecite? Può succedere che un pentito debba tenere nascosta la sua residenza per le minaccie della malavita ma qui non si tratta di privacy ma di incolumità personale, può succedere che un malato di AIDS venga discriminato ma anche in questo caso non è questione di privacy ma di diritti violati che vanno fatti rispettare da chi li nega. Rispetto a casi come questi la società, invece di proteggere la vita in segreto dovrebbe proteggere la vita in pubblico facendo in modo che ognuno abbia diritto a vivere la propria vita non perché è nascosta a tutti ma perché tutti la rispettano.&lt;br /&gt;Ma questa, purtroppo, è tutta un'altra storia.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-8937826196959744219?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/8937826196959744219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=8937826196959744219' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/8937826196959744219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/8937826196959744219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/riflessioni-sulla-privacy.html' title='Riflessioni sulla privacy'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-25318201680007845</id><published>2008-03-20T11:45:00.005+01:00</published><updated>2008-03-21T09:23:17.298+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='commercio armi'/><title type='text'>Rutelli e le armi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ci sono persone che cambiano nel tempo e persone che rimangono fedeli a se stessi.&lt;br /&gt;Qui è Francesco Rutelli durante le manifestazioni contro la Mostra Navale Bellica negli anni 80 a Genova. Di quale tipo è secondo voi?&lt;br /&gt;&lt;object height="350" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kxS6Itpm6PI"&gt;&lt;br /&gt;   &lt;embed src="http://www.youtube.com/v/kxS6Itpm6PI" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;  &lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-25318201680007845?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/25318201680007845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=25318201680007845' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/25318201680007845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/25318201680007845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/ci-sono-persone-che-cambiano-nel-tempo.html' title='Rutelli e le armi'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-5622933333097024468</id><published>2008-03-15T19:14:00.004+01:00</published><updated>2008-03-20T19:58:37.268+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='g8'/><title type='text'>Il mio G8 e la gestione del potere nel movimento</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ho iniziato nel Gennaio del 2000, quindi un anno e mezzo prima, a fare le prime riunioni per organizzare l'opposizione al G8. Fin dall'inizio invece di porre l'attenzione sulle possibilità di collaborazione, si sono create dei gruppi contrapposti che volevano, prima ancora che imporre le loro idee, arrivare ad imporre il loro predominio. Per questo motivo, per dissociarmi da questa suddivisione in bande, mi sono rifiutato di legarmi a qualcuno dei gruppi attivi e mi sono limitato a lavorare individualmente a due progetti, essendo uno dei cinque componenti del gruppo-stampa del Genoa Social Forum e organizzando i Gruppi d’Affinità per l'Azione Diretta Nonviolenta. Tirando le somme della mia esperienza penso di poter essere soddisfatto. Infatti, per quanto riguarda il lavoro con la stampa, nonostante l'ostilità di molti giornalisti nei confronti di altri componenti del gruppo, sicuramente l’esperienza del G8 è stata l'occasione in cui la stampa e i media in generale hanno avuto più attenzione rispetto ai temi del movimento, riconoscendogli un rispetto tale da indurre il coraggio di superare l'usuale autocensura sulle violenze che ha subito ad opera delle forze di polizia, e mantenendo tale attenzione anche in seguito. Riguardo ai Gruppi d’Affinità, per quanto la loro azione fosse abbastanza limitata da un punto di vista dell'efficacia, sono stati gli unici manifestanti che hanno raggiungo lo scopo che si erano prefissi cioè bloccare completamente un varco della zona rossa, quello di Portello, per tutta la giornata senza che vi fossero violenze di alcun genere, riuscendo anche a tenere lontani i black block dalle zone dove loro erano presenti. In altre parole, se tutti i manifestanti avessero fatto lo stesso, il G8 sarebbe stato realmente bloccato e probabilmente nessuno sarebbe morto o si sarebbe anche solo ferito.&lt;br /&gt;Quindi, personalmente, potrei ritenermi soddisfatto. Ma l’esperienza nel Genoa Social Forum ha avuto anche degli aspetti negativi che purtroppo si continua a nascondere o a trascurare e che invece sarebbe opportuno prendere in considerazione per far crescere la capacità critica e assertiva che ormai sono molto assopite anche all’interno del movimento. In primo luogo la visione verticistica e gerarchica delle strutture politiche. In secondo luogo i personalismi e gli arrivismi di alcuni. In terzo luogo la divisione per bande per la quale il gruppo viene prima dello scopo comune. Sono tre aspetti che sono ovviamente legati tra loro dall'unico tema della gestione del potere che dovrebbe essere affrontato e sperimentato all'interno del movimento per arrivare a fare anche su questo aspetto delle valide proposte alla società tutta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-5622933333097024468?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/5622933333097024468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=5622933333097024468' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5622933333097024468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/5622933333097024468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/il-mio-g8-e-la-gestione-del-potere-nel.html' title='Il mio G8 e la gestione del potere nel movimento'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-9102006719572662714</id><published>2008-03-15T19:10:00.002+01:00</published><updated>2008-03-20T19:59:11.429+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><title type='text'>Nonviolenza e conflitto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La nonviolenza non ha paura del conflitto, anzi, in molte situazioni lo "crea", soprattutto in quelle situazioni in cui la tranquillità cerca di nasconderlo, perché spesso i conflitti ci sono ma sono nascosti. La nonviolenza "crea" conflitto nel senso che lo rende evidente, lo fa diventare una questione con cui tutti devono avere a che fare, sia quelli che preferiscono non vederlo, sia quelli che lo nascondono. Il nonviolento è necessariamente un rompiscatole, perché rompe le scatole non solo a chi fa direttamente la violenza, ma anche alla stragrande maggioranza che la accetta e fa finta di non vederla. Quindi scegliere di essere nonviolenti, e non limitarsi semplicemente a non essere violenti, significa andare ad impelagarsi in un bel po' di problemi, anche rischiando di perdere quella tranquillità che uno potrebbe avere rientrando tra quelli che la violenza altrui "non la vedono". Sicuramente la nonviolenza affronta il conflitto e in alcune situazioni lo evidenzia, lo fa esplodere con lo scopo di cercare una soluzione che può essere sia una ri/soluzione sia una dis/soluzione. Il conflitto ha varie possibilità di evolvere e purtroppo, molte volte, proprio per il fatto che viene nascosto, continua. Invece è proprio dall’affrontarlo, dal farlo maturare, che si può riuscire a farlo emergere e possibilmente farlo finire.&lt;br /&gt;Il conflitto, quando viene affrontato, può essere risolto trovando una soluzione valida per tutti ma altre volte può semplicemente dissolversi perché il motivo del confitto non era sostanziale, spesso era solo motivato da una incomprensione o da un fraintendimento, e quindi, facendolo emergere, è possibile semplicemente superarlo riconoscendone l'infondatezza e trasformandolo in una occasione di dialogo.&lt;br /&gt;In ogni caso la nonviolenza ha a che fare con il conflitto, anche se non per questo deve portare necessariamente ad un vita di conflitto. Spesso si pensa che non affrontando i conflitti si vive più tranquilli ignorando le tensioni che i conflitti generano anche a chi nel conflitto ha una posizione predominante. La nonviolenza permette anche una vita in cui dal conflitto si esce positivamente recuperando le situazioni di tensione e facendole diventare situazioni positiva. Affrontare il conflitto in maniera nonviolenta può migliorare anche la propria qualità di vita, assieme a quella altrui. Ma per fare emergere i conflitti spesso è necessario arrivare all’azione. Di nuovo arriviamo al dualismo tra pensiero ed azione, tra teoria e pratica. Non ci si può solamente limitare a discutere, diffondere informazione, diffondere conoscenza, è necessario in molte situazioni passare all’azione. È vero che la sensibilizzazione, la divulgazione e l’informazione fanno crescere la sensibilità e sono molto importanti, anche all’interno delle iniziative nonviolente, proprio per aumentare la capacità dell’ambiente di risolvere il conflitto, ma in molti casi non è sufficiente ciò che le singole persone che si sono sensibilizzate faranno di conseguenza. Il fatto che persone che hanno recepito la sensibilizzazione agiscano di conseguenza è positivo ed auspicabile ed utile ad evitare conflitti futuri, ma, soprattutto nelle situazioni di conflitto evidente, spesso non è sufficiente. È quindi necessario arrivare ad un azione che sia concreta, specifica e mirata al conflitto stesso. Questo è il punto più delicato perché la nostra educazione da centinaia di anni se non da millenni, prevede che l’ azione nel conflitto è necessariamente un'azione di tipo violento tanto che spesso il termine conflitto viene equiparato a quello di violenza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-9102006719572662714?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/9102006719572662714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=9102006719572662714' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/9102006719572662714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/9102006719572662714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/nonviolenza-e-conflitto.html' title='Nonviolenza e conflitto'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-4481991372313677910</id><published>2008-03-15T18:59:00.002+01:00</published><updated>2008-03-15T19:02:20.881+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='legalità'/><title type='text'>Nonviolenza e legalità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'azione diretta nonviolenta, di per sé, non rispetta necessariamente la legalità. È un' azione rigorosamente obbediente, nel senso che obbedisce, per esempio, al principio di giustizia, alla propria coscienza, ma le leggi umane, come troppe volte si può constatare, non sono intrinsecamente giuste. Per cui l’azione nonviolenta è obbediente rispetto alla base del nostro credere, ma può essere disobbediente alle leggi umane. Tra chi contesta i "disobbedienti" affermando che disobbedire alle leggi è inaccettabile ci sono molti che spesso in auto superano i limiti di velocità o evadono normalmente le tasse "perché se dovessimo dar retta a tutte le leggi non si potrebbe campare". Se uno è così rigorosamente fautore della legalità lo dovrebbe essere sempre, altrimenti è pura ipocrisia. L’illegalità è una cosa che può rientrare benissimo nell’azione nonviolenta e soprattutto quanto più la legge è ingiusta quanto più disobbediente dovrebbe essere la nonviolenza.D'altra parte, l’essere per forza disobbedienti è un aspetto infantile legato al pensare di affermare la propria esistenza solo disobbedendo al potere che si ha davanti, ma questo significa che ci si sta relazionando al potere in una situazione di sudditanza, far dipendere la propria esistenza da una negazione invece che da una affermazione, come il bambino che deve affermare la propria identità dissociandola da quella dei genitori. Se questo è un meccanismo naturale nel bambino che sta cominciando un proprio cammino di identità, a livello adulto diventa patologico. Una persona matura è perché è, non perché riesce a dimostrare ad un potere più forte di lui che non lo sta soggiogando.Per cui, la nonviolenza può anche essere disobbediente, illegale ma non lo deve essere per forza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-4481991372313677910?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/4481991372313677910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=4481991372313677910' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/4481991372313677910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/4481991372313677910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/nonviolenza-e-legalit.html' title='Nonviolenza e legalità'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-6848376354780499129</id><published>2008-03-15T18:54:00.002+01:00</published><updated>2008-03-15T19:01:43.138+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><title type='text'>Formazione alla nonviolenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Un aspetto importante è che l’azione nonviolenta deve essere preparata: ci vuole un'educazione che permetta di saper agire anche in situazioni di tensione, di paura, in situazioni difficili anche di tipo relazionale e deve essere un' azione efficace, deve far progredire la situazione verso la soluzione del conflitto, altrimenti è meglio evitare di agire del tutto.&lt;br /&gt;Purtroppo raramente si fa una verifica delle azioni fatte, su quello che hanno ottenuto positivamente e negativamente. Si dà per scontato che le azioni fatte sono le migliori che potevano essere fatte e quindi non si va a verificare se l'azione è stata almeno parzialmente positiva o se invece non è stata perfino negativa, creando, ad esempio, situazioni di incomprensione che prima non c’erano. Molte volte vengono definite nonviolente delle azioni che sono prettamente delle azioni personali, che non sono fatte per agire nel conflitto, ma servono fondamentalmente per placare l'ansia e la paura di qualcuno. Per cui sono delle azioni che sono autoreferenziali, non influiscono sul conflitto se non marginalmente e da un punto di vista inibiscono la nostra giusta aggressività, ci autogiustificano. Un azione nonviolenta dovrebbe invece agire realmente nel conflitto, essere efficace rispetto al conflitto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-6848376354780499129?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/6848376354780499129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=6848376354780499129' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6848376354780499129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6848376354780499129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/fornazione-alla-nonviolenza.html' title='Formazione alla nonviolenza'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-2759182948835696870</id><published>2008-03-15T18:27:00.004+01:00</published><updated>2008-03-15T19:00:45.708+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><title type='text'>I vantaggi dell'azione nonviolenta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La nonviolenza richiede la capacità d’agire direttamente all’interno del conflitto. Fin da piccoli noi veniamo educati, dai nostri genitori, dalla società, dalle relazioni che abbiamo, ad affrontare il conflitto in una maniera violenta acquisendo a poco a poco un addestramento sopraffino. Ma veramente pochi ricevono un addestramento all'azione che non sia violenta per agire nel conflitto. È un tipo di azione che, probabilmente, se la imparassimo fin da piccoli, sarebbe ancora più facile da imparare che l’azione violenta perché non è poi così facile agire nel conflitto violentemente. Come la violenza si impara poco a poco (e la nostra società è bravissima ad insegnarcelo), anche la nonviolenza richiede del tempo per essere imparata, e come la violenza si impara praticandola, anche la nonviolenza si impara dall'esperienza. Ma come molte volte non si riescono a risolvere i conflitti con la violenza, anche la nonviolenza può non riuscire nella soluzione del conflitto. D’altra parte, se si è addestrati, con la nonviolenza si può pensare di risolvere il conflitto non sconfiggendo l’altro ma dando una soluzione valida per tutti, e si riesce ad eliminare il problema perché si leva la motivazione all’altro di cercare di riaccendere il conflitto. Al contrario, dato che la modalità violenta considera il conflitto "risolto" quando uno schiaccia l’altro, ci sarà qualcuno che cercherà, proprio per gli aspetti di aggressività naturale, di recuperare e ribaltare la propria posizione di inferiorità e quindi il conflitto non sarà risolto ma resterà solo latente fino a che, prima o poi, riesploderà. L'unica maniera per "risolvere" violentemente il conflitto è eliminare fisicamente l'altro, il diretto interessato e tutti coloro che sono in relazione con lui. Come può succedere che con la nonviolenza non si riesce a risolvere il conflitto, altrettanto facilmente, se non più facilmente, con la violenza non si riesce a risolvere i conflitti. Se, con la nonviolenza, si riesce a risolvere dei conflitti è di solito in una maniera stabile, mentre invece il conflitto "risolto" in maniera violenta è apparentemente risolto solo in modo instabile.&lt;br /&gt;D'altra parte nella gestione nonviolenta dei conflitti il livello di sofferenza per tutte le parti in causa è decisamente minore rispetto ad una gestione violenta. E se poi non si riesce a trovare una soluzione definitiva e completa almeno si sono ridotte le sofferenze. Al contrario con un approccio violento al conflitto in molti casi perfino chi vince subisce tali sofferenze da far preferire di non aver mai affrontato lo scontro. All'invasione da parte delle truppe sovietiche in Ungheria si rispose con la violenza e in Cecoslovacchia con la nonviolenza. In entrambe i casi l'occupazione rimase ma in Cecoslovacchia morirono poche decine di persone contro le 56000 morte in Ungheria. In Palestina la prima Intifada, in cui il massimo della violenza della resistenza erano pietre lanciate da ragazzini, era quasi riuscita ad ottenere una buona parte delle richieste palestinesi ma la provocazione di Sharon che attraversò la Spianata delle Moschee riuscì a far scatenare una reazione violenta che ha dato modo agli israeliani di schiacciare negli anni successivi le rivendicazioni palestinesi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si può quindi capire che la nonviolenza conviene anche solo da un punto di vista pragmatico, non necessariamente per una scelta etica o morale, nel senso che è una modalità di gestione del conflitto che risolve più problemi a un costo inferiore per cui non sembra ragionevole continuare ad usare la modalità violenta; il problema è che quella violenta è una modalità che ormai noi abbiamo acquisito e che fa parte di noi, mentre invece quella nonviolenta normalmente non la acquisiamo durante la nostra vita, soprattutto nelle società del nord del mondo, visto che in altre società un approccio nonviolento è più connaturato alla cultura locale. A questo punto per trovare dei percorsi nonviolenti per risolvere i conflitti bisogna lavorare su di noi, come singoli e come collettività, recuperando quello che non abbiamo imparato e tralasciando, disimparando, quello che abbiamo imparato nel campo della violenza. Questo comporta del tempo, del lavoro su noi stessi e sugli altri, proprio perché non basta affrontare la nonviolenza da un punto di vista puramente personale. Per arrivare a compiere delle azioni nonviolente bisogna riuscire ad avere una capacità di autocontrollo che non è semplicemente reprimersi, ma sapersi controllare, saper limitare la propria risposta aggressiva in alcune situazioni, ma in altre situazioni invece stimolarla, per esempio per superare situazioni di depressione, di paura o di pigrizia anche indotte dal contesto, proprio per arrivare ad agire ed affrontare realmente il conflitto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-2759182948835696870?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/2759182948835696870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=2759182948835696870' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2759182948835696870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/2759182948835696870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/i-vantaggi-dellazione-nonviolenta.html' title='I vantaggi dell&apos;azione nonviolenta'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-3335000017834216712</id><published>2008-03-15T18:06:00.002+01:00</published><updated>2008-03-15T18:24:42.767+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><title type='text'>Violento o nonviolento?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il mio modo di vedere la nonviolenza non è un qualcosa di ideologico, parte da dei valori ma è qualcosa che matura di giorno in giorno, è qualcosa con cui ti confronti, con cui hai a che fare per riuscire a capire ogni volta qual’è il percorso migliore. È una direzione da seguire con alcuni paletti più precisi a cui fare riferimento ma che mi richiede ad ogni passo di scegliere dove mettere il piede. Le cose non sono necessariamente violente o nonviolente: posso spaccare la testa di qualcuno con un utilissimo martello o  salvargli la vita con un coltello affilatissimo. Neanche le azioni sono di per sé violente o nonviolente. In un quartiere di Genova, ad esempio, hanno organizzato azioni ritenute prettamente nonviolente come la raccolta di firme, i cortei, i digiuni, per impedire con motivazioni razziste l’installazione di un campo nomadi. Quindi azioni "nonviolente" per scopi decisamente "violenti". Ma, come dicevo prima, anche uno sculaccione ha valore diverso in contesti diversi.  Penso sia necessario stare attenti a non dare dei timbri, ma bisogna cercare di affrontare le cose ognuna per quel che è, cercando di capire ogni volta; questo richiede fatica, anche del tempo, perché bisogna farsi un'idea, informarsi, e questo può anche significare che a cinquanta anni o anche a cento non si sa dire alla prima battuta cosa è giusto e cosa è sbagliato. Però è l’unica maniera per evitare poi di fare realmente delle violenze magari soltanto perché ad un certo punto si è arrivati a concludere che una cosa è così "e basta" e tutto ciò che avviene dopo lo ignoriamo perché pretendiamo di "aver capito tutto". La nonviolenza è fatta di persone che non hanno "capito tutto" o meglio che sono sicure di non avere già capito tutto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-3335000017834216712?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/3335000017834216712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=3335000017834216712' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3335000017834216712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3335000017834216712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/violento-o-nonviolento.html' title='Violento o nonviolento?'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-6831543869740678038</id><published>2008-03-15T17:44:00.002+01:00</published><updated>2008-03-15T18:06:07.038+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><title type='text'>Violenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A questo punto bisognerebbe addentrarsi nella definizione del termine violenza: provo sommariamente a darne una, tra le tante, che penso sia come molte altre discutibile, ma che mi sembra tenga correttamente conto di aspetti etici, fisiologici, psicologici e sociali. Fare violenza è creare deliberatamente sofferenza fisica e morale in altri al fine di imporre ad altri il proprio vantaggio o di raggiungere la propria gratificazione.&lt;br /&gt;Per questo la nonviolenza non esclude di usare strumenti che, ad esempio, costringono l'avversario. Magari non lo costringono con la forza fisica ma, ad esempio, con la forza psicologica: ai tempi in cui a Genova c’era la campagna contro la Mostra Navale Bellica, che era una mostra-mercato di sistemi d'arma, i manfestanti impedirono l’accesso alla mostra ai visitatori costringendoli, nel caso avessero voluto entrare, a scavalcare i loro corpi. Tutto è iniziato nell'82: in dodici persone volantinarono davanti all'accesso della mostra. Di anno in anno si è creata una campagna vera e propria che, partendo da una notevole attività di sensibilizzazione e quindi una crescita della città e arrivando all'azione diretta nonviolenta durante i giorni della mostra, ha portato nel 89 all’ultima edizione della mostra. Durante le azioni di blocco ci eravamo dati l'obiettivo di impedire l’accesso alla mostra ma alcuni ci obiettavano che impedire a qualcuno di entrare era fargli una violenza, se non fisica, perché nessuno veniva toccato, almeno psicologica, perché li intimorivamo con la nostra presenza. Chi entrava era libero di passare ma per far quello doveva fare del male ai manifestanti camminando loro addosso e questa era vista da alcuni come una violenza psicologica nei suoi confronti, una violenza che poteva shockarlo, creargli disagio, poteva in qualche modo turbarlo. La considerazione era che quel disagio, quella sofferenza servivano a farlo riflettere sulla sofferenza incommensurabilmente maggiore creata dalle armi che andava a trattare nella mostra, l'azione non era fatta per evitare la sofferenza dei manifestanti (che per altro, se decideva di passare, aumentava), né per sconfiggerlo e danneggiarlo a vantaggio di chi gli impediva il passaggio, ma per far riemergere la sua umanità e per questo non era da considerare una violenza.&lt;br /&gt;Molte volte si abusa del termine violenza: come dicevo prima, per superare un conflitto a volte è necessario lo scontro e questo vuol dire avere a che fare con una realtà sgradevole. Molte volte si accusa di essere violento un atteggiamento sanamente aggressivo e molte altre invece si giustificano e si assecondano comportamenti molto violenti magari solo perché non lo sono in maniera evidente. Bisogna riflettere ogni volta sulle singole situazioni. Per esempio alcuni ritengono che dare una patta sul sedere ad un bambino sia una violenza inaudita, ma penso che dipenda molto dalla situazione. Se lo sculaccione gli arriva per il fastidio dato da un genitore stanco che non ha voglia di dare tante spiegazioni è un conto, mentre se lo sculaccione arriva, magari sul pannolino, da un genitore serio e concentrato dopo che il bambino è scappato attraversando la strada senza guardare può essere invece un’ottima occasione per farlo riflettere senza conseguenze negative, per esempio, sul pericolo che lui ha corso. In quel caso la patta non è una vendetta, non è data per dare dolore, ma crea un canale di comunicazione che altrimenti difficilmente potrebbe essere altrettanto forte.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-6831543869740678038?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/6831543869740678038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=6831543869740678038' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6831543869740678038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6831543869740678038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/violenza.html' title='Violenza'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-3028116566930437900</id><published>2008-03-15T17:12:00.005+01:00</published><updated>2008-05-06T11:39:20.628+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nonviolenza'/><title type='text'>Nonviolenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Quello che posso dire qui sulla nonviolenza è solo il mio punto di vista, quello che io penso, perché sul tema della nonviolenza ci sono molti punti di vista che possono anche risultare molto diversi tra loro su alcuni argomenti.&lt;br /&gt;L’unica cosa che forse viene condivisa da coloro che parlano di nonviolenza è che nessuno può pensare di avere la verità in tasca. Questo significa che all’interno degli ambienti che si rifanno al concetto di nonviolenza ci sono le posizioni più diversificate, quello che si intende per nonviolenza è estremamente variegato, oggi ancora più che nel passato. Rispetto ad alcuni anni fa, c'è stato un cambiamento che da un lato è positivo e dall’altra è negativo: il termine nonviolenza è entrato nel linguaggio quotidiano, in politica è perfino diventato un termine rivendicato da più parti mentre soltanto dieci anni fa c’era un solo partito che timidamente utilizzava questo termine nei propri programmi. Ora come ora tutti quanti "sono" nonviolenti e questo implica che il termine si è esteso, ha aumentato i suoi significati, ma ha anche diminuito la sua definizione: come una coperta che viene tirata da tutte le parti il termine "nonviolenza", a seconda di chi lo tira, copre cose diverse e in maniere diverse.&lt;br /&gt;Per questo motivo quello che scriverò sarà in quest’ottica: anche quando sembrerà che parli in termini assoluti starò solo scrivendo del mio modo di vedere la nonviolenza, che deriva dalle mie esperienze e dalle mie riflessioni.&lt;br /&gt;La prima cosa che penso sia importante dire è che la nonviolenza non è soltanto pratica e non è soltanto teoria. Nella nonviolenza si cerca di superare le contrapposizioni, che spesso banalizzano la realtà. Per esempio, anche se sembra normale che in un conflitto si cerchi di vincere, se non si ha paura a uscire dagli schemi ci si rende conto che vincere implica la sconfitta dell'altro e la sconfitta dell'altro implica la continuazione del conflitto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La teoria non è indipendente dalla pratica, perché la teoria e la pratica spesso si rincorrono. Questo, per esempio, implica una cosa ben precisa: mentre per molti che si limitano ad una visione teorica la nonviolenza dovrebbe essere ciò che rifugge lo scontro perché è violento, se si cerca di mettere in pratica la teoria ci si rende conto che in molte situazioni si deve arrivare a scatenare lo scontro. Purtroppo anche in Italia ci sono molti che si definiscono nonviolenti solo perché non sono in grado di essere violenti e quindi giustificano la loro incapacità a reagire alla violenza definendola nonviolenza. Io non penso che la nonviolenza sia ciò che fanno quelli che non riescono ad essere violenti. In effetti la nonviolenza è di chi violento saprebbe e potrebbe esserlo benissimo ma sceglie di non esserlo. Se io so essere violento e scelgo di non esserlo è perché veramente so cosa sto scegliendo; se io non so essere violento non so neanche cosa sto scegliendo e spesso neppure capisco realmente la differenza tra violenza e nonviolenza.&lt;br /&gt;Con una visione più disincantate della nonviolenza, con un approccio meno ideologico ma più scientifico, si può riconoscere nell’aggressività un qualcosa di estremamente positivo. Di solito quando una persona mostra un atteggiamento aggressivo, reattivo, lo si considera subito come violento e quindi il suo comportamento viene squalificato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma questo è un equivoco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Essere aggressivi (dal latino "ad gredior": vado verso) significa affrontare il problema, significa, per esempio, reagire ad una sofferenza non solo individuale ma anche sociale, reagire all’ingiustizia. Quindi da questo punto di vista la nonviolenza è aggressione, o meglio, è una forma di aggressività che riesce ad utilizzare strumenti che cercano di evitare la sofferenza evitando per quanto possibile di far soffrire l’altro, in altre parole che non gli fanno violenza. L'aggressività è quella sana energia che permette alla specie umana di progredire reagendo alle difficoltà senza sprofondare nella depressione. Perfino il guizzo dell'antilope è una risposta aggressiva all'attacco della leonessa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-3028116566930437900?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/3028116566930437900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=3028116566930437900' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3028116566930437900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3028116566930437900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/nonviolenza.html' title='Nonviolenza'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-6873334346348296940</id><published>2008-03-14T17:01:00.009+01:00</published><updated>2008-03-20T11:43:07.371+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azione diretta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazione'/><title type='text'>Bandiera della pace all'Eredità su RAI 1</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt; &lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xETyTPpYGeQ"&gt; &lt;/param&gt; &lt;embed src="http://www.youtube.com/v/v/xETyTPpYGeQ" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"&gt; &lt;/embed&gt; &lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Il 17/1/2003, pochi giorni prima della grande manifestazione contro la guerra in Iraq a cui il governo italiano partecipò contro il volere della stragrande maggioranza degli italiani, seguendo le pressioni dei miei figli sono andato al quiz "L'eredità" su RAI 1 e al momento della eliminazione ho invitato gli spettatori a mettere alle finestre la bandiera della pace. Una azione che videro più di 5 milioni di persone e dopo la quale il numero di bandiere della pace esposte in Italia divenne enorme. Purtroppo neppure l'evidenza fermò il governo Berlusconi dallo scendere in campo ignorando la volontà degli italiani.&lt;br /&gt;E' stata una azione diretta nonviolenta che ha permesso anche agli operatori della televisione di esprimere la loro contrarietà alla guerra. Nel montaggio della trasmissione, infatti, la mia presenza è stata valorizzata, levando tutte le incertezze nelle risposte, prendendo le inquadrature e le battute migliori. E nel momento più importante, quando propongo di esporre le bandiere, hanno aggiunto una musica di fondo che ha reso il mio intervento estremamente toccante.&lt;br /&gt;Quando si ha a che fare con i mass media non bisogna dare per scontato di avere a che fare con persone senza etica disposti a fare tutto per un po' di soldi. Bisogna fare attenzione ma è possibile dare delle occasioni a persone che magari vivono male il loro essere in strutture annientanti di dare forza al proprio pensiero.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-6873334346348296940?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/6873334346348296940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=6873334346348296940' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6873334346348296940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/6873334346348296940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/bandiera-della-pace-all-su-rai-1.html' title='Bandiera della pace all&amp;#39;Eredità su RAI 1'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1664210377861432493.post-3725435236076055678</id><published>2008-03-14T13:19:00.001+01:00</published><updated>2008-03-15T17:04:16.393+01:00</updated><title type='text'>Pensiero circolare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Un pensiero circolare è un pensiero che non ha né capo né coda, che non va dritto alle conclusioni, che torna su se stesso. Segue una sua direzione senza paura di tornare sui suoi passi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non per questo è un pensiero senza nesso, di quelli che non hanno una continuità, sconnessi e contraddittori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se poi lo si guarda in tre dimensioni è un pensiero che non torna necessariamente allo stesso punto ma che può anche elevarsi o approfondirsi pur conservando il suo movimento circolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se poi si interseca con altri pensieri può creare anche trame molto complesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero che abbiate voglia di seguire questi pensieri nel loro circolare liberi.&lt;br /&gt;Alcuni dei pensieri mi sono frullati in testa un po' di tempo fa, altri in questi giorni, altri sul momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero di vedere i vostri pensieri intrecciarsi con i miei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;(C) Carlo Schenone&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1664210377861432493-3725435236076055678?l=pensiericircolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/feeds/3725435236076055678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1664210377861432493&amp;postID=3725435236076055678' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3725435236076055678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1664210377861432493/posts/default/3725435236076055678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensiericircolari.blogspot.com/2008/03/pensiero-circolare.html' title='Pensiero circolare'/><author><name>Carlo Schenone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08267196272378241780</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/_OxJMPHORtrU/SOIjiOt8CMI/AAAAAAAAAAM/Stx6F8RHD4k/S220/cielo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
