Pensieri circolari

se i pensieri vanno dritti spesso sbagliano mira

29/09/08

Mario Segni e il sistema elettorale

Mario Segni, nume tutelare e promotore dei famosi questiti referendari tramite i quali più del 90% delgi italiani si sono fatti prendere per i fondelli negli anni '90, regalando ai gerarchi dei partiti i meccanismi elettorali, ha scritto una lettera al Corriere della Sera del 15/9/2008 per protestare perché veniva riferito che Chicchitto, altro bell'esempio di politico italiano, aveva difeso il sistema elettorale senza preferenze usando gli argomenti usati da Segni ai tempi dei referendum elettorali. E' dal 90 che mi domando se Segni ha dei notevoli problemi di capacità logico formale, come sembrerebbe osservando la sua "folgorante" carriera politica, o se fa finta di essere stupido per prendere meglio per i fondelli la gente. Infatti, nonostante sia più che evidente ormai a tutti che il sistema dei collegi uninominali, soprattutto nella realtà italiana, è stato il meccanismo tramite cui la casta ha eliminato ogni tipo di realtà estranea ai partiti, imponendo i notabili nei collegi blindati e mandando allo sbaraglio, e quindi screditandoli, nei collegi impossibili i rappresentanti della "società civile", e nonostante sia evidente che il sistema di elezione comunale, notevolmente peggiorato con i sistemi regionali, per quanto teoricamente valorizzi le capacità delle persone, in pratica nelle mani dei partiti è stato utilizzato semplicemente per impossessarsi del potere da parte di bande d'affari senza più la minima prospettiva a lungo termine se non quella di arraffare il più possibile nei cinque anni di mandato, sperando al ciclo successivo di non dover lasciare il campo alla banda avversaria, Mario Segni scrive: "Punto centrale di tutta la campagna referendaria fu la rivendicazione del diritto dei cittadini, contro lo strapotere dei partiti. Gli strumenti con cui raggiungemmo l'obiettivo furono il collegio uninominale all'inglese, cancellato dalla legge Calderoli, e l'elezione diretta del sindaco e del governatore."
Il sistema di Calderoli fa veramente schifo, ma ha almeno ridato alle persone la possibilità di far contabilizzare la propria posizione. Ovviamente ciò non modifica la spartizione del potere tra i partiti, visto che la determinazione dei posti non ha quasi relazione alcuna con il voto espresso tra premi e soglie, ma per lo meno ha reso le elezioni una curiosa notazione sociologica, un esercizio di espressione sociale che permette di comprendere quanto sia lontano il volere dei cittadini da coloro che gestiscono il potere, cosa che il sistema a collegio uninominale aveva cancellato lasciando solo la possibilità in poche decine di collegi di sceglire tra il marcio e la muffa.

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