Pensieri circolari

se i pensieri vanno dritti spesso sbagliano mira

09/02/19

Donne che ammazzano chi le minaccia ...

Per evitare la violenza alle donne non basta dare alle donne la possibilità di ammazzare chi le minaccia come ho letto.
Il porto d'armi in Italia lo può prendere chiunque lo voglia, basta avere come motivo anche solo la difesa personale, dimostrando di essere in grado di usare le armi e di non essere fuori di cucuzza e, per altro, conosco casi di persone che pur non avendo motivi specifici ne erano in possesso. E non a caso buona parte delle donne ammazzate con arma da fuoco sono colpite da persone come guardie giurate e poliziotti che hanno una pistola con porto d'armi.
Per altro come buona parte degli aggressori sanno bene, per uccidere una persona basta un bel coltellaccio affilato che tutti abbiamo in bella vista nelle nostre cucine pronto all'uso, anche delle vittime di aggressioni.
Non è la mancanza di armi che fa soccombere le vittime, spesso è la loro incapacità a difendersi non tanto fisiologica quanto psicologica.
Una donna che accetta una relazione con uno che poi potrebbe farle violenza è la prima che mette a repentaglio la propria vita. Se poi soccombe non è certo colpa sua, ma se le donne (e gli uomini) evitassero di dare spago ai violenti e la società educasse le persone (maschi e femmine) ad evitare la violenza, forse i violenti sarebbero un po' più propensi a ricredersi.

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14/11/13

Le vittime di Nassyria

Sinceramente non riesco a distinguere tra i cadaveri della strage di Nassyria quelli dei giusti e quelli dei dannati. Sicuramente erano tutti convinti di essere nel giusto. Qualcuno forse era convinti di essere nel conveniente. Forse nessuno era nel sadico. Sicuramente nessuno si sentiva nel ruolo dell'assassino, anche quando "annichiliva" civili inermi. I partigiani di via Rasella non misero a rischio la loro vita eppure fecero un lavoro analogo al kamikaze di Nassyria. Se i tedeschi non avessero risposto con la strage delle Fosse Ardeatine sarebbe stata una normale operazione bellica e loro degli eroi per una parte e dei terroristi per l'altra. Per altro i soldati tedeschi di via Rasella, probabilmente, non erano tutti volontari, molti erano costretti a marciare in armi per Roma.Quando penso ai ragazzi mandati a morire nella seconda guerra mondiale non faccio distinzione se, contro la loro volontà convinti da propaganda, dal mito dell'obbedienza o da minacce, sono stati mandati a morire da Hitler o da Churchill. Faccio qualche distinzione in più tra coloro che sono morti avendo combattuto per una propria scelta, per esempio i partigiani o i repubblichini. Ma anche in quel caso molti lo hanno fatto per convenienza, spinti dalla loro situazione più che dalla loro convinzione. In ogni caso sono stati tutti vittime di una assurda scelta fatta da altri. Quelli sono i veri carnefici e raramente sono morti. Per questo anche l'attentatore di Nassyria è una vittima. L'intervento della Corda (http://www.youtube.com/watch?v=XOPIv8obhb4) penso sia stato corretto e mi rammarico che i M5S quando fanno qualcosa di buono abbiano la capacità di smentirlo subito dopo. Forse la Corda non ha argomentato molto, ma il tempo era limitato, e se quelle cose non l'avesse dette lei alla commemorazione nessuno avrebbe mai detto ai parenti dei morti che i loro cari in fondo avevano scelto di essere un po' carne da macello e un po' tritacarne.Queste cose sono semplice logica, ma sono pochi a dirle apertamente perché contraddicono alcuni dei taboo della nostra cultura che non fanno insorgere il popolo quando le sue risorse vengono buttate per armare eserciti o quando vengono portati a combattere guerre.

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09/07/12

Che difesa vogliamo finanziare?

La Patria da difendere per dovere costituzionale ha molte forme. Sicuramente in questa Patria rientrano gli italiani ma anche coloro che vivono in Italia più ancora che gli scogli di qualche isola o i picchi di qualche montagna. Eppure ci si preoccupa di prepararsi a difendere da ipotetici attacchi ai confini (anzi con i bombardieri ci si preoccupa di "difendere" ben oltre i confini) ma non ci si preoccupa di difendere gli italiani da altre minacce più probabili come i terremoti o le malattie, preferendo finanziare gli armamenti bellici agli "armamenti" di protezione civile e sanitari. Che strano strabismo ha questo stato! Ma sono più importanti le persone o le linee di confine?

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16/01/12

Volete burro o cannoni?!?!

E allora per salvare il posto di lavoro di chi lavora nel militare continuiamo a buttare via soldi!?! Come a dire che non bisogna guarire le persone perché altrimenti poi i medici non hanno da lavorare o condannare innocenti per dare da lavorare ai secondini. Spesso si sente dire che gli armamenti servono per la protezione civile, ma per salvare le persone dai terremoti non servono i bombardieri ma tecnologie molto diverse e decisamente meno costose. E sono meno costose spesso solo anche perché le produzioni militari sono falsamente costose. Una caffettiera per un sottomarino viene pagata 300 volte il costo di una caffettiera al supermercato e non perché ha caratteristiche particolari, ma solo perché pur essendo perfettamente la stessa caffettiera viene venduta assieme al sottomarino e la paura fa 90 e c'è sempre qualcuno che fa il ragionamento come se avessimo le truppe nemiche ai confini e l'esercito fosse concepito per difenderci dall'assalto dei cosacchi.
Personalmente ho anche rinunciato a lavori nel militare perché non voglio vivere nutrendomi del sangue di altri, ma questa è una questione etica. Ma se invece di spendere 1000 per costruire un carro armato e mandarlo a spalare neve come è successo dalle parti di Spezia si spendesse 1 per 1000 spazzaneve mi sa che i problemi di viabilità si risolverebbero meglio. Ogni euro sprecato in produzioni militari è un doppio spreco, primo perché sono soldi buttati via per costruire cose che normalmente non vengono usate o vengono usate inutilmente, secondo perché quei soldi avrebbero fruttato dieci volte tanto in posti di lavoro se impiegati in produzioni civili. Ma su quelle è più difficile farci la cresta!!
La Germania dopo la guerra ha potuto riprendersi proprio perché non potevano riarmarsi per i trattati di guerra e quando le hanno "permesso" di riarmarsi è stato solo per farla rallentare.
Nessuna vita va sprecata ma serve riflettere sul fatto che per "rispondere" all'attentato alle torri gemelle (che tra l'altro non è stato prevenuto probabilmente proprio per poter iniziare una guerra) in cui sono morte 3000 persone, solo di soldati americani ne sono morti ben più di 3000, per non parlare dei soldati di altre nazioni né, vogliamo dimenticarli, delle decine di migliaia di afgani e irakeni che sono morti in seguito. La contabilità non torna neppure un po'.
Sui libri di storia non ci si trova tutta la Storia ma solo quella che conviene a chi vuol fare credere che per risolvere i conflitti ci sono solo gli eserciti. Ma se si ha un po' più di curiosità e si cercasse di trovare delle risposte non banali (e come dicevo prima anche inefficaci) si scoprirebbe che i conflitti prima di tutto si prevengono ma che anche una volta che esplodono possono essere gestite senza armi.
http://www.schenone.net/dcnan

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13/07/09

Armi leggere

Se i nostri governi si interessassero del bene dei loro cittadini avrebbero un comportamento diametralmente opposto a quello che tengono, soprattutto per quanto riguarda le armi e gli armamenti.

Alle minacce alla vita dei loro cittadini non rispondono in relazione alla pericolosita' ma a criteri molto piu' perversi che mischiano interessi personali e consociativi, fobie e pigrizie.
Non vorrei sembrare macabro con una contabilita' di morti ma penso che aiuti a riflettere.
I governi occidentali stanno restringendo perfino i diritti fondamentali con la scusa del terrorismo internazionale che per ora in Italia non ha fatto vittime e che, almeno finora e negli altri paesi europei, ha fatto qualche centinaio di morti.
Allo stesso tempo non fanno quasi niente, non limitano neppure la velocita' delle macchine che ha dimostrato poter ridurre notevolmente il numero di morti (e feriti) sulle strade che solo in Italia arrivano ad essere 6/7.000 all'anno.
Discorso analogo e' quello delle armi leggere che ogni anno procurano qualche centinaio di morti in Italia e proporzionalmente molto di piu' nei paesi in cui l'uso delle armi non e' regolementato. A partire dai cacciatori (o anche passanti) uccisi o feriti nelle battute di caccia, per arrivare ai banditi (e passanti) colpiti da armi "regolermente detenute", e finire con coloro che, come si e' visto in varie occasioni, pensano di difendersi con pistole e fucili e quello che alla fine ottengono e' solo di morire, uccidere e spargere dolore ovunque.

Forse anche le armi della polizia sono di troppo (ai tempi in cui i bobbies di Londra giravano disarmati la delinquenza londinese era molto meno pericolosa) ma sicuramente proibire le vendita di armi leggere ridurrebbe drasticamente il numero complessivo di morti e feriti senza ridurre la sicurezza complessiva ma, al contrario, aumentandola. E se qualcuno si diverte tanto a sparare a qualcosa vorra' dire che sara' costretto a farsi passare la voglia dedicandosi ad altre attivita'.
Penso che sia una "costrizione" che val la pena di imporre per il bene di tutti, pur avendo l'attenzione di aiutare chi campa di armi a trovare un altro sistema per viviere, perche' anche se la Repubblica si basa sul lavoro deve essere un lavoro che non danneggi altri.
Per cui è un vero peccato il rultato del referendum brasiliano per l'eliminazione del commercio di armi. Una eventuale abolizione in Brasile avrebbe potuto convincere anche qualcuno che puo' in Italia a cominciare a pensare cosa far fare d'altro agli armaioli della Val Trompia, e come evitare il dolore che le armi in circolazione in Italia ogni anno provocano.

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20/03/08

Rutelli e le armi

Ci sono persone che cambiano nel tempo e persone che rimangono fedeli a se stessi.
Qui è Francesco Rutelli durante le manifestazioni contro la Mostra Navale Bellica negli anni 80 a Genova. Di quale tipo è secondo voi?

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