Pensieri circolari

se i pensieri vanno dritti spesso sbagliano mira

20/03/20

Noi e covid

Il problema è che prima o poi tutti verremo a contatto con il virus ma l'importante è che non avvenga per tutti allo stesso tempo che, se no, non ci sono abbastanza letti in terapia intensiva. La soluzione però, per il futuro, non è chiudere tutti in casa per ridurre il numero di letti richiesto ma aumentare il numero di letti e medici anche a rischio di pagarli senza poi usarli quando la richiesta dovesse diminuire.
I medici mancano perché viene permesso di laurearsi in medicina solo ad una minoranza per paura che ci sia una inflazione di medici e quindi siano a rischio le alte retribuzioni e i letti mancano per assecondare le richieste di tagli alle tasse e ci troviamo adesso a rimetterci tutti, anche in termini economici, anche quelli che i soldi delle tasse risparmiate li avevano investiti in borsa. Chi ci guadagnerà sono pochi mentre ci rimetteranno i più anche tra i ricchi e gli evasori che pensano di avere sempre qualcuno a pagare per loro.
La soluzione per il momento è di restare a casa ma per il futuro (o meglio i futuri) è di impiegare risorse comuni per affrontare le minacce della vita facendo in modo che tutti contribuiscano. Altrimenti sarebbe come se si fosse deciso di ridurre ulteriormente i posti letto di traumatologia e poi, dato che non ci sarebbero più stati letti per curare gli incidentati, si fosse proibito a tutti di andare in auto o moto così ci sarebbero stati meno incidentati. Ma in questo caso so quanti sarebbero scesi a fare le barricate. Adesso invece stiamo accettando gli arresti domiciliare collettivi impauriti dal nuovo virus sconosciuto che pensiamo più pericoloso della morte senza confrontarlo con gli altri fattori di rischio delle nostre vite.
La situazione futura delineata da https://www.milanofinanza.it/news/non-torneremo-piu-alla-normalita-ecco-come-sara-la-vita-dopo-la-pandemia-202003181729195935?fbclid=IwAR2b1w7lk8e9T7dy48e6XZOOaeydSC7HDQ8I8iiaH5Be4mRNs_I4znpAK5k è un futuro distopico che dobbiamo evitare soprattutto perché sarà il risultato di una evoluzione della società dettata dalla dottrina dello shock https://www.globalproject.info/it/mondi/naomi-klein-il-coronavirus-e-il-disastro-perfetto-per-il-capitalismo-dei-disastri/22638?fbclid=IwAR31EEaG4Jl7uGDXPkCoIHO2aICmgxtbMzP7bZ04BDB1kL3gH8e3MML4-zM .

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14/11/13

Le vittime di Nassyria

Sinceramente non riesco a distinguere tra i cadaveri della strage di Nassyria quelli dei giusti e quelli dei dannati. Sicuramente erano tutti convinti di essere nel giusto. Qualcuno forse era convinti di essere nel conveniente. Forse nessuno era nel sadico. Sicuramente nessuno si sentiva nel ruolo dell'assassino, anche quando "annichiliva" civili inermi. I partigiani di via Rasella non misero a rischio la loro vita eppure fecero un lavoro analogo al kamikaze di Nassyria. Se i tedeschi non avessero risposto con la strage delle Fosse Ardeatine sarebbe stata una normale operazione bellica e loro degli eroi per una parte e dei terroristi per l'altra. Per altro i soldati tedeschi di via Rasella, probabilmente, non erano tutti volontari, molti erano costretti a marciare in armi per Roma.Quando penso ai ragazzi mandati a morire nella seconda guerra mondiale non faccio distinzione se, contro la loro volontà convinti da propaganda, dal mito dell'obbedienza o da minacce, sono stati mandati a morire da Hitler o da Churchill. Faccio qualche distinzione in più tra coloro che sono morti avendo combattuto per una propria scelta, per esempio i partigiani o i repubblichini. Ma anche in quel caso molti lo hanno fatto per convenienza, spinti dalla loro situazione più che dalla loro convinzione. In ogni caso sono stati tutti vittime di una assurda scelta fatta da altri. Quelli sono i veri carnefici e raramente sono morti. Per questo anche l'attentatore di Nassyria è una vittima. L'intervento della Corda (http://www.youtube.com/watch?v=XOPIv8obhb4) penso sia stato corretto e mi rammarico che i M5S quando fanno qualcosa di buono abbiano la capacità di smentirlo subito dopo. Forse la Corda non ha argomentato molto, ma il tempo era limitato, e se quelle cose non l'avesse dette lei alla commemorazione nessuno avrebbe mai detto ai parenti dei morti che i loro cari in fondo avevano scelto di essere un po' carne da macello e un po' tritacarne.Queste cose sono semplice logica, ma sono pochi a dirle apertamente perché contraddicono alcuni dei taboo della nostra cultura che non fanno insorgere il popolo quando le sue risorse vengono buttate per armare eserciti o quando vengono portati a combattere guerre.

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02/08/13

I nemici del totalitarismo

Dopo essere stato a Berlino ho considerato che i peggiori nemici di tutti i totalitarismi fascisti, comunisti, capitalisti o ecclesiastici non sono gli altri totalitarismi, ma le singole persone che si rifiutano di convergere in una massa, per quanto piccola, pur non rinunciando ad avere una visione sociale del mondo.

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09/08/12

Obbedienza

Obbedire è fare qualcosa che non faremmo (perché non ci conviene o perché non ne abbiamo voglia) perché qualcun'altro ce lo ha detto. Per esempio anche quando si obbedisce ad una legge si sta facendo qualcosa che ci limita o ci vincola perché qualcun'altro (un re o un'assemblea) ha deciso che bisogna fare così. E' una cosa che serve in una società per poter organizzare dei comportamenti collettivi.
In un approccio anarchico non esiste una legge o una regola, anche se scelta da una maggioranza ma neppure all'unanimità, che possa vincolare il singolo (che in ogni momento potrebbe cambiare la propria valutazione) ma il criterio da seguire è solo la propria coscienza. Ciò implica che non è possibile prevedere dei comportamenti collettivi, necessari in una progettazione sociale, ma solo attuare dei comportamenti collettivamente se tutti sono concordi nell'attuarli al momento.
Perciò l'obbedienza può essere utile al singolo permettendo di organizzare comportamenti collettivi che tornano a suo vantaggio anche se non immediato.
Ma non deve essere una obbedienza cieca, bisogna saper scegliere di non fare quella cosa non tanto perché non ci conviene o non ne abbiamo voglia, ma perché non è giusto farlo ed è negativo per la collettività. E questo bisogna saperelo fare anche quando l'ordine viene a proprio vantaggio personale considerando che lo svantaggio collettivo può superare il vantaggio personale. Quante volte si vedono persone che abusano di privilegi subendo poi in seguito le conseguenze negative del loro vantaggio immediato.
L'obbedienza non è una virtù ma una capacità. Bisogna sapere obbedire, quando è giusto per il bene comune, e disobbedire, quando ci viene ordinato qualcosa di ingiusto. E per fare entrambe le cose può servire coraggio. Ma per fare questo bisogna avere capacità critica. Altrimenti una società di individui egoisti il cui unico criterio è l'interesse personale soccombe a se stessa.

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