Pensieri circolari

se i pensieri vanno dritti spesso sbagliano mira

09/02/19

Donne che ammazzano chi le minaccia ...

Per evitare la violenza alle donne non basta dare alle donne la possibilità di ammazzare chi le minaccia come ho letto.
Il porto d'armi in Italia lo può prendere chiunque lo voglia, basta avere come motivo anche solo la difesa personale, dimostrando di essere in grado di usare le armi e di non essere fuori di cucuzza e, per altro, conosco casi di persone che pur non avendo motivi specifici ne erano in possesso. E non a caso buona parte delle donne ammazzate con arma da fuoco sono colpite da persone come guardie giurate e poliziotti che hanno una pistola con porto d'armi.
Per altro come buona parte degli aggressori sanno bene, per uccidere una persona basta un bel coltellaccio affilato che tutti abbiamo in bella vista nelle nostre cucine pronto all'uso, anche delle vittime di aggressioni.
Non è la mancanza di armi che fa soccombere le vittime, spesso è la loro incapacità a difendersi non tanto fisiologica quanto psicologica.
Una donna che accetta una relazione con uno che poi potrebbe farle violenza è la prima che mette a repentaglio la propria vita. Se poi soccombe non è certo colpa sua, ma se le donne (e gli uomini) evitassero di dare spago ai violenti e la società educasse le persone (maschi e femmine) ad evitare la violenza, forse i violenti sarebbero un po' più propensi a ricredersi.

Etichette: , , , , , , , , ,

26/05/14

Speranze post elettorali

Spero che il risultato elettorale faccia prendere coscienza il M5S della responsabilità di rappresentare il 21% degli italiani, faccia stare sereno il bimbo minchia e lo faccia uscire dal proprio egocentrismo riscoprendo valori che ha incontrato da giovane.
Inoltre, pure ritenendo un abuso il quorum del 4%, vorrei ringraziare, se ci sono, quelle 3 o 4 persone che hanno votato L'Altra Europa con Tsipras sollecitati dai miei suggerimenti. Adesso però vorrei che non ritenessero finito il loro compito. Ora bisogna continuare insieme, soprattutto con persone giovani, a dare sostanza a questa idea.
Ma soprattutto vorrei che le persone la smettessero di vedere la politica come una partita di calcio in cui si tifa per la propria squadra a prescindere da quello che fa in campo, come fanno gli amici di Renzi che si offendono se lo chiami "bimbo minchia" affermando che dando giudizi ci si considera superiori e si generano i conflitti o gli amici di Grillo che per sfogare la loro rabbia per la non vittoria elettorale (prendendola per una sconfitta quando sono passati in un anno dal 15 al 21%) definiscono la lista Tsipras una lista estera.
I conflitti nascono da interessi diversi, che possono essere affrontati con diversi approcci. Il giudizio modifica l'equilibrio tra le posizioni cercando di porre l'altro in posizione di inferiorità o cercando di risalire da una posizione di inferiorità in cui l'altro ci ha messi. Alla base di tutto però è la coerenza delle azioni. E a livello politico, confrontandosi con altri, serve valutare le azioni delle parti in causa con tutti. In questo caso il problema non è solo il merito delle cose proposte, ma anche il metodo. Se scrivo che Renzi si comporta da bimbo minchia egocentrico (notare che do per possibile un suo cambiamento per cui l'etichetta è solo temporanea) è perché non contenti nei decenni passati di avere seguito fino al disastro altre persone con gravi problemi psicologici/psichiatrici le persone continuano a cercarle. Con tutto il rispetto di Basaglia, sono del parere che bisogna smettere di trattare gli psicopatici come persone normali ma come persone malate che hanno bisogno di cure cercando al tempo stesso di mettere a frutto il più possibile le loro capacità. Invece da secoli i popoli vanno a cercare psicopatici per mettersi alla loro sequela.
Magari bastasse un giudizio per salire in posizione di superiorità. Agli sfruttati della terra basterebbe veramente poco per non soffrire più. Il giudizio serve per decidere come agire.
Secondo l'ordinamento italiano dare del ladro ad una persona condannata in via definitiva per furto è perseguibile per legge, ma a me è sempre sembrata una norma ipocrita e, anzi, omertosa. Se il problema è la parola "michia" si può sostituire a "bimbo minchia" il termine scientifico "egocentrico narcisista" usato in psicologia che definisce una patologia (psicopatico significa persona che soffre di patologia psicologica o psichiatrica) o se si preferisce si può cambiare "faccia stare sereno il bimbo minchia e lo faccia uscire dal proprio egocentrismo" con " faccia stare sereno quello che, sperando ancora per poco, si comporta da bimbo minchia e lo faccia uscire dal proprio egocentrismo".
Io non ho mai chiamato nano Berlusconi o pazzo Grillo e se questa volta mi sono permesso di chiamare bimbo minchia Renzi (avrei potuto essere decisamente più pesante) è solo perché ho espresso la speranza che il risultato elettorale lo liberasse dalle sue patologie psichiche che non sono questioni lombrosiane (se hai gli occhi azzurri non puoi decidere autonomamente di cambiarli, ma se prendi l'antibiotico la bronchite passa anche se è meglio che tu stia lontano dagli altri per non attaccargli qualcosa) ma di ordinaria evoluzione clinica. Tutti probabilmente abbiamo delle patologia psichiche da dover tenere conto nella propria vita, ma sembra impossibile che vada sempre a finire che persone "fragili" psichicamente vengano lasciate libere di agire a danno di tutti. Provando a riflettere sui leader degli ultimi decenni, tralasciando Hitler, Stalin e Mussolini la cui patologia è più che evidente, me ne vengono in mente veramente pochi che non dimostrano tratti parecchio patologici. Forse Monti e Letta, se non per una certa anaffettività del primo, e papa Francesco.
Per cui se siete d'accordo con quello che afferma uno psicopatico, invece di rinnegare le vostre idee temendo di essere anche voi psicopatici o al contrario mettervi al suo seguito, valorizzate le sue qualità senza affidargli il vostro destino, collaborate con lui ma non dategli responsabilità per tutti. E' meglio per voi .. e per lui.

Etichette: , , , , , , , ,

02/08/13

I nemici del totalitarismo

Dopo essere stato a Berlino ho considerato che i peggiori nemici di tutti i totalitarismi fascisti, comunisti, capitalisti o ecclesiastici non sono gli altri totalitarismi, ma le singole persone che si rifiutano di convergere in una massa, per quanto piccola, pur non rinunciando ad avere una visione sociale del mondo.

Etichette: , , , , , , , , ,

09/08/12

Obbedienza

Obbedire è fare qualcosa che non faremmo (perché non ci conviene o perché non ne abbiamo voglia) perché qualcun'altro ce lo ha detto. Per esempio anche quando si obbedisce ad una legge si sta facendo qualcosa che ci limita o ci vincola perché qualcun'altro (un re o un'assemblea) ha deciso che bisogna fare così. E' una cosa che serve in una società per poter organizzare dei comportamenti collettivi.
In un approccio anarchico non esiste una legge o una regola, anche se scelta da una maggioranza ma neppure all'unanimità, che possa vincolare il singolo (che in ogni momento potrebbe cambiare la propria valutazione) ma il criterio da seguire è solo la propria coscienza. Ciò implica che non è possibile prevedere dei comportamenti collettivi, necessari in una progettazione sociale, ma solo attuare dei comportamenti collettivamente se tutti sono concordi nell'attuarli al momento.
Perciò l'obbedienza può essere utile al singolo permettendo di organizzare comportamenti collettivi che tornano a suo vantaggio anche se non immediato.
Ma non deve essere una obbedienza cieca, bisogna saper scegliere di non fare quella cosa non tanto perché non ci conviene o non ne abbiamo voglia, ma perché non è giusto farlo ed è negativo per la collettività. E questo bisogna saperelo fare anche quando l'ordine viene a proprio vantaggio personale considerando che lo svantaggio collettivo può superare il vantaggio personale. Quante volte si vedono persone che abusano di privilegi subendo poi in seguito le conseguenze negative del loro vantaggio immediato.
L'obbedienza non è una virtù ma una capacità. Bisogna sapere obbedire, quando è giusto per il bene comune, e disobbedire, quando ci viene ordinato qualcosa di ingiusto. E per fare entrambe le cose può servire coraggio. Ma per fare questo bisogna avere capacità critica. Altrimenti una società di individui egoisti il cui unico criterio è l'interesse personale soccombe a se stessa.

Etichette: , , , ,

21/07/12

Intolleranze non alimentari


Si potrà anche non essere d'accordo con la Bindi riguardo al matrimonio gay ma penso che la sua posizione sia rispettabile più che il pressappochismo di chi etichetta le differenze come scaramucce interne.
Per molti italiani non è molto tollerabile che la regolarizzazione di una convivenza omosessuale si chiami matrimonio.
La Bindi rivendica la propria posizione sui Dico che è già poco tollerabile per molti cattolici. (http://video.repubblica.it/politica/gay-bindi-contestata-a-roma-rimpiangerete-unioni-civili/101118?video+&ref=HRER2-1)
Gli italiani sono solo quelli che si incontrano tra i propri amici su facebook, ce ne sono veramente tanti altri che a volte neppure incrociamo nella nostra vita. Per molti di loro il matrimonio è, più ancora che una questione di coppia, una questione di figli e famiglia, e una famiglia con genitori gay, finora in Italia almeno, è veramente indigesta.
Ci sono persone che non riescono a farsi una ragione del fatto che a certi cattolici risulti tanto insopportabile che due persone dello stesso sesso si uniscano in matrimonio e per questo hanno atteggiamenti sprezzanti.
Ma ci sono molti altre cose su cui c'è chi non riesce a farsi una ragione.
Ci sono persone che non riescono a farsi una ragione del fatto che ad alcuni risulti tanto insopportabile che loro amino avere rapporti con minori e sono convinti che sia un loro diritto vivere la sessualità secondo il loro desiderio e dei minori con cui hanno rapporti.
Ce ne sono altre che non riescono a farsi una ragione del fatto che ad alcuni risulti insopportabile che vengano bucate le orecchie dei bambini per mettere loro degli orecchini e pensano sia più che normale farlo.
Ce ne sono altre ancora che non riescono a farsi una ragione che ad alcune persone risulti insopportabile che loro cuciano le labbra della vagina delle loro figlie e pensano sia doveroso farlo per il bene della loro vita futura.
Ci sono ancora alcune persone che non riescono a farsi una ragione del fatto che ad alcuni risulti insopportabile che venga soppresso un feto umano non considerandolo ancora un essere umano e ritengono tale azione un assassinio.
E così ci sono persone che ritengono difficilmente digeribile che venga riconosciuto come famiglia legata da un matrimonio una unione tra due persone di uno stesso sesso con ciò implicando che queste due persone saranno probabilmente genitori naturali o adottivi di bambini che cresceranno senza un genitore di uno dei due sessi come un qualsiasi figlio orfano o figlio abbandonato da un genitore. In questo caso però non sarebbe il caso, malaugurato, ad imporlo, ma sarebbe la legge a prevederlo.
Per parte mia cerco di accogliere sensibilità diverse e cerco di capire con fatica dove queste sensibilità possono trovare un punto di contatto o di sovrapposizione. Se non si fa così ci si limita a scomunicare gli altri e sempre più spesso ho scoperto che la cosa che meglio hanno imparato gli atei e gli agnostici dalla chiesa purtroppo è la scomunica.
Ci sono persone che sono convinte che essere figlio di una coppia omosessuale sia quanto di più normale esista. Sarebbe normale, come ho sentito dire, come essere figlio di una coppia interrazziale, anche se anni fa c'era chi non voleva i matrimoni interrazziali perché sarebbe stato innaturale per i figli. Io, però, ho visto figli di genitori eterosessuali ma che si sono riconosciuti omosessuali in eseguito avere non pochi problemi da ciò. Poi certamente tutti sopravvivono, anche i figli di genitori abusanti ce la fanno, ma da lì a permettere per legge che un genitore infibuli le figlie ce ne passa, anche se poi nessuno protesta che i genitori in molte zone d'Italia sistematicamente buchino le orecchie delle proprie figlie, cosa che certamente non è menomante come l'infibulazione ma è in ogni caso un abuso sul corpo della bambina.
D'altra parte ho visto anche molti figli i cui genitori si sono separati nell'infanzia riconoscere che per i genitori è stato un bene, ma che per loro avere perso una famiglia è stato un dramma che i genitori hanno ignorato. Per cui piuttosto che rimanere senza famiglia, probabilmente avere due genitori omosessuali può essere un bene, in fondo tutti i cuccioli di elefante crescono in famiglie allargate di sole femmine adulte e sembra che la cosa non li turbi, ma non so come considererebbero molti dei sostenitori delle coppie omosessuali se un convento di suore potesse adottare dei bambini come figli, anche se in fondo molti orfanotrofi erano una cosa simile. Forse sarebbero felici, chissà.
Molti dei sostenitori del matrimonio gay sono convinti che gli oppositori facciano una equazione tra omosessualità e pedofilia e per questo siano contrari a pensare di dare figli agli omosessuali.
Io non penso minimamente che la omosessualità sia legata alla pedofilia più che l'eterosessualità, basta pensare ai turisti sessuali che vanno a cercarsi bambine in Tailandia, penso che le due cose siano del tutto indipendenti, e sono anche convinto che ci siano pedofili che sono attratti dai bambini non per scaricare la loro violenza su degli indifesi ma perché realmente sono attratti dalla loro tenerezza e innocenza, anche perché i tratti infantili hanno proprio lo scopo di attirare l'attenzione, ovviamente con lo scopo della cura e non della violenza, da parte degli adulti, e infatti le persone più attraenti di solito conservano molti dei tratti tipici dei bambini. Guardando le cose dal punto di vista del pedofilo non si capisce per che motivo si dovrebbe impedire che loro esprimano il loro affetto anche con atti sessuali (come i movimenti di rivendicazione dei pedofili ribadiscono) e non è detto che per dei bambini totalmente abbandonati, nelle strade del Brasile o nelle fogne della Romania, non sia meglio ricevere le attenzioni di un pedofilo, magari anche prete, piuttosto che restare abbandonati.
Eppure non mi pare il caso di stabilire per legge che anche una persona pedofila può adottare dei bambini, neppure mettendo il vincolo che siano abbandonati.
Io non ho molte certezze, so che ho difficoltà a ritenere la soppressione di un feto una semplice operazione ginecologica, ho la sensazione che se una coppia non riesce ad avere figli può anche trovare la propria fecondità in altre azioni senza mettersi a fare gli apprendisti stregoni con i loro uteri e spermi, ho difficoltà a pensare che un diciannovenne che fa l'amore con una quindicenne stia necessariamente facendo violenza, penso che forse è giusto che chi vuole convivere con una persona avendone i vantaggi debba vincolarsi a prendersi cura dell'altro anche quando ciò è svantaggioso, penso che sia abbastanza normale che delle persone facciano sesso con prostitute, magari perché disabili, e ho la sensazione che tale lavoro sia molto più dignitoso di chi si sente giustificato dal "tengo famiglia" a collaborare alla costruzione e all'uso di armi, sono abbastanza convinto che un bambino abbia bisogno di figure di riferimento che non devono essere uniche ma neppure numerose e che tali figure debbano essere sia maschi che femmine.
Sono ipotesi su cui rifletto da tempo ... ma di cui probabilmente avrò sempre meno certezza. 
Eppure più passa il tempo e più mi sento imporre certezze differenti con la stessa pervicacia e intransigenza con cui la chiesa nei secoli ha imposto le sue, da persone che onestamente si considerano non solo tolleranti ma libertarie se non anarchiche.

Etichette: , , , , , , , ,

23/09/10

Burqa

A me le donne con il velo, e ancor più il burqa, fanno tristezza ma penso che se vogliono mettersi il burqa siano libere di farlo come chi vuole mettersi la minigonna.
Cosa pensereste se una tribù africana che gira tutto il giorno nuda imponesse agli antropologi che la vanno a studiare di mettersi nudi se vogliono stare nel villaggio?
E non si dica che è un problema di sicurezza perché allora si devono proibire i caschi integrali o le sciarpe negli stadi. La legge afferma che non ci si può nascondere ma poi in molte situazioni la cosa non viene fatta rispettare (vedi Carnevale di Venezia, tifosi allo stadio, caschi integrali e passamontagna e mute per il freddo).
Ma siamo sicuri che proprio tutti i mariti impongano alle loro mogli il burqa, come se fosse inconcepibile che qualcuno possa mettersi un velo in testa di sua spontanea volontà?
O forse non è che mogli e mariti si limitano a sottostare a tradizioni che non vogliono mettere in discussione. Quante anziane donne sarde ancora tengono il velo nero quando escono non perché glielo impone il marito ma magari proprio per il lutto per il marito morto? Nessuno teoricamente lo impone, eppure ... e se qualcuno imponesse loro di levarsi il velo come vivrebbero la cosa? Non si sentirebbero forse violentate dal non poter mettere il velo nero? Ricordo che molte suore tengono il velo per loro scelta e se lo perdono si sentono più nude che Belen con le tette al vento.
E se anche molte donne mettono il burqa solo per una tradizione (e non necessariamente perché il marito glielo impone con la forza visto che le vedove si tengono il burqa pur non avendo più il marito) arrivo a pensare che alcune donne col burqa lo considerino una forma di protezione che evita loro di doversi confrontare con le altre donne sul piano estetico.
Torno a ribadire che ritengo il burqa (ma anche il velo) una cosa triste e brutta, ma se è per quello trovo ancora più brutto vedere certe persone orribilmente grasse o magre ma non per questo penso di proibire alle persone obese di presentarsi in pubblico e le costringo a chiudersi in casa come potrebbe succedere alle donne che vogliono tenere il burqa. Eventualmente, se non è una loro scelta, farò di tutto per liberarle ma non costringendole a trovarsi schiacciate tra due obblighi opposti che raddoppiano la violenza subita.
Se voglio evitare che qualcuno imponga ad altri di fare le cose non posso mettermi io ad imporre di fare il contrario. Quello che posso fare è intervenire su chi impone la propria volontà agli altri. Altrimenti sarebbe come se per evitare la schiavitù facessi una legge che proibisce alle persone di farsi schiavizzare invece di perseguire chi schiavizza. Pura ipocrisia.
Per l'infibulazione la cosa è più grave anche se analoga. Non è certo punendo chi viene infibulata che si risolve la questione. L'intervento deve essere di ben altro tipo, intervenendo su chi impone l'infibulazione.
Inoltre bisogna osservare che l'infibulazione non viene fatta a donne ma a bambine che come tali devono essere difese come tutti i minori e quindi il problema è ben diverso. Se una donna accettasse di farsi infibulare penso che sarebbe libera di farlo come le persone che si fanno piercing o interventi simili anche menomanti. Se invece una donna viene costretta con la forza a farsi operare ovviamente dovrei perseguire chi la costringe e non potrei certamente accontentarmi solo di proibire l'operazione, magari arrivando a perseguire la donna che oltre ad avere subito l'operazione con la forza si trova anche a subire la persecuzione per avere agito illegalmente.
Queste imposizioni molto spesso sono una violenza bella e buona su una vittima che non sa o non ha la forza per difendersi e che non trova neppure chi la difende.
Non mi pare che nessuno abbia mai messo un divieto agli schiavi di sottomettersi per abolire la schiavitù ma eventualmente si è pensato di punire chi riduceva gli altri in schiavitù. Così non è proibendo alle donne di mettere il velo che le si libera, ma punendo chi costringe le donne a fare ciò che non vogliono.
Se non si riesce a distinguere tra la vittima e il carnefice e invece di prevedere delle pene per i carnefici che costringono altri a fare ciò che non vogliono si pensa di risolvere tutto, proibendo alle vittime di subire le violenze non faccio che adottare una "bellissima" iniziativa del tutto ipocrita che non fa che aumentare la vessazione nei confronti delle vittime. Forse che una donna che non mette il burqa perché la legge lo vieta non verrà corrosa dall'acido che il marito le tirerebbe addosso? O invece non è più facile che eviti di essere ferita se si mette a parlare civilmente col marito invece che a sfidarlo per rispettare la legge impostale da dei benpensanti occidentali.
E se proprio si ritiene un problema di sicurezza avere persone col viso coperto si può fare una legge come in Italia che proibisce di coprirsi il volto in pubblico e quindi non serve una legge apposta per il burqa ma servirebbe, nel caso, al contrario affermare nella legge che a carnevale siamo tutti buoni e quindi nessuno col viso coperto è pericoloso e si può andare in giro mascherati, anche col burqa. Ma se non si scrive questo bisognerebbe essere coerenti e impedire alle mascherine di girare per le calli.
Se invece non si ha una legge per qualsiasi travisamento vuol dire che in quel paese le persone a viso coperto non sono considerate un problema e quindi non ha senso fare una legge per il burqa.
Contrariamente a chi vuol perseguire chi mette il burqa o il velo sarebbe da perseguire chi impone agli altri come vestirsi (che sia il marito con la moglie ma anche il capufficio con i dipendenti o chi scrive a regolamento che l'uscere del Parlamento deve impedire a chiunque di entrare senza giacca e cravatta. Io per pratica e per principio non metto la cravatta (non l'ho messe neppure al mio matrimonio) ma per questo motivo mi viene impedito di assistere al momento che dovrebbe essere più alto della democrazia in Italia, le sedute parlamentari. Se fossi donna (o travestito) non avrei problemi a vestirmi come mi pare, ma essendo identificato come maschio mi viene imposta la giacca e la cravatta per poter entrare nell'aula. Suppongo che se mi vestissi da sacerdote nessuno mi richiederebbe giacca e cravatta ma se arrivassi vestito da mullah penso che mi caccerebbero come se vado vestito da normale cittadino che va a lavorare.

Etichette: , , , ,

23/07/09

Per mettersi in mezzo (9)

23/7/09
Anche oggi mi tocca il gate. I bambini sono solo 11, col passare del tempo stanno diminuendo, si vede che non tutti si divertono al summer camp o i genitori li usano per altre incombenze. Spero non sia perché ultimamente le volontarie arabe si sono un po' defilate lasciando agli internazionali l'animazione senza poter parlare in arabo. Nel caso sarebbe meglio fosse perché gli internazionali fanno giochi poco divertenti piuttosto che perché fanno giochi che non piacciono ai genitori dei bimbi. Ma forse questa attenzione sarebbe eccessiva in questo mondo in cui i bambini sono del tutto allo stato brado fino a che non arrivano all'adolescenza e poi vengono incasellati in un mare di regole, obblighi e divieti.
Oggi i due militari a piedi sono un po' meno rigidi e quando Miki li ringrazia fanno anche un sorriso. Finisco il mio compito mandando un messaggio con il numero di bimbi arrivati e la targa della jeep.
Finito il summer camp andiamo sulla collina di fronte alla colonia per controllare che i bambini non abbiano avuto problemi dopo l'attraversamento. Non sempre c'è qualcuno dall'altra parte ad aspettare ma si osserva col binocolo dall'alto della collina. Arriva il primo messaggio per ddire che i bambini sono partiti, poi uno per dire che sono fuori dall'osservazione di chi sta al gate. A quel punto chi sta dal lato opposto manda un messaggio quando vede spuntare i bambini e uno quando sono fuori dal tiro dei coloni. Aspettando sotto il sole cocente mitigato appena dal vento che spazza la cima faccio osservare a Ele che i protocolli forse potrebbero essere migliorati. Per esempio stamattina ho mandato il numero di targa a chi era a controllare dalla parte di Tuba, cosa per loro del tutto insignificante mentre loro non mi avevano comunicato quanti erano i bambini che sarebbero dovuti spuntare lungo la strada per verificare che non se ne fosse perso qualcuno.
Ora dal gate ci comunicano che i bambini sono solo 7 quando stamattina erano 11. Mi domando se i 4 che mancano hanno perso la coincidenza e dovranno farsela a piedi per la strada lunga o se invece è tutto normale e i bambini che mancano restano a dormire con i cugini in qualche casa del villaggio. E comunque penso che questi conteggi dovrebbero essere verifica prima.
Vediamo i bambini correre lungo i capannoni delle galline e poi per un bel po' non vediamo niente. Cominciamo a preoccuparci ma finalmente vediamo sul valico che dista da noi in linea d'aria almeno un chilometro dei puntini che corrono e saltano. Domando cosa potremmo fare da così lontano nel caso ci siano problemi e soprattutto come potremmo sapere che ci sono dei problemi se i bambini non hanno nessun modo per avvertirci di un possibile pericolo, anche solo un drappo rosso da sventolare. Mi rispondono che se vediamo qualche pericolo dobbiamo correre fino a là, 45 minuti a piedi che potrebbero diventare, forse, 30 correndo tra i sassi e le valli. Mi vengono dei dubbi ma mi rendo conto che l'alternativa è fare ogni giorno 1 ora a piedi ad andare e 1 a tornare come quando ci sono andato con Ale e ne vale la pena se poi qualcuno rimane a controllare il pascolo. Comunque mi rimane il dubbio che ci siano ampie possibilità di miglioramento ma per ora me ne sto a osservare e riflettere, sono appena arrivato e non voglio cominciare a rompere. E poi in questo periodo i coloni sono meno attivi, sarà anche il caldo. Ci avviamo verso il villaggio e i miei dubbi vengono confermati. Lungo il sentiero di ritorno incontriamo due dei bambini che probabilmente si sono attardati e che ora stanno facendo la strada lunga che è più defilaa ma passa ugualmente abbastanza vicina alla colonia in alcuni punti. Decidiamo di ritornare nel punto di osservazione a controllare che non facciano brutti incontri ma forse sarebbe meglio se ci fosse una contabilità di chi va e chi viene in modo da evitare simili evenienze.
Oggi Michel e Joy tornando dal controllo del pascolo lungo la bypass road sono stati fermati dalla polizia. Michel è appena arrivato ed è decisamente meno scorbutico degli altri americani. Mi fa vedere la ripresa del controllo dei documenti e fa subito un commento: “Joy was very aggressive”. Poi mi spiega che mentre a lei non volevano dare spiegazioni quando chiedeva perché le prendevano i documenti con lui sono stati molto più cordiali dicendogli che in effetti può stare anche sulla strada senza problemi. Ci siamo fatti due chiacchiere sulla formazione degli americani e mi dice che in effetti lui sta facendo un periodo di prova anche per vedere se il loro approccio è confacente al suo. Dalla sua espressione commentando l'accaduto non sembrerebbe molto, qualcuno che senza motivo aggredisce verbalmente la polizia che chiede i documenti mette inutilmente a rischio se stesso e chi è con lui e questo normalmente è considerato un comportamento irresponsabile.
Per sopportare un po' meglio il caldo intanto che scrivo al computer sono entrato in casa a mi sono messo a torso nudo ma quando tornano gli americani mi sgridano perché potrei scandalizzare eventuali visitatori. Quando faccio presente che mi ero permesso tale libertà perché ero in casa mia la risposta è stata che la porta è aperta e chiunque può entrare. Evito di fare ulteriore polemica, mi rimetto la camicia ma la rabbia che provo è veramente molta. Trovo veramente poco ragionevole questo atteggiamento riguardo al rispetto degli altri. Penso che il fatto che per dimostrare rispetto verso gli altri devono adeguarsi esteriormente alle loro regole sia la dimostrazione che non sono riusciti a dimostrare nella sostanza il loro rispetto agli abitanti del villaggio semplicemente perché non hanno instaurato un rapporto che non si limiti alla formalità. Mi viene il dubbio che in fondo gli abitanti del villaggio usino gli internazionali per i vantaggi che questi portano e che gli internazionali usino gli abitanti del villaggio per soddisfare la loro necessità di gratificazione ma che in effetti tra loro non ci sia un vero rapporto umano. Penso che il rispetto non si dimostra assecondando l'altro nei suoi usi e costumi, ma riconoscendo all'altro la libertà di avere usi e costumi diversi dai miei alla stessa maniera come l'altro rispetta i miei, pur facendo attenzione a non provocare inutilmente la sensibilità dell'altro. Il rispetto o è vicendevole o non è.

Etichette: , ,